Le idee di investimento di Pictet
Gli esperti di Pictet hanno apportato modifiche minime alle loro strategie di investimento
di Edoardo Fagnani 16 set 2009 ore 15:07I due gestori hanno evidenziato che “in agosto e a inizio settembre i dati macroeconomici hanno rilevato ovunque e in modo coerente un recupero di fiducia e un livello di attività produttiva compatibile con la fine della recessione”, anche se resta qualche problematica di rilievo sulle prospettive del mercato del lavoro. Andrea Delitala e Marco Piersimoni vedono un miglioramento delle prospettive nei prossimi mesi, per poi arrivare a una fase di stabilizzazione nel corso del 2010, coerente con una ripresa economica a W. Tuttavia, secondo i due gestori, aumenta il numero dei fautori di una ripresa più aggressiva (a V).
Andrea Delitala e Marco Piersimoni ritengono, inoltre, che “le valutazioni degli asset finanziari sono complessivamente migliorate, il che impone se non altro la consapevolezza che l’attuale combinazione di quotazioni azionarie e obbligazionarie è più difficile da sostenere di quanto non fosse tre mesi fa”. I due gestori fanno notare che “le azioni incorporano crescite degli utili a 12 mesi ben sopra il 20%. I differenziali di rendimenti dei corporate bond rispetto ai governativi è sotto il 2% e in questo quadro i rendimenti dei titoli di Stato sono sotto il loro valore d’equilibrio”.
Come anticipato, in uno scenario del genere, Andrea Delitala e Marco Piersimoni hanno apportato modifiche minime alla strategia di investimento.
Con riferimento al segmento azionario, i due gestori di Pictet Funds hanno deciso di ridurre l’esposizione nei mercati emergenti, in quanto, in alcuni casi importanti, le valutazioni non sono più generose. Andrea Delitala e Marco Piersimoni continuano a suggerire disciplina tattica negli acquisti, in quanto la volatilità implicita resta sui minimi dal 2007. A livello settoriale, i due gestori mantengono un peso maggiore nel settore energetico, informatico e telefonico, mentre rimangono sottopesati il settore finanziario e quello dei beni voluttuari. A livello geografico resta limitata l’esposizione in Europa.
Con riferimento al comparto obbligazionario, Delitalia e Piersimoni hanno deciso di ridurre la durata finanziaria del portafoglio. Concretamente un risultato del genere può essere ottenuto vendendo “parte dei titoli di Stato con scadenze lunghe su paniere europeo suggeriti a giugno o, ancor meglio, ridurre le obbligazioni societarie che hanno fatto moltissima strada”. I due gestori hanno confermato la quota strategica di corporate di elevata qualità e di debito dei paesi emergenti in valute forti, ma non locali. Tuttavia, i due gestori avvertono che “da entrambe queste attività è lecito aspettarsi l’extra rendimento corrente ma non più i generosi guadagni in conto capitale realizzati nei mesi passati”.
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