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BCE, Trichet guarda all'inflazione

L’atteggiamento vigile della Bce viene ritenuto da Trichet punto imprescindibile per la credibilità della banca stessa a cui ancorare le aspettative.

di Redazione Soldionline 4 feb 2011 ore 12:22
Articolo a cura di JCAssociati.it

I pilastri su cui sorge l’attuale Banca Centrale Europea sono gli stessi su cui si ergeva teutonica e temutissima la Bundesbank, Buba per gli addetti ai lavori, che -con pugno di ferro e dialettica stentata- ha dominato e vinto le spinte inflazionistiche in Germania per oltre 40 anni prima di cedere, malvolentieri, il timone alla Bce su cui mantiene comunque grande influenza.

Alcuni aspetti sono cambiati: la comunicazione per esempio è stata rivoluzionata. Tanto la Buba amava sorprendere i mercati, quanto oggi la Bce li istruisce e guida preventivamente informandoli della propria strategia passo dopo passo.

Ma la mission è sempre identica: il controllo dell’inflazione con target dichiarato del 2% annuo.

In una recente intervista rilasciata a Bloomberg e anche in occasione della commemorazione della morte di Tommaso Padoa Schioppa tenutasi alcuni giorni fa presso una gremita Aula Magna dell’Università Bocconi di Milano, il governatore Trichet ha ribadito che l’obiettivo unico ed esplicito della Banca Centrale è la stabilità dei prezzi e che la Bce farà tutto ciò che è necessario alla sua realizzazione.

Le dichiarazioni della conferenza stampa di oggi vanno a nostro avviso a ridimensionare leggermente quanto espresso in precedenza. Il Governatore ha infatti precisato che le attese di pressione al rialzo sui prezzi sono giudicate temporanee e destinate a rientrare: le previsioni del tasso di inflazione della Bce sono per valori leggermente superiori al 2% per buona parte del 2011 ma con successivo rientro al di sotto di questo livello.

L’atteggiamento vigile della Bce viene ritenuto da Trichet punto imprescindibile per la credibilità della banca stessa a cui ancorare le aspettative.

Questa “vigilanza” della banca sull’andamento dei prezzi ha già in parte esplicato i suoi effetti sul mercato poiché oltre al rialzo dei rendimenti delle scadenze medio lunghe dei titoli di stato, si sono verificati movimenti in tal senso anche nel tratto monetario.

Il tasso euribor a 3 mesi ha oltrepassato l’1% salendo fino all’ 1,08%, valore che oltre a rappresentare il livello più alto dal 2009 rispecchia probabilmente un mercato in cui l’ipotesi di tassi immobili all’1% per un tempo indeterminato è stata abbandonata.

Anche i futures sui tassi euribor a 3 mesi segnalano una curva inclinata positivamente con le quotazioni dei futures che indicano tassi impliciti in rialzo. Per gli operatori di mercato è plausibile di un rialzo dei tassi di circa 50 centesimi entro fine 2011, previsione che dopo le dichiarazioni di oggi ci sembra abbastanza aggressiva.

Oggi lo stesso Trichet ha confermato che le componenti che al momento danno segnali di surriscaldamento dei prezzi sono soprattutto quelle più volatili e nella fattispecie relative ai beni energetici e alimentari, mentre nel medio lungo periodo le aspettative paiono saldamente ancorate. Del resto appare difficile ipotizzare una ripresa duratura dell’inflazione in assenza di pressioni al rialzo dei salari, visti i livelli occupazionali e di conseguenza la risalita dei prezzi sembra essere transitoria: in ogni caso la miglior protezione in presenza di un possibile scenario inflazionistico è rappresentata da titoli il cui rimborso finale e la cui cedola sono agganciati all’indice dei prezzi (per esempio Btp o Oat inflation- linked), o eventualmente anche titoli la cui cedola è agganciata al tasso euribor.

Come noto i titoli indicizzati all’inflazione puntano su una riduzione dei tassi reali e offrono una protezione del valore reale dell’investimento nel medio lungo periodo. In un orizzonte più limitato invece possono avere oscillazioni anche contrario, soprattutto nelle fasi in cui ad una crescita dei rendimenti nominali si associa una stabilità/ calo dell’inflazione.

A nostro avviso, poiché  riteniamo invece altamente improbabile un incremento dei tassi nel corso dell’anno, ai livelli attuali potrebbe essere interessante il Bund tedesco sulle scadenze medio lunghe: per esempio il Bund 4.01.2021 al rendimento attuale del 3,2% potrebbe rappresentare una opportunità interessante di acquisto.

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