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Rassegna stampa economica del 2 gennaio 2018

di Mauro Introzzi 2 gen 2018 ore 07:21 Le news sul tuo Smartphone

Le banche italiane superano lo Srep (Il Sole24Ore)

Il quotidiano economico scrive che le principali banche italiane hanno superato gli esami Srep della Vigilanza della Banca Centrale Europea. In altre parole tutti gli istituti di medie e grandi dimensioni del nostro paese hanno hanno certificato che il capital requirement richiesto da Francoforte per il 2018 è ampiamente inferiore ai livelli di capitale primario (Cet1) reso noto dalle banche italiane a fine settembre 2017 con i dati a fine settembre 2017.

Il Sole24Ore ricorda poi che a valle dell’esito dello Srep, e in vista dell’entrata in vigore della nuova regulation europea e internazionale a partire dal 2018, in questi giorni di inizio anno due sono gli elementi oggetto di valutazione da parte di analisti e investitori: il divario stimato tra il Cet1 effettivo e la capital guidance e il buffer di capitale in eccesso rispetto alle soglie richieste dalla Bce.

 

La BoE verso la cripto-sterlina (MF)

Il quotidiano finanziario riporta una notizia del quotidiano inglese Telegraph secondo cui la Banca d’Inghilterra starebbe pensando di lanciare una propria criptovaluta legata alla sterlina già nel 2018. MF ricorda però che pur adottando una sua blockchain, la valuta digitale di una banca centrale non sarebbe davvero decentralizzata. Tuttavia “le conseguenze del suo lancio potrebbero comunque essere rivoluzionarie perché anche in questo caso l’esistenza delle banche retail non avrebbe più senso”, visto che “ cittadini britannici, infatti, avrebbero la possibilità di mantenere la valuta digitale all’interno della stessa Banca d’Inghilterra”.


Mifid 2: ma quanto costa investire? Le spese possono arrivare al 5% (Corriere della Sera)

Il quotidiano ricorda che domani parte la Mifid 2, la nuova direttiva europea sui servizi finanziari. Tramite questa nuova normativa cresceranno le tutele al risparmio, con gli intermediari vincolati a una maggiore trasparenza. E il risparmiatore potrà trovare riposte a molte domande, come “quanto costa davvero un fondo o un altro investimento finanziario? Quanto rende? Quante commissioni di gestione si pagano effettivamente? Quanto si paga per entrare e uscire da un investimento? Quanto pesano le commissioni di performance? L’investimento è adeguato alla competenza finanziaria del risparmiatore? E’ davvero nel suo interesse? L’investitore è davvero pronto a far fronte alle eventuali perdite?”.

Il Corriere della Sera evidenzia come per le banche e le imprese finanziarie il cambiamento di paradigma sia notevole, anche se in gran parte si sono già adeguate alla nuova realtà.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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