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Outlook azionario per il 2012

La crisi del debito sovrano sta probabilmente entrando nella sua fase conclusiva e una manovra di quantitative easing avrebbe l’effetto di erodere il valore dei debiti nell'Eurozona

di Redazione Soldionline 13 gen 2012 ore 11:11
Articolo a cura di Dominic Rossi, Fidelity Worldwide Investment

La crisi del debito sovrano sta probabilmente entrando nella sua fase conclusiva e una manovra di quantitative easing (QE), con il conseguente aumento di massa monetaria, avrebbe l’effetto di erodere il valore dei debiti nell'Eurozona e dunque di fornire una boccata di ossigeno utile a intraprendere la strada della ripresa e raggiungere un accordo
sul tema dell'integrazione fiscale.
Considerando gli eventi che si sono succeduti in Europa, la moneta unica ha tenuto straordinariamente bene. Il pessimismo riguardo all'Euro non è però superato e sembra destinato a raggiungere un punto critico oltre il quale si intravede già un periodo di debolezza della divisa europea.
Nonostante la debolezza economica in Europa influenzi negativamente la crescita globale, le probabilità di una recessione negli Stati Uniti restano basse e anche l’impatto sulla crescita dei mercati emergenti non risulta particolarmente preoccupante poiché questi ultimi si trovano ad affrontare pressioni inflazionistiche la cui risoluzione passa anche attraverso una crescita più moderata. La politica monetaria dei mercati emergenti potrebbe dunque diventare in futuro più accomodante. Per quanto concerne i mercati sviluppati, infine, è probabile che gli Stati Uniti e il Regno Unito intraprendano ulteriori manovre di QE.
Per quanto riguarda il settore azionario per il 2012, la contrapposizione fra mercati emergenti e sviluppati diventerà maggiormente evidente rispetto al 2011. Gli investitori dovrebbero cogliere opportunità di acquisto nei mercati emergenti che consentano di aumentare l'esposizione a prezzi allettanti. In un'ottica di lungo termine i Paesi emergenti
rimangono infatti particolarmente interessanti e la coesistenza di due mondi che procedono a velocità diverse sarà sempre più evidente.

Durante le fasi di volatilità esasperata anche i mercati emergenti potrebbero risentirne nel breve termine, poiché le correlazioni azionarie tendono a convergere. Tuttavia riteniamo che nel corso del 2012 gli investitori inizieranno ad apprezzare gli ottimi fondamentali economici dei Paesi emergenti e la loro migliore capacità di ripresa dalla fase di
rallentamento dell'economia globale. Le turbolenze in questi mercati sono, infatti, di natura ciclica piuttosto che strutturale e, pertanto queste realtà continuano a rappresentare un investimento con prospettive allettanti nel medio-lungo periodo. Questi mercati nel 2012 sono, infatti, destinati a registrare performance economiche e azionarie migliori dei mercati sviluppati, penalizzati da una bassa crescita e da un eccessivo indebitamento.
Per quanto riguarda il mercato azionario europeo gli investitori dovrebbero concentrarsi sui titoli di società difensive qualitativamente eccellenti, con utili stabili e affidabili e in grado di offrire dividendi elevati e sostenibili. In Europa i dividend yield si attestano decisamente al di sopra della loro media a 15 anni e l’orientamento alla generazione di reddito, anche in ambito azionario, potrà dare buone soddisfazioni, tenuto anche conto della fase di bassa
crescita economica. Le Società in grado di distribuire dividendi elevati in maniera sostenibile nel tempo sono tipicamente aziende di grandi dimensioni con marchi solidi, che possono dimostrarsi particolarmente interessanti nell’attuale contesto di mercato.
TAG: euro , crisi , debito

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