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Rassegna stampa economica del 12 ottobre 2017

di Edoardo Fagnani 12 ott 2017 ore 07:55 Le news sul tuo Smartphone

Carige verso l’adesione piena alla conversione dei bond (Il Sole24Ore)

Il Sole24Ore ha fornito un aggiornamento sull’andamento del piano di rafforzamento di Banca Carige. In particolare, il quotidiano finanziario ha segnalato che l’istituto sarebbe vicino alla conversione totale del bond Tier 1 da 160 milioni di euro, sfruttando l’adesione di Generali, che aveva un peso complessivo del 60% sul bond. Il quotidiano finanziario ha segnalato che sarebbero arrivate indicazioni positive anche sui bond Tier 2: l’obbligazione da 50 milioni di euro “che fa capo a Intesa Vita, infatti, ha ottenuto l’ok alla conversione dalla compagnia e quindi l’operazione può dirsi conclusa”, ha segnalato Il Sole24Ore, mentre per il bond da 100 milioni di euro è già arrivata l’adesione di Unipol. Inoltre, il quotidiano finanziario ha segnalato che Banca Carige è molto vicina alla vendita dell’immobile milanese situato in Corso Vittorio Emanuele, per una cifra nell’ordine dei 110 milioni di euro.

 

Banco Bpm e Bnl cedono 3 miliardi di Npl (MF)

Secondo quanto scritto su MF nelle prossime settimane il BancoBPM e Bnl dovrebbero procedere con la cessione di crediti deteriorati per un ammontare di 3 miliardi di euro, completando l’operazione entro la fine del 2017. Nel dettaglio, per la fine di ottobre l’istituto quotato a Piazza Affari “attende le offerte non vincolanti sul portafoglio Sun, uno stock di crediti non garantiti dall’importo nominale di circa 2 miliardi di euro”. Con questa operazione il BancoBPM porterebbe a circa 4,5 miliardi l’ammontare delle cessioni di crediti deteriorati effettuate nel biennio 2016/2017, rispetto a un obiettivo di 8 miliardi di euro da smaltire entro il 2019. Bnl, invece, sarebbe ancora nelle fase iniziali per la cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza unsecured per un ammontare di un miliardo di euro.

 

Banche, Bruxelles corregge la Nouy. Opzione più soft sui crediti a rischio (Corriere della Sera)

Il Corriere della Sera ha riportato le nuove indicazioni della Commissione Europea in merito alla gestione delle situazioni bancarie più problematiche. Il quotidiano ha segnalato che la commissione “proporrà presto un’iniziativa di legge per fissare i livelli minimi di accantonamento unicamente per i casi di default originati da prestiti futuri”. Si tratta di una scelta differente rispetto a quanto proposto in precedenza dal Consiglio di sorveglianza della BCE, che aveva consigliato di procedere con accantonamenti pari al 100% al valore totale dei prestiti futuri andati in default. Per contro, il Corriere della Sera ha segnalato che la Commissione ha fatto un passo indietro “su qualunque piano di creare uno schema europeo di garanzie reciproche sui depositi bancari in Europa”, proponendo il superamento di ulteriori esami sulla solidità dei bilanci degli stessi istituti.

 

Partecipazioni, la pioggia di milioni di Cdp ma solo l’Eni e le Poste spingono l’utile (La Repubblica)

La Repubblica ha analizzato la strategia di investimento della Cassa Depositi e Prestiti, che può contare su un plafond di 340 miliardi di euro. Il quotidiano ha messo l’accento sulle “attività di venture capital (attraverso fondi di fondi) per 125 milioni al 30 giugno, sull’investimento nel Fondo QuattroR (obiettivo, rilanciare aziende in momentanea crisi), con un impegno complessivo di 300 milioni, sul Mid market Growth Equity fund, dove la cassa ha un impegno per 500 milioni, sulla piattaforma Itatech (ammessa alle iniziative del cosiddetto piano Juncker) con una contribuzione di 100 milioni da parte della Cassa”. Tuttavia, La Repubblica ha segnalato che il bilancio della Cassa Depositi e Prestiti è sostenuto dalle partecipazioni più consistenti, vale a dire ENI, Poste Italiane e SIA, che hanno consentito alla compagnia di chiudere il primo semestre del 2017 con un utile netto di 2,46 miliardi di euro e un patrimonio consolidato di 34,6 miliardi. Il quotidiano ha evidenziato che tra gli investimenti in passivo ci sono Saipem, Trevi Group e Atlante1; per quest’ultima “dal conferimento iniziale di 439 milioni, il valore al 30 giugno era di 39 milioni”.

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