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Rassegna stampa economica del 9 febbraio 2016

di Edoardo Fagnani 9 feb 2016 ore 07:46 Le news sul tuo Smartphone

Piano salvabanche, ecco i criteri per i rimborsi (Il Sole24Ore)
Il Sole24Ore ha segnalato che il governo è al lavoro per preparare il provvedimento in cui saranno definite le regole per il rimborso degli obbligazionisti convolti nel fallimento di Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara e Banca Marche. Il quotidiano finanziario ha segnalato che “gli scogli più impervi, che avevano riguardato i criteri di accertamento in sede arbitrale delle violazioni degli obblighi di informazione, diligenza, trasparenza e correttezza imposti dal Tuf, sarebbero stati superati nelle ultime ore”. In particolare, la normativa definisce 8 indici presuntivi e 9 elementi di valutazione rilevanti; inoltre, il massimo di rimborso possibile sarebbe fissato al momento a 100mila euro, coerentemente con il limite di garanzia dei depositi assicurato dal Fondo interbancario.

Ci vuole un Tesoro europeo (MF)
MF ha riportato le dichiarazioni di Jens Weidmann e François Villeroy, governatori rispettivamente delle banche centrali tedesca e francese. Secondo i due banchieri sarebbe prioritario “creare un Tesoro comune della zona euro, congiuntamente a un Consiglio di bilancio indipendente e a un organo politico più forte per prendere le decisioni politiche, sotto il controllo parlamentare”. Weidmann e Villeroy, infatti, ritengono che la crisi del debito non sia stata del tutto superata, in quanto la politica adottata da BCE ha contribuito solo limitare gli effetti della crisi finanziaria globale. Tuttavia, i due banchieri sono consapevoli che un progetto di questo tipo potrebbe trovare l’opposizione degli stati nazionali, in quanto porterebbe a perdere parte della propria sovranità nazionale.

Perché lo spread è cresciuto ancora? (Corriere della Sera)
Il Corriere della Sera ha provato a spiegare i motivi del forte aumento dello spread tra Btp e Bund tedesco con scadenza a 10 anni; ieri il differenziale tra i due titoli è salito fino a 150 punti. Secondo gli operatori non esiste una ragione particolare che possa giustificare la crescita dello spread. E’ invece il contesto globale che preoccupa gli addetti ai lavori, che, quindi, cercano investimenti sicuri come ad esempio, i titoli di Stato americani, i Gilt inglesi e, appunto, i bund tedeschi. Al contrario, vengono venduti i titoli periferici della zona euro, come i Btp italiani e i Bonos spagnoli. Inoltre, il quotidiano ha riportato l’interpretazione di Marco Mazzucchelli, managing director di Julius Baer secondo cui il mercato starebbe mettendo alla prova le banche centrali. Secondo l’esperto «I mercati stanno chiamando il bluff della banche centrali, per vedere se reagiscono per riportare la calma sui listini oppure no. Ma se gli istituti centrali non rispondono, allora salta il banco, perché vuol dire che il re è nudo».

Utili in calo e cedola in azioni. Ora il vertice Unicredit vacilla (La Repubblica)
La Repubblica ha dato ampio alla situazione di Unicredit, che oggi comunicherà i risultati dell’esercizio 2015. Il quotidiano ha riportato le stime degli analisti, che indicano per l’istituto guidato da Federico Ghizzoni un utile netto di 1,4 miliardi di euro, rispetto ai 2 miliardi ottenuti nel 2014. Da monitorare anche il Common Equity Tier 1 che a fine settembre era pari al 10,44%, un valore troppo vicino rispetto al minimo di 9,75% indicato dalla BCE. Di conseguenza, l’istituto potrebbe non avere molti margini di manovra sul dividendo; per questo La Repubblica non esclude che per il terzo anno la cedola potrebbe essere distribuita in azioni e non in contanti “così da liberare le riserve patrimoniali accumulate nel corso del 2015”.
Il quotidiano ha anche riportato le dichiarazioni dell’azionista Leonardo del Vecchio, che ieri ha ventilato un possibile cambiamento ai vertici di Unicredit, ipotesi che non è stata commentata dal vicepresidente della banca, Luca Cordero di Montezemolo. 

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