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Rassegna stampa economica del 10 novembre 2017

di Mauro Introzzi 10 nov 2017 ore 07:12 Le news sul tuo Smartphone

Cinque cordate in gara per gli Npl di Carige e la piattaforma Gerica (Il Sole24Ore)

Il quotidiano economico scrive che sarebbero attese oggi, secondo indiscrezioni, le offerte non vincolanti per l’acquisizione di circa 1,4 miliardi di crediti non performing lordi di Banca Carige. Il portafoglio in questione è una delle attività da cedere secondo il piano deciso dall’amministratore delegato Paolo Fiorentino in vista dell’aumento di capitale.

Secondo quanto riportato dal Sole24Ore “in corsa per l’acquisizione di circa 1,4 miliardi di non performing loan lordi e per la piattaforma Gerica (che gestisce altri 1,2 miliardi di Npl) ci sarebbero cinque cordate formate da investitori e servicer specializzati nella gestione e recupero crediti”. I soggetti sarebbero: un consorzio tra Pimco e da Anacap, la cordata tra Davidson Kempner e Prelios, l’alleanza Bayview Capital-Crif, la branch italiana del gruppo nordico Lindorff-Intrum Justitia e, per ultimo, Credito Fondiario-Fonspa e il fondo statunitense Elliott. 

 

Regole sulle banche, il passo indietro di Nouy (Corriere della Sera)

Secondo quanto riporta il quotidiano l’intervento dell’Europarlamento ha convinto l’organo di supervisione Ssm della Banca centrale europea e la sua responsabile, la francese Daniele Nouy, a riconsiderare la sua proposta di stretta sugli accantonamenti sui crediti deteriorati delle banche.

Il Corriere scrive che lo ha chiarito la stessa Nouy, in una audizione in commissione Affari economici dell’Europarlamento di Bruxelles. La responsabile della supervisione ha dichiarato che “è possibile migliorare la formulazione e senz’altro sarà migliorata”.

 

La Ue: rischio manovra bis ma tocca al nuovo governo (La Repubblica)

Il giornale indica che mentre a Roma il Parlamento non ha ancora approvato la finanziaria 2018, a Bruxelles si profila l’ipotesi che il prossimo anno l’Italia debba mettere in campo una manovra bis. Altrimenti potrebbe finire sotto procedura Ue, ovvero sotto commissariamento. Ma il conto potrebbe essere costretto a pagare il nuovo governo che sarà formato dopo le elezioni.

La Repubblica scrive che ieri il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha presentato le previsioni economiche d’autunno, i numeri in base ai quali il 22 novembre stilerà le pagelle sui conti pubblici. Ma ora i conti, tra Roma e Bruxelles, non tornano. Mancherebbero all’appello 3,5 miliardi, che derivano da una serie di differenze di calcolo sulla dinamica della spesa pubblica e sulla quantificazione della crescita potenziale.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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