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Lehman, le prime indicazioni sui rimborsi

Secondo le stime elaborate da Il SOle 24 Ore, i risparmiatori italiani dovrebbero ottenere un rimborso medio pari al 19% del valore nominale

di Edoardo Fagnani 16 apr 2010 ore 14:51
Gentili lettori,
per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.


Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:


Lehman Brothers
Il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera di mercoledì 14 aprile hanno riportato la notizia che Lehman Brothers utilizzava una società fuori bilancio, chiamata “Alter Ego”, in cui occultare attività rischiose. In questo modo, gli asset problematici dell’ex colosso finanziario statunitense non figuravano a bilancio. Oggi questa società si chiama “Hudson Castle” ed è il secondo creditore di Lehman Estate. La società è ancora operativa, anche se il controllo è stato ceduto ad altri investitori.
Il Sole 24 Ore di venerdì 16 aprile ha scritto che il documento dell’amministratore di Lehman Brothers Holding, Alvarez&Marsal, segnala che il tasso di recupero dei creditori dell’ex colosso bancario statunitense potrebbe variare tra un minimo del 14,7% e un massimo del 38,8%. Secondo le stime elaborate dal quotidiano finanziario, i risparmiatori italiani dovrebbero ottenere un rimborso medio pari al 19% del valore nominale dei crediti. Le differenze del rimborso sono relative alla controparte oggetto del rapporto creditizio. Il Sole 24 Ore ha segnalato che Alvarez&Marsal ha ammesso al rimborso un ammontare di crediti per 260 miliardi di dollari, rispetto agli 820 miliardi di richieste dello scorso autunno.

Tango bond
Il Sole 24 Ore di giovedì 15 aprile ha scritto che la nuova offerta sui bond della Repubblica Argentina andati in default nel 2001 potrebbe prendere il via la prossima settimana, in quanto si attende il via libera definitivo della Consob al prospetto informativo relativo all’operazione.
Lo stesso quotidiano ha scritto che a Washington si sta chiudendo la prima parte dell’arbitrato internazionale richiesto da alcuni risparmiatori che avevano investito in obbligazioni emesse dalla Repubblica Argentina. Nel corso del dibattimento sono ascoltati alcuni testimoni, tra cui l’avvocato della Federconsumatori. A questo punto i giudici dovranno decidere se proseguire nel procedimento.
Il Sole 24 Ore di venerdì 16 aprile ha anticipato che la nuova offerta sui bond della Repubblica Argentina andati in default nel 2001 potrebbe prevedere il taglio del 66,3% del valore nominale dei titoli e che, a differenza della precedente operazione del 2005, dovrebbe prevedere il pagamento degli interessi pregressi. Il quotidiano finanziario segnala che gli interessi cumulati dovrebbero essere pari a 10 miliardi di dollari su un totale di 20 miliardi di dollari interessati all’operazione. Un quarto di questi bond risulta ancora in mano a risparmiatori italiani. Secondo Il Sole 24 Ore le tre banche interessate all’offerta (Barclays, City e Deutsche Bank) avrebbero garantito l’adesione degli investitori per un ammontare di 10 miliardi di dollari. L’operazione dovrebbe partire tra 10 giorni, mentre gli investitori italiani avrebbero 30 giorni per sottoscriverla. Il governo della Repubblica Argentina si aspetta un’adesione del 60% dei titoli coinvolti nell’offerta. Il quotidiano finanziario ha precisato che il numero uno della TFArgentina, Nicola Stock, non ha ancora espresso un giudizio ufficiale sull’operazione, in quanto preferisce valutare le caratteristiche definitive. Inoltre, Stock è impegnato a New York, per avviare la fase di merito dell’arbitrato internazionale.

Parmalat
Plus, l’inserto del sabato del quotidiano il Sole 24 Ore, ha fornito alcune indicazioni per il 2010 di Parmalat. Il gruppo di Collecchio dovrebbe chiudere l’esercizio in corso con ricavi in aumento da 3,74 miliardi di euro a 4 miliardi, mentre il margine operativo lordo dovrebbe salire da 343 milioni a 365 milioni di euro.

Cirio
Nel corso del processo in corso a Roma per il crack di Cirio, il consulente nominato dalla società alimentare ha dichiarato che il bond da 1,125 miliardi di euro emesso nel 2000 ha solo ritardato l’insolvenza dell’azienda e avrebbe causato un danno per 637 milioni di euro al gruppo. Secondo il consulente, solo una parte delle risorse del bond andarono a finanziare la crescita della società, mentre il grosso fu utilizzato per ridurre l’esposizione finanziaria e per finanziare attività non strettamente legate al core business.
Il Sole 24 Ore di giovedì 15 aprile ha riportato le dichiarazioni del GUP di Roma, secondo cui la cessione di Eurolat a Parmalat da parte di Cirio non è da considerare alla stregua di un’estorsione, ma una normale trattativa economico-finanziaria. Di conseguenza, nella vicenda in questione l’unica accusa che sussiste resta quella di bancarotta.

General Motors – Ford
Plus ha riportato le segnalazioni della società di consulenza JC&Associati su General Motors. La compagnia ha ricordato che il rating dei bond emessi dalla società automobilistica erano stati declassati a livello speculativo da S&P nel mese di maggio del 2005.
Secondo quanto scritto su MF di martedì 13 aprile, General Motors punta a vendere 3 milioni di veicoli in Cina nel 2015, rispetto ai 2 milioni stimati per l’esercizio in corso.

Alitalia
Il Sole 24 Ore di venerdì 16 aprile ha scritto che Alitalia e Air Italy hanno siglato un accordo di code sharing su una serie di voli nazionali. Il quotidiano ha precisato che dalla prossima estate l’accordo si estenderà ai voli internazionali.

Safilo
Gli analisti di Bank of America hanno alzato il prezzo obiettivo su Safilo, portandolo da 0,5 euro a 0,6 euro. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.

It Holding
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato la pubblicazione del documento avente ad oggetto la cessione del complesso aziendale composto delle aziende controllate Malo e IT Distribuzione, entrambe in amministrazione straordinaria. La cessione comprende anche le partecipazioni nelle società estere che ne gestiscono la rete distributiva.

Piaggio
Il numero uno di Piaggio, Roberto Colaninno, ha anticipato che il primo trimestre del 2010 è andato molto bene, anche se non ha fornito cifre puntuali.
Nel corso di un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera di martedì 13 aprile, il numero uno di Piaggio, Roberto Colaninno, ha dichiarato che il gruppo punta a sviluppare nuovi prodotti a tre e a quattro ruote e a consolidare la presenza dell’azienda in Asia. In particolare, il manager è intenzionato a raddoppiare la produzione in Vietnam e ad aprire uno stabilimento in India. Colaninno ha precisato che Piaggio non costruirà automobili.

Risanamento
Plus ha ribadito che i nuovi amministratori di Risanamento stanno lavorando per la cessione dell’area ex Falck di Risanamento, su cui c’è l’interesse di un investitore coreano, affiancato da alcuni partner italiani. Inoltre, potrebbe essere ceduto anche il portafoglio trading, valutato nell’ordine del miliardo di euro.
MF di venerdì 16 aprile ha riportato la notizia che l’ex amministratore delegato e presidente di Risanamento, Luigi Zunino, ha ricevuto compensi per 600mila euro per gli otto mesi in cui ha ricoperto le due cariche all’interno della società immobiliare. L’informazione è contenuta nel bilancio relativo allo scorso esercizio.

Snia
Snia ha comunicato che il Tribunale di Milano ha dichiarato inammissibile e ha quindi rigettato il ricorso diretto a ottenere l’omologazione degli accordi di ristrutturazione del debito. Lo stesso Tribunale ha inoltre accolto il ricorso presentato da Caffaro Chimica in liquidazione in Amministrazione Straordinaria per la dichiarazione dello stato di insolvenza di Snia.

Cerruti – Fin.Part
Il settimanale Il Mondo, rispondendo alla richiesta di un lettore, ha ricordato che fino a oggi i titolari del bond Cerruti hanno ottenuto solo una parte del rimborso delle obbligazioni andate in default. Il settimanale ha anticipato che nel caso di esito positivo delle cause intentate a Unicredit Banca e Abaxbank (gli istituti che avevano coordinato l’emissione del bond Cerruti), l’ammontare del rimborso per gli obbligazionisti potrebbe essere più consistente.

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Silvano giovedì, 22 aprile 2010

I conti non tornano!

L’Argentina è buona e cara solo se riesce a farla franca. In passato fino a che gli è riuscito ha emesso montagne di obbligazioni e nel mare magnum delle Offering Circular aveva scritto che, a causa di condizioni sfavorevoli, si poteva verificare il mancato rimborso dell’intero capitale.

La sua scappatoia era che quei titoli a noi del retail non dovevano essere venduti! Però le banche dolosamente ce li hanno rifilati. Architettando anche loro la scappatoia che li compravano a nome nostro, su nostra ordinazione!

E vai con i Tango bond!

La notizia di oggi è che il 17 marzo 2010 a Milano vi è stata una sentenza che scagiona le banche in quanto dice: “le banche erano innocenti, non potevano sapere” che l’Argentina avrebbe fallito!

Colpevoli sono le Agenzie di Rating che hanno informato male gli investitori!

Mi domando come fanno i giudici ad avere delle linee di giudizio talmente fantasiose fino al punto in cui un verdetto è l’opposto dell’altro! Sentire questi risultati non mi fa nascere dubbi da avvocato del diavolo, piuttosto ho l’impressione di essere in una bolgia infernale!

La Grecia sappiamo che non naviga bene e se non viene aiutata soccombe! Chi l’aiuta e acquista i suoi bond come fa a non sapere che non riprenderà quanto ha investito? L’investitore lo deve dare per scontato che non riprenderà nulla e quindi decidere se dare una mano oppure mandarla al diavolo!

Questa è la linea di giudizio che deve essere tenuta secondo la sentenza milanese! Le obbligazioni non sono più dei prestiti che poi verranno restituiti ma piuttosto partecipazioni alle vicende fallimentari già annunciate!

Gli aiuti alla Grecia allora devono essere RISERVATI alle Istituzioni e agli Stati Sovrani che possono permettersi di perderli! Così facendo le banche non devono trovare le scappatoie che le obbligazioni vengono acquistate a nome della clientela retail. Quando si verifica il fallimento dello Stato già compromesso, non sono i piccoli investitori a caricarsi delle perdite!

Questo invece è avvenuto nel caso argentino: i bond sono stati venduti in borsa a tutti, liberamente, senza sapere che l’Argentina li vendeva direttamente, a noi investitori clienti delle banche e senza pubblicare le Offering Circular! La clientela retail si è caricata delle perdite argentine!

Come mai le banche ora sono innocenti? Erano le Agenzie di Rating che dovevano pubblicare le Offering Circular? Erano le Agenzie di Rating che dovevano avvertirci che l’acquisto avveniva direttamente fra l’Argentina e noi? Oppure tutto questo spettava alle banche?

La chiarezza e la fiducia non esiste più ed i conti non tornano!

n° 2
Silvano domenica, 18 aprile 2010

L'Argentina tira ancora il can per l'aia?

L’Argentina per la prima volta offre ai risparmiatori detentori dei bond finiti in default nel 2001 un ristoro parziale in contanti.

COMMENTO

Rispetto al 2005 nell’offerta di oggi ci sono in più gli interessi quale “ristoro parziale in contanti” sulle obbligazioni par dal 31 dicembre 2003 al 30 settembre 2009! Chi ha rifiutato l’offerta nel 2005 lo ha fatto in quanto non riteneva giusto il taglio di due terzi del capitale investito nella ristrutturazione, che non ha raggiunto il 90% delle adesioni, corrispondente normalmente al minimo accettabile!
Gli investitori non trovano nulla di nuovo su questo fronte e si domandano per quale motivo dovrebbero accettare ora l’offerta, visto che l’Argentina non può tornare sui mercati internazionali del credito! L’errore e l’insuccesso del 2005 vorrebbero scaricarlo sugli investitori che reclamano i loro diritti? Il rifiuto in massa avvenuto nel 2005 non è dipeso dalla mancanza degli interessi quale ristoro parziale in contanti! L’Argentina tira ancora il can per l’aia?

n° 1
ratio lunedì, 4 ottobre 2010

R: L'Argentina tira ancora il can per l'aia?

Nel caso di Parmalat, Cirio e Argentina le banche sono 2senza ombra di dubbio" a s s o l u t a m e n t e colpevoli, basta andare nei loro bilanci pubblicati, dove annunciano a chiare note di aver "ceduto" frettolosamente investimenti in obbligazioni ritenute troppo rischiose nel corso del 1999-2000, e indovinate a chi? ai propri clienti! (evidente conflitto di interessi, visto che erano nel portafoglio delle banche stesse) e con rating già molto bassi ("speculativi") e non, come nel caso di Lehman, con rating alti! Quindi le banche erano assolutamente consapevoli di rivendere ai propri clienti titoli ad alto rischio, già certificato dalle società di rating, addirittura non vendibili ai privati (Cirio e Parmalat!) sbolognandoli dal loro portafoglio!
E all'Argentina non si sarebbe dovuto permettere di metterla nel didietro ai risparmarmiatori in modo così plateale, ad esempio cosrtingendola ad emmettere almeno obbligazioni pari valore di quelle in circolazione ed obbligandola istituzionalmente a fare politiche di rigore, come ad esempio imposto alla Grecia.
Smettiamola di far finta di non capire che i giudici hanno difeso gli interessi delle banche italiane, in quanto in combutta con loro (le solite caste di intoccabili: banche, enti pubblici, alti prelati, giudici, giornalisti, politici, artisti, sindacalisti, multinazionali, imprese statali, ecc.), la solita mansada di massoni collegati tra di loro e solo ufficialmente antagonisti, la solita massa di mangiapane a tradimento organizzati in setta!

da

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