Novità in vista per Parmalat?
Plus, l’inserto del sabato del quotidiano Il Sole 24 Ore, ha segnalato che Parmalat potrebbe finire nel mirino dei fondi di private equity
di Edoardo Fagnani 10 set 2010 ore 12:12per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.
Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:
Parmalat
Plus, l’inserto del sabato del quotidiano Il Sole 24 Ore, ha segnalato che Parmalat potrebbe finire nel mirino dei fondi di private equity, considerando che capitalizza 3,2 miliardi di euro e ha un miliardo in cassa. Secondo il settimanale, il gruppo di Collecchio resta una delle prede più ambite, in quanto la società è contendibile (il flottante raggiunge il 70%) e l’attività è sostanzialmente stabile. Plus ritiene che prima o poi un’offerta su Parmalat dovrebbe arrivare e non è escluso che possa scatenarsi una contesa simile a quella che ha coinvolto la britannica Cadbury.
Parmalat ha comunicato che è in scadenza il diritto dei creditori indicati nel Prospetto Informativo a richiedere e ottenere l’assegnazione delle azioni e warrant di loro spettanza. Tale diritto è soggetto al termine di decadenza di cinque anni decorrente dalla data di iscrizione nel Registro delle Imprese del primo aumento di capitale effettuato dalla società (3 ottobre 2005).
Il Corriere della Sera di martedì 7 settembre ha segnalato che, a sette anni dal crack di Parmalat, non sono ancora state assegnate poco meno di 9 milioni di azioni della società di Collecchio (pari a un controvalore di 16,9 milioni di euro) ai 30mila vecchi obbligazionisti del gruppo.
Il Ministero della Giustizia ha comunicato di aver recuperato 2,1 milioni di euro negli Stati Uniti, somma occultata da uno degli imputati coinvolti nel crack di Parmalat. La somma sarà destinata al rimborso degli investitori rimasti coinvolti nel fallimento del gruppo di Collecchio.
Alitalia
Il Corriere della Sera di venerdì 10 settembre ha fornito un aggiornamento sull’andamento di Alitalia negli ultimi mesi. Il quotidiano ha evidenziato che nel mese di agosto la compagnia aera ha trasportato 2,34 milioni di passeggeri, il 12% in più rispetto allo stesso mese del 2009, mentre il giro d’affari è cresciuto del 17%. Il tasso di riempimento degli aerei è stato del 77%. I vertici di Alitalia prevedono di chiudere il 2010 con una perdita operativa di 100 milioni di euro, inferiore al rosso di 120 milioni stimato a budget. Il management ha confermato l’obiettivo di raggiungere il pareggio il prossimo anno e ha escluso nuovamente la necessità di procedere con un aumento di capitale.
General Motors – Ford
MF di mercoledì 8 settembre ha scritto che l’ex numero uno di General Motors, Ed Whitacre, sarebbe stato “cacciato” per non aver informato il Tesoro dell’acquisizione di AmeriCredit, società attiva nel credito al consumo.
Ford è stata condannata a risarcire 131 milioni di euro alla famiglia di un ragazzo morto mentre guidava una macchina prodotta dal gruppo.
Il Sole 24 Ore di venerdì 10 settembre ha scritto che General Motors tornerà a Wall Street contabilizzando un avviamento di 30,2 miliardi di dollari. Questa cifra è superiore all’ammontare del patrimonio netto (23,9 miliardi) e alla valutazione dei marchi (12,9 miliardi). Il quotidiano finanziario ha evidenziato che se General Motors non avesse contabilizzato l’avviamento, il patrimonio netto sarebbe stato negativo.
Giacomelli
Il Mondo di questa settimana, rispondendo alla richiesta di un lettore, ha ricordato che le speranze di rimborso per gli obbligazionisti Giacomelli sono praticamente nulle, in quanto vi è un’eccessiva sproporzione tra attivi e passivi. Il Mondo consiglia al lettore di valutare, insieme a un legale, se ci sono i presupposti per una procedura di conciliazione o di arbitrato in merito al comportamento della banca presso cui il risparmiatore ha aperto il dossier titoli.
Risanamento
Risanamento ha chiuso il primo semestre del 2010 con un giro d’affari di 425 milioni di euro, in forte aumento rispetto ai 56 milioni ottenuti nella prima metà dello scorso anno. La società ha chiuso il semestre con una perdita netta di 64,5 milioni di euro, meno della metà rispetto al rosso di 171,2 milioni della prima metà del 2009. A fine giugno l’indebitamento netto di Risanamento ammontava a 2,66 miliardi di euro, in calo rispetto ai 2,82 miliardi di inizio anno. Alla stessa data il patrimonio netto era negativo per oltre 160 milioni di euro, mentre il patrimonio immobiliare era stato valorizzato a bilancio per 2,49 miliardi di euro, dai 2,84 miliardi di inizio anno. I vertici della società immobiliare hanno precisato che sono stati accantonati 80 milioni di euro nelle controllate Milano Santa Giulia e Milano Santa Giulia Residenze per eventuali costi di bonifica.
Il Sole 24 Ore di domenica 5 agosto ha riportato alcune indicazioni di Banca Leonardo su Risanamento. Secondo gli esperti, il piano industriale della società immobiliare riuscirebbe a sostenere il fermo di Milano Santa Giulia. Il quotidiano finanziario ha segnalato che Banca Leonardo ha rivisto il business plan di Risanamento, alla luce della cessione dell’area ex Falck di Sesto San Giovanni e allo stop del progetto Santa Giulia.
Il Sole 24 Ore di mercoledì 8 settembre ha segnalato che la società immobiliare dovrà ridefinire le modalità di ricapitalizzazione dell’azienda, sulla base dei risultati semestrali. La ristrutturazione del debito potrebbe prevedere un aumento di capitale in contanti per 150 milioni di euro e la conversione di debiti in capitale per altri 350 milioni. Secondo il quotidiano, non è escluso un incremento della parte in contanti.
It Holding
MF di mercoledì 8 settembre ha scritto che l’ex direttore finanziario di It Holding, Alessandro Finizio, è il principale partner di Albisetti per rilevare il controllo di Ittierre. Il quotidiano ha segnalato che lo stesso Finizio è indagato con gli ex vertici di It Holding per bancarotta fraudolenta e manipolazione del mercato.
Il Mondo di questa settimana ha pubblicato un’ampia inchiesta sulla situazione di It Holding. Il settimanale ha segnalato la maxi causa intentata da uno stilista esordiente per una linea della collezione Gianfranco Ferré mai partita. Il Mondo ha ricordato che i commissari straordinari stanno lavorando sulla cessione del marchio Ferré, valutata tra gli 8 e i 9 milioni di euro, esclusi gli investimenti per il rilancio del marchio. Inoltre, il 6 ottobre i giudici statunitensi avvieranno il riconoscimento della procedura concorsuale anche Oltreoceano, più precisamente alle aziende del gruppo di diritto americano.
Wind
Naguib Sawiris, il numero uno di Weather Investments, la holding che controlla Wind, ha ribadito di essere un investitore a lungo termine in Italia, puntando a migliorare ulteriormente la gestione della compagnia telefonica. Sawiris ha precisato che gli obiettivi fissati per Wind in occasione dell’acquisizione della società sono stati mantenuti.
Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di venerdì 10 settembre Sawiris avrebbe frenato sulla possibile cessione del controllo di Wind, privilegiando la ricerca di un partner. Il quotidiano finanziario ha ricordato che la compagnia telefonica deve risolvere il nodo Wind Hellas. Se la controllata non rimborserà i debiti alle banche scatterà il default definitivo. Tuttavia, il fallimento della controllata greca non dovrebbe avere impatto sulle altre attività di Wind.
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