La rassegna stampa economica dell'11 gennaio 2012
di Mauro Introzzi 11 gen 2012 ore 09:25Il Sole24Ore elenca le mosse ("lecite e illecite") cui sono state oggetto le azioni Unicredit nell'ambito dell'aumento di capitale dell'istituto. Mentre la Consob è al lavoro per monitorare se sia stato aggirato il divieto di vendite allo scoperto, si intensificano le posizioni ribassiste sui mercato over-the-counter (quelli non regolamentati), dove passa quasi la metà degli scambi sul titolo. Sui mercati non regolamentati, infatti, sarebbe posibile aggirare le restrizioni previste dalla regole attualmente in vigore. I risultati delle indagini Consob saranno pronti tra qualche mese ma secondo il quotidiano sarebbe "impossibile controllare un mercato finaniario che fa dell'opacità la sua arma vicente".
Niente aumento per Mps, Banco Popolare e Ubi Banca (MF)
Il quotidiano finanziario indica che Mps, Banco Popolare e Ubi Banca si opporranno alle richieste dell'Eba, la European Banking Authority, di tornare a rivolgersi agli azionisti per ottenere risorse aggiuntive. I manager delle banche in questione cercheranno anche l'appoggio della Banca d'Italia, evidenziando i rischi di un'operazione come quella di Unicredit.
Gli istituti stanno preparando i loro piani di rafforzamento, da presentare entro il prossimo 30 gennaio a Bankitalia. Per quanto riguarda Mps il deficit dell'Eba sarà ridotto di 1,1 miliardi grazie alla computazione dei titoli fresh mentre atri 2,16 miliardi dovrebbero arrivare da valorizzazioni degli attivi e vendita di asset. Banco Popolare e Ubi Banca, invece, computeranno i loro convertibili e utilizzeranno più efficienti sistemi di rating interni e altre azioni di capital management.
Da Consob uno stop a Unipol: se paga i Ligresti obbligo Opa (La Repubblica)
Secondo il quotidiano La Repubblica si sarebbe consumata ieri una "fumata nera" sul fronte del salvataggio delle attività della famiglia Ligresti. Il giornale, che cita alcune "fonti qualificate", indica che la proposta di Unipol sarebbe stata sottoposta informalmente alla Consob. L'organo di controllo della borsa e delle società quotate avrebbe espresso il suo parere negativo in termini di esenzione all'Opa, visto che il passaggio di un pacchetto di azioni in cambio di denaro sarebbe da inquadrare in un cambio di controllo, e quindi soggetto a obbligo di Opa. A questo punto la situazione sembra "incartata".
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