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BCE: cosa ha detto Draghi nel discorso del 7 settembre 2017

Il discorso di Mario Draghi a margine del board BCE del 7 settembre che ha confermato la propria politica monetaria convenzionale e non convenzionale. Tutto rimandato ad ottobre

di Mauro Introzzi 7 set 2017 ore 15:51

Da settimane c'era grande l’attesa per la riunione del Consiglio direttivo della BCE in programma oggi, 7 settembre 2017. Come nelle attese il board del Governing Council, nel suo meeting di Francoforte, non ha ritoccato le proprie scelte di politica monetaria in attesa della prossima riunione di ottobre. Come al solito, quindi, gli occhi dei mercati erano puntati sulle dichiarazioni del numero uno della banca centrale, Mario Draghi. L’economista, a margine della riunione del board, ha commentato le scelte dell’organo BCE e rivelato le nuove stime di Francoforte su crescita e inflazione nell’Eurozona. Come da attese degli esperti – e come nello stile di Draghi – il discorso è stato improntato alla prudenza. Di fatto il numero uno della Banca Centrale Europea ha dato appuntamento al prossimo meeting, quello del 26 ottobre.


Dalle 14.30 SoldiOnline.it ha seguito in diretta il discorso di Mario Draghi. Di seguito i passi principali della presentazione.

 

LEGGI ANCHE - BCE: cosa ha detto Mario Draghi nella conferenza del 20 luglio 2017

 

LA CONFERENZA DI DRAGHI

15.32: Si chiude anche la sessione di domande e risposte. Appuntamento fissato al 26 ottobre per la prossima riunione del Governing Council.

 

15.28: Draghi è fiducioso che entro il 2020 il tasso di inflazione possa arrivare nell'ordine del 2%, il target della Banca Centrale Europea.

 

15.19: Su una domanda sulle criptovalute Draghi ha detto che l'unica moneta utilizzabile nell'area euro è l'EURO. Nessuno stato membro può introdurre una propria moneta.


15.18: Secondo Mario Draghi sull'inflazione, e per conseguire i target per cui la BCE sta lavorando, bisogna essere fiduciosi, pazienti e persistenti.

 

15.13: Il tasso di cambio utilizzato nelle previsioni è pari a 1,18, quello rilevato a metà agosto. Draghi ha dichiarato però che non commenta l'andamento dei tassi di cambio.

 

15.12: Draghi ha detto che il board conta di essere pronto a prendere le decisioni sul programma di acquisto di asset per ottobre. Se non lo sarà la decisione potrebbe anche essere differita. Di certo le parti chiave del programma saranno discusse.

 

draghi-mario-bce15.01: Draghi ha dichiarato che la BCE non intravede alcun rischio sistemico legato a bolle sui mercati.

 

14.59: Draghi ha confermato che le risorse rinvenienti dalle obbligazioni in scadenza saranno reinvestite per rilevare altri asset. Il reinvestimento crescerà al ritmo del quantitative easing.

 

14.55: Rispondendo a una domanda sulla questione Draghi ha detto che non si è parlato di scarsità di asset acquistabili nell'ambito del programma di acquisto delle attività sul mercato.

 

14.53: Draghi ha dichiarato che probabilmente il prossimo autunno saranno prese decisioni importanti di politica monetaria con orizzonti superiori all'anno.

 

14.50: Draghi ha dichiarato che i tassi rimarranno bassi per un lungo periodo di tempo e che il Consiglio non ha discusso sui tempi di rientro del programma di riacquisto di attività e della fine della politica monetaria accomodante. Il board ha parlato dei diversi scenari per il futuro per valutarne solo gli impatti, i pro e i contro. Il Council aspetta di osservare i lavori dei comitati prima di decidere ulteriori passi.

 

14.47: Draghi ha evidenziato che il tasso di cambio non è un target della politica della BCE ma viene monitorato perché ha impatto sull'inflazione a medio termine. Il taglio delle attese sull'inflazione è stato proprio determinato dall'osservazione delle dinamiche valutarie.

 

mario-draghi_214.46: In risposta ad una domanda su un eventuale tapering Mario Draghi ha dichiarato che nei discorsi dei membri del Governing Council si è parlato di crescita e di inflazione. Tuttavia secondo la BCE non è ancora tempo per lasciare la politica monetaria accomodante. Molte dimensioni fondamentali sono in miglioramento grazie al basso livello di tassi di interesse sul mercato.

 

14.45: Termina il discorso di Mario Draghi, spazio alla sessione di Domande & Risposte.

 

14.45: Sul mercato dei cambi l'euro sfonda quota 1,2 sul dollaro

 

14.43: Come al solito Mario Draghi caldeggia gli Stati membri dell'area euro all'implementazione di riforme strutturali per rafforzare l'economia europea.

 

14.42: In conclusione Mario Draghi ha confermato che è necessario ancora un grado sostanziale di politica monetaria accomodante per riportare l'inflazione vicina al 2%.

 

14.40: Le stime della BCE sull'inflazione. Tagliate quelle su 2018 e 2019. Ecco il tweet:

 

 

14.38: Ecco - in un tweet ufficiale - le stime sul PIL della BCE.

 

 

14.37: Le previsioni del PIL della BCE sono state riviste al rialzo per il 2017.

 

14.36: Altre decisioni di politica monetaria saranno prese il prossimo autunno.

 

14.36: Mario Draghi ha spiegato che la crescita è prevista continuare. La ripresa degli investimenti privati è aiutata dal mercato del lavoro in miglioramento e dall'aumentata ricchezza delle famiglie.

 

14.35: L'inflazione di fondo è salita ma rimane a livelli moderati. Perciò è necessaria una certa politica monetaria accomodante. Se le previsioni dovessero essere meno positive la BCE è pronta a incrementare il programma di acquisti in termini di dimensioni e durata.

 

14.34: Secondo quandto detto da Draghi la crescita economica della prima metà del 2017 continua ad essere solida in tutti i comparto. La volatilità dei tassi di cambio è però fonte di incertezza che va monitorata.

 

14.33: La BCE continuerà ad acquistare all’attuale ritmo mensile di 60 miliardi di euro, sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario.

 

14.32: Mario Draghi ha ufficializzato le indicazioni di politica monetaria decise dal Consiglio direttivo. Sulla base dell'analisi le politiche rimangono invariate.

 

14.30: Inizia la conferenza stampa di Mario Draghi. Al suo fianco il vicepresidente Vítor Constâncio.

 

VIDEO: LA CONFERENZA DI MARIO DRAGHI

Qui è possibile seguire, dalle 14.30, il video delle parole di Mario Draghi:

 

 

13.45 - LA BCE LASCIA TUTTO INVARIATO

Il Consiglio direttivo della BCE ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0%, allo 0,25% e al -0,40%. Secondo il board i tassi di interesse di riferimento della BCE si manterranno su livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività nell'ambito del quantitative easing.

 

Il Consiglio direttivo ha anche confermato che intende condurre gli acquisti netti di attività, all’attuale ritmo mensile di 60 miliardi di euro, sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione. Contestualmente agli acquisti netti è reinvestito il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività. Se le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione, il Consiglio direttivo è pronto a incrementare il programma in termini di entità e/o durata.

 

BCE, COSA ASPETTARSI DALLA RIUNIONE DI OGGI

bce_16Secondo i pareri più diffusi la Banca Centrale Europea non modificherà la propria politica monetaria, sia quella convenzionale che quella non convenzionale. Dovrebbero arrivare anche poche indicazioni, da parte di Mario Draghi, sui dettagli del piano d’azione relativo alla graduale attenuazione del programma di quantitative easing.

 

Secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa il numero uno BCE e il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, avrebbero raggiunto un accordo per far terminare il programma di acquisto di titoli sul mercato entro settembre 2018. I due banchieri avrebbero inoltre concordato di non procedere con alcun incremento dei tassi d'interesse in questi mesi.

 

Secondo gli analisti di IntesaSanpaolo nella riunione odierna la BCE potrà mantenere invariata la retorica sulla politica monetaria, anche se non si può escludere che sia concessa una formulazione più simmetrica delle indicazioni sulle eventuali modifiche all’APP (programma di acquisto di titoli di stato).

"Tuttavia, dopo oltre un mese di silenzio e alla luce della pressione al rialzo sul cambio, la comunicazione sarà particolarmente delicata e Mario Draghi cercherà di prendere tempo, rinviando a ottobre le più importanti comunicazioni sul futuro del programma di acquisto titoli APP", hanno precisato gli esperti, che hanno aggiunto: "sono ovviamente da escludere modifiche ai tassi ufficiali".

 

Prevista cautela anche da Fidelity International. Secondo Andrea Iannelli, Investment Director Obbligazionario della casa d’investimenti, il Consiglio direttivo della BCE di oggi “assumerà una posizione cauta per evitare un ulteriore rafforzamento dell'euro”. “Un'eventuale riduzione degli acquisti nell’ambito del programma di quantitative easing sarà a nostro avviso introdotta solo a partire da gennaio 2018, con un'estensione del programma di almeno sei mesi rispetto alla scadenza prevista per il prossimo marzo”, ha precisato l’esperto.

 

Il discorso di Draghi sarà improntato all’accortezza anche per Sandra Holdsworth, co-manager del Kames Absolute Return Bond Global Fund:

Crediamo che qualsiasi decisione a riguardo sarà rimandata ulteriormente, principalmente per possibili controversie politiche in vista delle ormai imminenti elezioni in Germania.
La scarsità di Bund presenti nella lista della spesa della Bce, qualora il programma di acquisti dovesse essere mantenuto così com’è, non è un segreto e la riduzione dell’ammontare totale non sarebbe ancora abbastanza per sopperire a questo problema. Per continuare lo shopping, quindi, oltre il 2018, anche se a ritmi più blandi, la composizione del Public Sector Purchase Program dovrebbe deviare dalla suddivisione decisa da Francoforte: meno Germania e più Francia e Italia.
Il Quantitative Easing in terra tedesca già non brilla per popolarità, a causa della percezione che questo fosse usato come paracadute per i Paesi più deboli, e una mossa del genere non andrebbe di certo a migliorarne la reputazione.  

 

Il tema, per Darren Williams (European Economist di AllianceBernstein), riguarda le tempistiche:

La domanda che ci si deve porre ora non è più se l’Eurotower snellirà i suoi acquisti, ma quanto velocemente lo farà. O meglio, come potrà farlo senza causare una reazione ingiustificata dei mercati, un taper tantrum europeo.
Al momento la preoccupazione dell’Istituto di Francoforte non è comunque il livello dei rendimenti obbligazionari, bensì quello dell’euro. La moneta unica è infatti del 5% più forte rispetto alle previsioni formulate dalla Bce a giugno e, nonostante alcuni membri del Consiglio possano vedere questo come un riflesso del migliore stato di salute dell’Eurozona, questa situazione rende ancora più complesso far rientrare l’inflazione nei target.

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