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Rassegna stampa economica del 7 novembre 2017

di Mauro Introzzi 7 nov 2017 ore 07:09 Le news sul tuo Smartphone

Creval, sul tavolo l’aumento di capitale (Il Sole24Ore)

Il quotidiano economico scrive che oggi il consiglio di amministrazione del Credito Valtellinese esaminerà, insieme al piano industriale, anche il dossier relativo a una ricapitalizzazione che potrebbe arrivare a mezzo miliardo di euro. 

L’istituto lombardo punta a “un’operazione di derisking”, una profonda polizia di bilancio che porti la banca “definitivamente fuori dalle secche della crisi degli ultimi dieci anni”.

Sulla size dell’operazione il Sole24Ore cita un’analisi di Ubs in cui la banca elvetica ha evidenziato che un aumento da 500 milioni “permetterebbe di portare la copertura sulle sofferenze fino all’80% mentre sugli unlikely to pay si arriverebbe al 40%”.

 

Enel, riassetto da oltre 4 miliardi di dollari (MF)

Il quotidiano finanziario scrive che il riassetto delle attività internazionali di Enel potrebbe avere un controvalore pari a 4 miliardi di dollari. Secondo LarrainVial, i consulenti finanziari di Enel Chile, gli asset di Enel Green Power destinati alla fusione - nell’ambito dell’operazione Elqui - varrebbero fino a 1,8 miliardi di dollari mentre l’opas su Enel Generaciòn potrebbe ammontare a un massimo di 2,6 miliardi di dollari. Per un totale, appunto, superiore ai 4 miliardi di dollari.

 

Crediti a rischio, Nouy avanti con le nuove regole (Corriere della Sera)

Il quotidiano indica che la presidente francese dell’organo di vigilanza della Bce, Daniele Nouy, prosegue a caldeggiare con forza l’introduzione di requisiti prudenziali più stringenti per i crediti deteriorati delle banche (100% di accantonamenti entro due anni per i prestiti senza copertura ed entro sette anni per quelli con garanzie). Una proposta che avrebbe riscosso ampi consensi nell’Eurogruppo dei 19 ministri finanziari a Bruxelles, nonostante l’opposizione dell’Italia.

Secondo quanto scrive il Sole24Ore Eurogruppo e Nouy hanno ammesso i notevoli miglioramenti di alcune banche italiane (soprattutto IntesaSanpaolo, Unicredit e Mediobanca) nella riduzione dei crediti deteriorati. Ma restano preoccupati per i ritardi di altri istituti.

 

Arrestati 11 sceicchi, il brent schizza a 64 dollari al barile (La Repubblica)

Il quotidiano mette sotto la lente l’andamento del prezzo del petrolio. Grazie alla serie di arresti nella corte del re saudita Salman Bin Abdelaziz e ai tagli decisi dall’Opec il mercato petrolifero mondale si è stabilizzato e il prezzo del greggio è salito vicino ai 65 dollari al barile, ai massimi dal 2015.

La Repubblica spiega le inchieste anti-corruzione in Arabia Saudita, dove l’attività del nuovo pool anti-corruzione guidato dal principe ereditario Mohammed bin Salman ha condotto l’arresto di 11 sceicchi della famiglia regnante tra cui il tycoon Al Waleed Bin Talal e di 38 tra ministri e funzionari di governo.

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