venerdì 3 settembre, 12:18 - La borsa di Milano è aperta: 5 ore e 14 minuti alla chiusura

Soldionline - Quotidiano Economico e Finanziario

Azioni Italia:

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Le indicazioni di Carmignac per il 2010

I gestori di Carmignac Gestion ritengono che il contesto sembra ancora propizio agli investimenti azionari. Più cautela sull'obbligazionario

Edoardo Fagnani giovedì, 4 febbraio 2010 - 15:32
Anche i gestori di Carmignac Gestion hanno voluto fornire la propria visione strategica sulle prospettive economiche nell’esercizio in corso, dando alcune indicazioni di investimento.

Secondo gli esperti, in questo inizio anno, si conferma la ripresa di una congiuntura economica più positiva nei paesi sviluppati, in particolare negli Stati Uniti. Un trend che nel prossimo trimestre dovrebbe favorire anche un miglioramento dell’occupazione. Tuttavia, permangono numerosi ostacoli che frenano una ripresa solida a medio termine. La contrazione del credito bancario, anche se in parte compensata dal ricorso ai mercati obbligazionari o azionari, riduce il potenziale di crescita economica. Inoltre, la debolezza del mercato del lavoro, comune a tutti i paesi sviluppati, continuerà a esercitare pressioni al ribasso sulle remunerazioni. Secondo i gestori di Carmignac Gestion, quindi, non è il caso di temere un'impennata dei prezzi al consumo.
Gli esperti ritengono che non vada trascurato il fatto che la forte ripresa dell'attività di Cina, India e Brasile potrebbe suscitare tensioni inflazionistiche e rischi di surriscaldamento. Tuttavia, aggiungono i gestori, se per tenere sotto controllo le tensioni inflazionistiche in questi paesi si dovessero adottare politiche monetarie più restrittive, quest’ultime non dovrebbero mettere a rischio il proseguimento della crescita.

Di conseguenza, i gestori di Carmignac Gestion ritengono che il contesto sembra ancora propizio agli investimenti azionari, considerando che il rialzo dei mercati azionari che, da marzo, è stato per lo più sostenuto dalle ingenti iniezioni di liquidità da parte delle Banche centrali, sta diventando più legato a un andamento congiunturale ritenuto più favorevole. Gli esperti fanno notare che, se la crescita dei paesi sviluppati resta ancora lenta, questa dovrebbe comunque portare a un deciso recupero della capacità di miglioramento della redditività delle imprese, una situazione decisamente favorevole per l’investimento azionario.
Il tema della ripresa statunitense, quindi, rappresenta l'8,6% del patrimonio di Carmignac Investissement. La compagnia vuole sfruttare il dinamismo più sostenuto degli Stati Uniti con investimenti in società di apparecchiature elettriche (Emerson Electric e Alstom), nella casa automobilistica Ford, nella compagnia aerea Delta Airlines e nella società di carte di credito Mastercard. Carmignac Investissement affronta questo tema d'investimento anche attraverso esportatori emergenti di beni o servizi, ben posizionati sul mercato americano: l’indiana Infosys, nel settore dei servizi informatico, e Hon Hai (Taiwan), società che assembla computer e prodotti elettronici di largo consumo come l’iphone Apple.
Resta elevato anche il peso dei mercati emergenti, che rappresentano il 24,3% degli attivi di Carmignac Investissement, concentrati essenzialmente nei paesi meglio posizionati, come la Cina, l’India e il Brasile.
Il 20% del portafoglio di Carmignac Investissement rimane difensivo, includendo titoli difensivi (sanità, beni di consumo non ciclici) per il 9,6%, liquidità per il 6,5% e titoli legati all'industria estrattiva aurifera per il 4,3%.
La società di gestione non trascura le materie prime. Nel corso dell'ultimo trimestre, la ponderazione degli investimenti in risorse naturali è stata incrementata dal 23,7% al 27% degli attivi di Carmignac Investissement. I gestori hanno spiegato che a una solida domanda di materie prime nei paesi emergenti si aggiungono le prospettive del rimbalzo degli Stati Uniti, uno scenario che dovrebbe avere un impatto positivo sul settore petrolifero.

E l’obbligazionario?
Secondo i gestori di Carmignac Gestion i titoli di Stato dovrebbero tendenzialmente essere penalizzati dalle perduranti difficoltà dei conti pubblici, tanto più che il contributo delle banche centrali nel ruolo di acquirenti marginali è destinato a ridursi. Gli esperti sarebbero sorpresi se, nei prossimi mesi, i tassi sui titoli di Stato decennali dovessero superare il 4,5% negli Stati Uniti e il 4% in Europa. Di conseguenza, l'allocazione in titoli di Stato è stata ridimensionata al 9% degli attivi di Carmignac Patrimoine.
Il peso delle obbligazioni societarie, invece, resta pari al 30% degli attivi di Carmignac Patrimoine (di cui il 25,2% in titoli investment grade e il 4,7% in titoli high yield). I gestori evidenziano che se i livelli attuali di premi per il rischio di credito (compresi tra 50 e 250 punti base) tendono verso performance più modeste per il 2010, le obbligazioni corporate sono favorite da un ambiente caratterizzato da un livello di rischio più contenuto. Gli esperti prevedono una riduzione delle emissioni di obbligazioni societarie in euro tra il 25 e il 40%.
I gestori puntano a consolidare l’esposizione nei mercati obbligazionari ad alto rendimento, che dovrebbe attestarsi al 10% degli attivi di Carmignac Patrimoine. Gli esperti evidenziano che i premi al rischio offerti da questi emittenti sono compresi tra i 250 e i 600 punti base oltre il rendimento dei titoli di Stato, mentre è prevista una decisa riduzione dei tassi di insolvenza.
Infine, i gestori puntano a consolidare la strategia nei mercati emergenti (debiti locali, debiti esteri e valute), portandole al 10% degli attivi di Carmignac Patrimoine. Gli esperti ritengono, infatti, che nel 2010, i paesi emergenti dovrebbero continuare a sovraperformare quelli sviluppati.

Iscriviti alla newsletter per essere sempre aggiornato Ti è piaciuto questo l'articolo? Seguici su Facebook