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Contro la deflazione monetizzare non basta

Avviare la stampante per contrastare la deflazione? Sì, ma non basta. Per liberare l’economia dalla spirale deflativa serve anche contrarre il moltiplicatore bancario alzando la riserva obbligatoria

di Marco Delugan 28 nov 2008 ore 15:17

L'Independent del 24 novembre (1) ha pubblicato un articolo di Stephen King, direttore economico della Hong-Kong and Shangai Banking Corporation, nel quale chiede di "avviare la stampante" per fermare la deflazione. Il taglio dei tassi d'interesse non è sufficiente a far ripartire l'economia, imprigionata in una spirale deflazionistica, scrive King. Anche se la Banca d'Inghilterra e la BCE hanno spazio di manovra, la Fed ha ormai raggiunto il limite.

Serve qualcos'altro: "Questo 'qualcos'altro' deve essere la monetizzazione. Bisogna avviare la stampante. La monetizzazione richiede la creazione di nuova moneta, che poi viene pompata nell'economia [...] Una critica ovvia a questa politica è che essa toglie valore all'offerta monetaria e, perciò, crea inflazione. In circostanze normali, ciò è vero. I governi che hanno fatto ricorso alla stampante sono spesso finiti nell'iperinflazione, come scoprì la Germania di Weimar negli anni '20 e lo Zimbabwe ha scoperto oggi. Ma quelli odierni sono tempi eccezionali".

King ha ragione solo in parte. Barroso invece ha torto su tutto il fronte (2). Mentre il primo comprende che l'economia del debito non può sottrarci dalla catastrofe, individuando un percorso, appunto, che prevede la riduzione del debito, anche se errato, il secondo non si schioda da quella sciagurata logica che, viceversa, lo stesso Draghi ha chiaramente messo in evidenza (3): Il sistema finanziario del futuro dovrà avere più capitale, meno debito, più trasparenza e più regole”.

Ma perché sbaglia King? Sbaglia perché non considera che la moneta non va vista in maniera parziale, ma globalmente, soppesando opportunamente il circolante (M0), il frutto della “stampante”, e gli altri aggregati monetari: M1, M2 ed M3, quello più direttamente connesso all'inflazione (4). In Italia, secondo l'ultima relazione annuale, M0 è 120 miliardi di euro; 112 di banconote in circolazione (5) + le monete metalliche (circa 8 miliardi di euro), M1 è 804 miliardi di euro, M2 è 1118 miliardi di euro e M3 è 1330 miliardi di euro (6). Sarebbe quindi corretto “avviare la stampante”, portando M0 a 2-300 miliardi di euro e più, ma nel contempo bisognerebbe contrarre il moltiplicatore bancario alzando drasticamente la riserva obbligatoria e mantenendo quasi costante M3. In questa maniera si otterrebbero gli strumenti non indebitanti per far riavviare l'economia.

E perché sbaglia Barroso? Sbaglia perché il suo “piano” è caratterizzato dal mantenimento della logica della monetizzazione dietro debito oneroso, che non risolve proprio nulla, come troppe volte abbiamo sperimentato sulla nostra pelle. Si vede che a forza di mangiare OGM è diventato un OGM anche lui (7), non programmato, purtroppo, per usare il cervello, e comunque al soldo di lobby nichiliste (banchieri e nanotecnologi folli).

Negli USA l'elettroencefalogramma è piatto; hanno addirittura riesumato Volcker (9). Sarkozy e Tremonti dopo la buona partenza si sono arenati; non c'è rimasto che Draghi con un minimo di vitalità.

Ovviamente la soluzione dei rothbardiani è allo stesso livello di quella di Barroso: cambia solo che anziché la moneta di carta ci troveremmo le monete d'oro, uno strumento ancora più rigido, ovvero senza nessuna possibilità di scrollarsi di dosso la logica del debito. Il risultato non potrebbe che essere una recessione senza fine, come l'esperienza europea del XIII° e XIV° secolo ha largamente dimostrato.


Lino Rossi
linorossi@stilrossi.it

  

(1)   Di che morte morrà il sistema finanziario: iperinflazione o iperdeflazione – o entrambe?

(2)   Crisi, Ue: «Sì al piano da 200 miliardi» E Almunia fissa i paletti su Maastricht

(3)   G20, buoni risultati

(4)   Gli aggregati monetari dell’area dell’euro e il loro ruolo nella strategia di politica monetaria dell’Eurosistema

(5)   pag. 303 della relazione annuale bankitalia

(6)   pag. 42 dell'appendice alla relazione annuale bankitalia

(7)   Barroso e gli Ogm: le multinazionali stringono il cappio sull’agricoltura

(8)   Come Venezia orchestrò il più grande disastro finanziario della storia

(9)   Obama crea un consiglio anti-crisi, lo guiderà Paul Volcker

friedmaniano, provocò la recessione universale nel nome della lotta all'inflazione. Quale potrà essere l'esito del suo operato? Siamo al livello di Barroso.

 

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Commenti dal 5 al 9
(9)

crix domenica, 30 novembre 2008

prosegui il tuo concetto..

se al bravo sarto nessuno acquista il frutto del suo lavoro, per mancanza di denaro, il bravo sarto andrà in difficoltà......e si tirerà dietro la banca che ha prestato denaro a lui, al suo fornitore e a tutti i suoi dipendenti....ma lui potrò comunque riprendersi il giorno dopo avendo sempre "qualcosa di utile da scambiare" ....la banca cosa offrirà ?...

n° 9
lino rossi sabato, 29 novembre 2008

Re: non comprendo tutta questa "paura"..

se al bravo sarto nessuno acquista il frutto del suo lavoro, per mancanza di denaro, il bravo sarto andrà in difficoltà







> cosa dovremmo temere ? l'inflazione ? la deflazione ?....si parla sempre in termini monetari di economia e la cosa ha perso la giusta dimensione.L'unica vera ricchezza é la conoscenza e il saper fare...il bravo sarto non diventerà mai povero cosi' il bravo pescatore, il bravo industriale....guardiamo al di la' del PIL , dell'oro..ecc...se il mercato ha resistito fino ad oggi saprà resistere anche domani con trilliardi di dollari in circolazione pero' investiamo la nostra carta nel Sapere e nel saper fare....gli arabi hanno il petrolio eppure sono uno dei popoli piu' poveri del mondo (tra non molto torneranno a regalarci l'oil perché sanno di non sapere).....non dimentichiamolo !!!!

n° 8
lino rossi sabato, 29 novembre 2008

Re: Re: Re: .. Onori anche a Lino...

concordo pienamente



> > ringrazio molto, ma a me piacerebbe un sistema economico nel quale Stati, imprenditori e cittadini non fossero soffocati da TROPPO debito. Stato come arbitro ed imprenditori in competizione leale (e controllata) fra loro.<BR

Il compito dello Stato non deve essere solo come arbitro, ma anche come Federazione, che detta, stabilisce, gestisce le regole e le controlla

n° 7
crix sabato, 29 novembre 2008

..miseria...

perché miseria ? ....se tu non compri qualcosa di cui non hai "bisogno" (l'auto nuova) sei povero ? ....la sovrapproduzione si crea sia con inflazione che in deflazione perché a crearla é l'abbondanza di tecnologia e di forza lavoro !!! ...e ricordiamo che spesso un bene nuovo acquistato corrisponde ad un bene "usato" ritirato (auto o casa) per cui l'eccesso di cui parli si avrà comunque......e fortuna poiché prima o poi questi beni finiranno in mano a persone "povere di carta" ma con bisogni reali......

n° 6
JoJo sabato, 29 novembre 2008

Re: non comprendo tutta questa "paura"..

> cosa dovremmo temere ? l'inflazione ? la deflazione ?....si parla sempre in termini monetari di economia e la cosa ha perso la giusta dimensione.L'unica vera ricchezza é la conoscenza e il saper fare...

Non è sufficiente, se nessuno richiede e remunera le tue conoscenze...

Se c'è deflazione, significa che fra un mese un bene costerà meno di adesso.
Se a te interessa, logicamente aspetterai a comprarlo, per poter spendere
di meno.
E così faranno tutti, tranne per i consumi di prima necessità.

Ma così comportandosi, i consumi diminuiscono e anche le vendite, e quindi
la produzione, che si troverà con sempre più eccedenze...

Riesci a capire la conseguenza?
(Disoccupazione di massa e miseria per tutto il ceto medio-basso)

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