Mors tua vita mea
Salvare contemporaneamente le banche “bollite” e la società è impossibile: o crepano loro o crepa la società. Ma la loro vittoria coinciderebbe con la loro scomparsa, anche
di Marco Delugan 30 dic 2008 ore 15:35Erano parecchi anni che assistevamo affascinati alle splendide performance delle banche: utili fantastici, asset poderosi, acquisti di palazzi prestigiosi, costruzione di grattacieli, quasi più alti della Mole Antonelliana.
Quasi tutto il resto della società era sempre più depresso: tagli occupazionali, lavori precari, fallimenti, commesse sempre più rarefatte e difficili, finanche tagli alle spese alimentari.
Le banche erano diventate straricche, in realtà, alle nostre spalle, superando ogni ragionevole limite legato all'economia reale. Neanche se avessimo delle colonie negli altri pianeti del sistema solare potremmo mantenerle.
Questi eventi non erano ovviamente determinati dal destino crudele, ma erano l'inevitabile conseguenza di scelte ben precise che i nostri legislatori hanno adottato negli ultimi decenni, come se avessero legiferato sotto dettatura bancaria:
- il divorzio da bankitalia (1);
- la rinuncia alla determinazione della riserva obbligatoria;
- la nuova legge bancaria con l'abrogazione dei presidi anticrisi adottati negli anni '30;
- la delega del potere monetario ad istituzioni non facilmente influenzabili, sensibilissime alle esigenze della Deutsche Bundesbank ed insolenti nei confronti delle istanze francesi ed italiane;
- l'adozione incondizionata di ideologie finanziarie assurde, come ad esempio quella che vaneggia il lavoro altrui al nostro servizio (2), perorata perfino da un nostro Presidente della Repubblica in carica.
- non è virtuoso buttare via i nostri prodotti alimentari per consumare quelli che vengono dall'altra parte del mondo;
- non è virtuoso chiudere i nostri stabilimenti industriali per trasferire il know-how nei luoghi a basso costo di mano d'opera;
- non è virtuoso consentire ai nostri industriali di lasciare nei paradisi fiscali le entrate determinate dalla vendita all'estero dei loro prodotti made in far est;
- non è virtuoso far finanziare gli entri locali facendogli sottoscrivere dei contratti con degli strumenti finanziari esoterici;
- non è virtuoso promuovere il consumo mediante l'eccesso di debito.
Cosa succede in questi casi?
Succede che i consumi si avviano non tanto perché le persone si indebitano, ma perché guadagnano a sufficienza. Le banche hanno ovviamente, nell'immediato, meno opportunità di guadagno, ma la nuova crescita favorirebbe ben presto anche loro, questa volta però in maniera “sana” e “sostenibile”, magari guadagnando anche un angolo di paradiso per non praticare lo strozzinaggio.



colossi bolliti
scusate ma non sono nè per l'aiuto di stato, nè per la nazionalizzazione. Quel che resta di un bollito va gettato alle ortiche. E ..Amen.
Re: Le incombenze dello Stato
concordo pienamente con la nazionalizzazione dei colossi "bolliti".
Le incombenze dello Stato
Per Lino Rossi:
Una Società in seria difficoltà deve fallire?
Anche una banca in seria difficoltà deve fallire!
Oppure la giustizia non è uguale per tutti!
Lo Stato ed il Governo quindi, le incombenze relative alla crisi devono assolverle tutte anche quelle di nazionalizzare le banche, soluzione che sarebbe più credibile ed efficace!
Silvano
Re: ....quindi ?
Una Società in seria difficoltà deve fallire?
Anche una banca in seria difficoltà deve fallire!
Re: Re: ....quindi ?
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE, GOVERNO INTERVENGA
Roma, 22 dic. (Adnkronos) - "Il governo è al corrente dei comportamenti scorretti di alcuni istituti di credito che stanno promuovendo i bond bancari a scapito dei titoli di Stato? Non pensa di dover censurare questi comportamenti che possono scoraggiare gli investitori nel rinnovare l’importante massa dei titoli del debito pubblico con tutte le conseguenze per la stabilità dei conti pubblici e del bilancio dello Stato? E il governo quali misure intende prendere per garantire che il sistema bancario italiano possa praticare comportamenti di correttezza, trasparenza e lealtà nei confronti dei risparmiatori e dello Stato anche al fine della salvaguardia degli interessi generale del Paese?" Lo chiedono i senatori del Pd Gian Carlo Sangalli e Luigi De Sena e il senatore dell’Idv Elio Lannutti in un’interrogazione rivolta al Ministro dell’Economia e al Ministro dello Sviluppo economico
SE LE BANCHE NON RICEVERANNO GLI AIUTI RICHIESTI (OVVERO OBBLIGAZIONI SOTTOSCRITTE DALLO STATO A TASSI BASSI) SARANNO OBBLIGATE A VENDERE A TUTTI I COSTI LE OBBLIGAZIONI BANCARIE LORO E A DENIGRARE I TITOLI DI STATO?
MA SE UN BOT RENDE IL 2,5% E UN'OBBLIGAZIONE BANCARIA IL 5% ....E SE LE OBBLIGAZIONI BANCARIE SONO GARANTITE DALLO STATO...PERCHE' MAI DOVREI COMPRARE UN BOT?
LA COPERTA E' CORTA.
Lo stato non ha soldi e deve rifinanziare 250 miliardi di debito....le Banche non hanno soldi e devono finanziare il debito ( ma non hanno il coraggio di fondersi o ricapitalizzare...) e non possono pagare tanto...