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Cirio, parla Cragnotti

Il manager ha precisato di non aver preso una lira da Cirio, segnalando di aver perso parte del patrimonio nell’azienda. Il ruolo di Cesare Geronzi

di Edoardo Fagnani 30 apr 2010 ore 12:12
Gentili lettori,
per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.


Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:


Cirio
La Repubblica di martedì 27 aprile ha riportato alcune dichiarazioni rilasciate da Sergio Cragnotti, ex numero uno di Cirio, nel corso del processo a Roma sul fallimento della società alimentare. Il manager ha precisato di non aver preso una lira da Cirio, segnalando di aver perso parte del patrimonio nell’azienda. Cragnotti ha aggiunto di aver discusso delle decisioni strategiche con i vertici della Banca di Roma, segnalando che l’ex numero uno dell’istituto, Cesare Geronzi, era a conoscenza delle decisioni di Cirio.
MF e La Repubblica di giovedì 29 aprile hanno riportato altre dichiarazioni di Sergio Cragnotti. Nel corso del processo in corso a Roma sul crack Cirio, l’ex patron del gruppo alimentare ha precisato che l’ex numero uno del Banco di Roma, Cesare Geronzi, non intervenne nella trattativa per il passaggio di Eurolat da Cirio a Parmalat. Cragnotti ha segnalato che Geronzi partecipò solo alla firma dell’accordo.

Tango bond
Le autorità lussemburghesi hanno dato il via libera alla nuova offerta di scambio promossa dalla Repubblica Argentina sui bond andati in default nel 2001. Secondo quanto riportato dalle agenzie stampa, i risparmiatori coinvolti nell’operazione avranno tempo fino al 7 giugno per aderire all’offerta. Inoltre, l’Argentina dovrebbe dare il via libera all’offerta all’inizio della prossima settimana, non appena avuto il via libera dalla Consob.
Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa la Repubblica Argentina avrebbe inviato alla SEC, l’organo di controllo dei mercati azionari statunitensi, un supplemento relativo ai termini per la nuova offerta di scambio.
Plus ha riportato le indicazioni di Altroconsumo, che consigliano ai risparmiatori coinvolti nel default dei bond della Repubblica Argentina del 2001 di inviare una lettera alle banche, in modo da interrompere un’eventuale prescrizione sulle azioni legali. 

Parmalat
La Consob ha comunicato che il 14 aprile il gruppo Generali era diventato uno dei maggiori azionisti della società alimentare. La compagnia assicurativa era accreditata del 2,004% del capitale di Parmalat. Tuttavia, il 20 aprile Generali ha ridotto la partecipazione detenuta nella società alimentare, portandola all’1,465%. Inoltre, il 15 aprile UBS ha dichiarato di detenere direttamente una partecipazione potenziale in acquisto del 2,256% di Parmalat, derivante per lo 0,289% da contratti di opzione e per il restante 1,967% da contratti future.
Il Corriere della Sera di martedì 27 aprile ha scritto che la guardia di Finanza si è presentata negli uffici di Parmatour, la ex controllata turistica di Parmalat, per acquisire alcuni documenti. Il quotidiano ha ricordato che nei prossimi giorni partirà l’asta per la vendita dei terreni del gruppo nelle isole Eolie. La base d’asta è stata fissata a 1,2 milioni di euro.

Lehman Brothers
Il Mondo è ritornato sui rimborsi per i risparmiatori che avevano investito in obbligazioni emesse da Lehman Brothers. Il settimanale ha ricordato che, stando al documento consegnato al tribunale di New York, i tassi di rimborso dovrebbero variare dal 14,7% al 17,4% del valore nominale dei bond.

General Motors – Ford
Buone notizie dai conti di Ford. Il gruppo automobilistico ha chiuso il primo trimestre dell'anno con un utile di 2,09 miliardi di dollari, o 50 centesimi per azione, in sensibile miglioramento rispetto alla perdita di 1,4 miliardi, o 60 centesimi per azione, dello stesso trimestre dello scorso anno. Sono state batture le attese degli analisti, che prevedevano un utile di 32 centesimi per azione. In crescita i ricavi, saliti da 24,4 miliardi a 28,1 miliardi di dollari. I vertici hanno dichiarato che per quest'anno prevedono "profitti solidi".
L’agenzia di rating S&P ha migliorato le prospettive di Ford per i prossimi trimestri, portandole da “stabili” a “positive”.

Alitalia
Il Sole 24 Ore di mercoledì 28 aprile ha riportato alcune dichiarazioni del presidente di Alitalia, Roberto Colaninno. Il manager ha ribadito che nel 2010 la compagnia aerea non avrà alcun bisogno di aumento di capitale, mentre non ha fornito anticipazioni in tal senso per il prossimo esercizio. Colaninno ha ricordato che Alitalia non chiuderà in utile il 2010, segnalando che il pareggio è previsto per il 2011. Il manager ha evidenziato che la compagnia aerea può vantare costi operativi molti bassi, vicini a quelli delle compagnie low cost.
Il Corriere della Sera di martedì 27 aprile ha ricordato che il commissario straordinario di Alitalia sta vendendo gli ultimi quadri appartenuti alla vecchia compagnia aerea. 

Piaggio
Piaggio ha chiuso il primo trimestre del 2010 con ricavi per 340,6 milioni di euro, in aumento dell’11,2% rispetto ai 306,3 milioni dei primi tre mesi dello scorso anno, grazie al forte miglioramento delle vendite di unità a due ruote e dei veicoli commerciali. Il margine operativo lordo è balzato del 51,4%, passando da 21 milioni a 31,8 milioni di euro. Piaggio ha chiuso il trimestre con un utile netto di 2,9 milioni di euro, rispetto al rosso di 4,7 milioni dei primi tre mesi del 2009. A fine marzo l’indebitamento netto era cresciuto a 422,6 milioni di euro, rispetto ai 352 milioni di inizio anno. Per l’intero esercizio Piaggio si focalizzerà sul miglioramento della competitività nei mercati in cui opera.
Nel corso di un’intervista pubblicata su Affari&Finanza, l’inserto del lunedì del quotidiano La Repubblica, il numero uno di Piaggio, Roberto Colaninno, ha dichiarato di prevedere una crescita del 15% delle vendite in Cina. Il manager ha confermato gli investimenti previsti in Cina, India e Vietnam.
Gli analisti di Banca Akros hanno peggiorato il giudizio sulla società motociclistica, portandolo da “Buy” (acquistare) ad “Accumulate”. Tuttavia, gli esperti hanno alzato a 2,7 euro il prezzo obiettivo.
Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Banca Leonardo hanno migliorato il prezzo obiettivo sulla società motociclistica, portandolo da 2,6 euro a 2,8 euro, in seguito al miglioramento delle stime sulla redditività per il triennio 2010/2012. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

It Holding
Secondo quanto scritto su CorrierEconomia, l’inserto del lunedì del quotidiano Corriere della Sera, il marchio Ferré, attualmente controllato da It Holding, potrebbe interessare a un fondo statunitense collegato alla coreana Samsung e a un fondo russo.
Secondo alcune indiscrezioni di agenzia, per l’altra controllata Malo, invece, sarebbero già arrivate otto offerte. Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di martedì 27 aprile sette manifestazioni di interesse sarebbero italiane, mentre quella rimanente sarebbe arrivata da un gruppo cinese. Il quotidiano finanziario ha ricordato che le offerte vincolanti dovranno essere presentate entro il 3 giugno.
I Commissari Straordinari di ITTIERRE, società del gruppo It Holding in amministrazione straordinaria, hanno comunicato di aver perfezionato un finanziamento per un ammontare di 60,6 milioni di euro.

Safilo
Safilo ha esteso fino al 31 dicembre 2015 il contratto di licenza con lo stilista Marc Jacobs (Marc Jacobs International, LLC) per il design, la produzione e la commercializzazione delle montature da vista e degli occhiali da sole a marchio Marc Jacobs e Marc by Marc Jacobs. La scadenza del contratto di licenza era originariamente fissata al 31 dicembre 2011.
L’assemblea degli azionisti di Safilo ha approvato il bilancio d’esercizio del 2009 e ha approvato l’accorpamento, proposto dal Consiglio di amministrazione, dell’attuale capitale sociale della società (composto da 1.136.439.310 azioni,) attraverso il raggruppamento delle azioni nel rapporto di 1 nuova azione Safilo ogni 20 azioni ordinarie attualmente in circolazione.

Snia
Plus, l’inserto del sabato del quotidiano Il Sole 24 Ore, ha tracciato un quadro degli ultimi anni di attività di Snia. Secondo quanto scritto sul settimanale la separazione delle attività del settore biomedicale, confluite in Sorin, hanno dato il colpo di grazia all’azienda, già in difficoltà finanziarie. Plus ha segnalato che già nel 2004 la società aveva registrato una perdita di 168 milioni di euro. Inoltre, il settimanale ha segnalato che per diversi anni Snia ha disatteso i target finanziari fissati nei piani industriali. 

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