La stampa del 3 settembre
di Edoardo Fagnani 3 set 2010 ore 08:50Il Sole 24 Ore ha riportato alcune dichiarazioni di Ben Bernanke. Il numero uno della FED ha fatto autocritica sulla gestione della crisi finanziaria operata dalla banca centrale, evidenziando di averne sottovalutato la portata. Bernanke ha dichiarato che la lezione più importante è stata quella di aver capito che occorre evitare che le istituzioni finanziarie diventino troppo grandi per fallire. Di conseguenza, grazie a una legge approvata quest’anno, la FED avrà la possibilità di smembrare una società finanziaria, qualora diventi eccessivamente grande da minare la stabilità del sistema, attraverso l’uso eccessivo di strumenti rischiosi.
“Italcementi mette 250 milioni in Bulgaria” (MF)
Secondo quanto scritto su MF, Italcementi sarebbe intenzionata a investire 250 milioni di euro per ricostruire un impianto di cemento in Bulgaria. Con questa operazione, che dovrebbe essere completata nel giro di due anni, il gruppo bergamasco punta a migliorare la capacità e l’efficienza produttiva dell’impianto. Il quotidiano finanziario ha ricordato che Italcementi è il maggiore produttore di cemento in Bulgaria, con una quota di mercato del 40%. Negli ultimi dieci anni la società bergamasca ha investito più di 200 milioni di euro nello stato dell’Est europeo.
“Dal franco svizzero al gas naturale. Le mille bolle prossime venture” (Corriere della Sera)
Il Corriere della Sera ha dedicato ampio spazio a un’analisi sulle possibili bolle speculative in essere sui mercati finanziari. Il quotidiano segnala la corsa record del prezzo dell’oro che negli ultimi cinque anni ha messo a segno un balzo del 150% e ora si trova vicino al massimo storico. Secondo Il Corriere della Sera non sarebbe da trascurare neppure il rialzo messo a segno dal grano e dal gas naturale. Nel comparto valutario occhi aperti sul franco svizzero, mentre nell’obbligazionario riflettori accesi sul bund tedesco. Il rendimento decennale del titolo di stato tedesco è sceso vicino al 2%.
“Nove miliardi chiusi in cassaforte” (La Repubblica)
Da un’inchiesta pubblicata sul quotidiano La Repubblica emerge che diverse società italiane sono ricche di liquidità per un ammontare complessivo di nove miliardi di euro. Tuttavia, nonostante queste risorse a disposizione, non sembrano esserci all’orizzonte importanti operazioni straordinarie. Il quotidiano ha riportato l’esempio di Parmalat. Il gruppo di Collecchio può vantare liquidità per 1,3 miliardi di euro e, nonostante queste risorse, non riesce a chiudere un’acquisizione rilevante.
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