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Attenzione, nel 2010 ci sarà più crisi di adesso

I mutui che potranno beneficiare della sospensione sono circa 110mila per un controvalore totale di circa otto miliardi di euro

di Redazione Soldionline 23 ott 2009 ore 14:15
Articolo a cura di Mauro Bottarelli - ilsussidiario.net

Le accuse che mi vengono mosse più di frequente sono quelle di essere pessimista e cinico. In tempi come questo, le accetto di buon grado entrambe. Per questo, dopo aver messo in guardia ieri dal fatto che l’Abi - con la sua scelta di moratoria per un anno sui mutui casa per i soggetti più bisognosi - non sta facendo un atto per cui meritare un inchino ma soltanto il suo dovere, oggi vi metto una pulce nell’orecchio in più.

I mutui che potranno beneficiare della sospensione sono infatti circa 110mila per un controvalore totale di circa otto miliardi di euro: guarda caso la stessa cifra messa a disposizione delle banche dalla Cassa Depositi e Prestiti per riattivare il credito alle imprese. Solo una coincidenza numerica e temporale, ne siamo certi. Ma siamo altrettanto certi che se tra qualche settimana faremo un sondaggio tra le Pmi italiane la situazione riguardante il “credit crunch” non sarà cambiata. Anzi.

D’altronde, di «grave erosione del credito» parlava anche il “beige book” presentato mercoledì sera negli Stati Uniti, paese che vede le banche sempre più in crisi e i dati macro sempre meno sintonizzati sulla vulgata della ripresa ormai in atto. Ultimo al riguardo quello dell’aumento settimanale più consistente del previsto per le nuove richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa, a riflesso di una perdurante situazione difficile per il mercato del lavoro.

Secondo i dati del dipartimento del Lavoro, nella passata settimana le nuove richieste sono cresciute di 11mila unità, a 531mila totali, laddove in media gli analisti si attendevano un incremento contenuto a 4mila unità. Migliora solo lievemente invece la media delle nuove richieste di sussidi per la media delle quattro settimane precedenti, a quota 532.250 contro 533mila della settimana precedente, si tratta del valor più contenuto da metà gennaio.

E a conferma di un trend negativo che l’amministrazione Obama non sembra in grado di gestire c’è anche l’annuncio sempre di ieri fatto da Moody’s, secondo cui o gli Usa si impegneranno seriamente a tagliare il deficit o entro tre anni rischieranno di perdere il rating AAA: d’altronde le cifre parlano chiaro, 1417 miliardi di dollari sono un buco di quelli difficili da riempire usando soltanto la vanga della politica economica ordinaria. Mentre quella emergenziale del creare moneta dal nulla non fa che espanderlo a dismisura.

Inoltre Lincoln Ellis, managing director del Linn Group, ieri ha gelato gli entusiasmi degli investitori dicendo a chiare lettere che il crollo del VIX, il segnalatore della volatilità dei mercati, verso quota 20 «è un pessimo segnale per i mercati, un segnale di compiacenza verso un tipo di rally che è completamente disallineato non solo con i fondamentali, ma anche con le reali condizioni in cui si opera».

Ma a spaventare maggiormente è giunta la lucida disamina di Nicu Harajchi, amministratore delegato di N1 Management, secondo cui «la recessione si trasformerà in breve tempo in una profondissima depressione». Questo perché «Wall Street sta facendo soldi, ma Main Street no e anzi fatica ogni giorno di più per tirare avanti. I trilioni di dollari stanziati dal G20 non sono praticamente arrivati all’economia reale, al sostegno dei consumi, all’aiuto alle famiglie e alle imprese che non siano banche o giganti dell’auto.

I consumatori stanno perdendo il lavoro, non riescono a pagare il mutuo, vanno in default sulla carta di credito e questa situazione sta perdurando e non sembra destinata a migliorare. I soldi stanziati dal G20 si sono trasformati unicamente in espansione monetaria ma prima o poi - e parliamo del 2010-2011 - quei soldi verranno richiesti indietro dalle banche centrali e allora ci troveremo di fronte a una contrazione monetaria: l’anno prossimo, paradossalmente, sarà quindi molto peggiore di quello in corso e il dato allarmante che ce lo fa capire è il continuo aumento della disoccupazione». Insomma, finché si guarderà con fiducia ai mercati e non si guarderanno gli indicatori reali si starà solo creando la condizione per una crisi peggiore e più profonda.

ilsussidiario
Ma gli Usa non sono gli unici. Ieri, infatti, si è registrato un andamento debole e deludente dei consumi anche in Gran Bretagna per quanto riguarda lo scorso settembre. Per il secondo mese consecutivo, infatti, le vendite del commercio al dettaglio non hanno mostrato variazioni rispetto ai trenta giorni precedenti, secondo i dati diffusi dall'ufficio di statistica Gb mentre su base annua le vendite risultano migliorate del 2,4%.

«Nonostante le rate dei mutui in calo, bollette meno care e un generale attenuarsi dell'inflazione che rafforzano il potere di acquisto di molte famiglie, i consumatori continuano a fronteggiare ostacoli che limitano le loro spese», osservava preoccupato Howard Archer, capo economista per Global Insight. E la debolezza dei consumi rischia a sua volta di indebolire la generale crescita economica britannica, già zavorrata ormai da mesi.

È questa la grande sfida che abbiamo davanti: trasportare le attenzioni fino a ora prestate ai mercati e al sistema bancario all’economia reale, tamponare l’emorragia di posti di lavoro, costringere le banche a riaprire realmente i cordoni del credito anche ponendo condizioni punitive in caso contrario, studiare una exit strategy dal quantitative easing che sta intossicando come una droga il sistema e, se proprio il populismo deve trionfare, mettere mano alla vera speculazione, quella già denunciata ieri: fare hedging, ovvero porsi in posizione difensiva sulle correzioni cicliche, comprando futures sul petrolio è follia allo stato puro.

Blocchiamo i paradisi over-the-counter prima che sia troppo tardi, visto che ieri dopo il picco notturno in Asia sopra gli ottanta dollari al barile, il prezzo del greggio è tornato a scendere in virtù delle prese di beneficio. Il petrolio serve alla produzione, non alla speculazione: trattare commodities strategiche come se fossero scommesse su un cross monetario nel forex non è accettabile in questo momento.

Al di là dell’etica, pensiamo al portafogli: grazie alla speculazione pure in una settimana il pieno in Italia costa 3 euro di più. E 3 euro, in questo periodo, non sono soldi facile ma monete con cui fare di conto. Ancora una volta giova ricordare che la realtà di Wall Street non è la realtà dell’uomo della strada o dell’impresa che gli permette di lavorare.
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Commenti dal 1 al 2
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fedele sabato, 31 ottobre 2009

e no miei cari siete ciechi

sig.bottarelli e amici che scrivete,avete ragione in parte,ma non vedete dove sta il problema,voi credete che aumentando gli stipendi o riducendo i prezzi,si risolvera la questione,ma il problema è molto piu profondo di quanto immaginiate,poiche il sistema bancario si regge solo sulla speculazione,ma su via andate in qualsiasi sportello bancario,orde di impiegati che producono zero,clienti con il lumicino,nei migliori palazzistorici,ma chi paga tutto questo da dove provengono i guadagni bancari per sostenere i carrozzoni,ecco il punto,nella storia intere generazioni hanno messo nelle mani di altri la propria esistenza economica
e questo è il primo GROSSOLANO ERRORE affidarsi ad un sistema??????e poi che tipo di sistema(che in un modo subdolo si è sganciato da un riferimento reale L'oro,cosi vi hanno derubato tutti)la carta delle liberta Americana si basava su 3 Pilastri ORO ARGENTO E FUCILE,credete davvero che aumentando gli stipendi il giochino abbia termine,sara' sempre una corsa al rialzo,mentre la materia prima allo stato naturale è sempre la SOLITA'
ORO ARGENTO PETRLIO GAS TERRA ed allora perche' avviene cio,avviene perche vi è un sacco di gente che vive in modo parassitario,ed è evidente che qualc'uno paghi per il sistema parassitario,e siamo NOI ad essere spolpati.
ecco perchè è un'errore di base mettere la propria esistenza in mani di chi non si conosce e non fa il tuo interesse ma beni il suo,in altre epoche
le persone che erano ancora sufficientemente sani,prendevano il capo branco
e lo esiliavano,non prima di avergli tolto tutto(vedi GRECIA etc etc)cioè
i capi che hanno condotto alla miseria le genti sono direttamente responsabili,e devano rispondere personalmente sia economicamente che penalmente,lo so sono discorsi che possono dar NOIA,ma questa è realta il resto se continuiamo cosi,arrivera la miseria per molti,poiche ripeto mettere la propria sopravvivenza nelle mani di altri è un suicidio,poiche chi manipola l'economia gestisce in maniera diretta la vita altrui.
SALUTI CORDIALI

n° 2
Gerardo Nazzaro venerdì, 23 ottobre 2009

crisi anche nel 2010

Sicuramente nel 2010 ci sarà più crisi di adesso . Qui due sono le cose o raddoppiano i stipendi oppure diminuiscono i prezzi di tutto quello che in questi anni e più che raddoppiato dalle materie prime alm prodotto finitoe questo lo sanno tutti, e in'utile fare chiacchiere se non si fa una di queste due cose , la crisi va avanti per anni, più si va avanti e più dura perchè la gente ha sempre meno soldi. Fino ad oggi sono state aiutate le banche , che non danno danaro alle piccole imprese ,e le industrie automobilistiche.

n° 1
marino sabato, 24 ottobre 2009

R: crisi anche nel 2010

eh...sì finalmente qualcuno che ne capisce qualcosa---ho letto ieri una fantomatica soluzione da parte di un certo dottor---ma va a dar via il @#?*%$ che e' meglio----economisti a dx e a sx dx e sx tutti dei prima elementari.La ricetta e' quella da te illustrata ma,deve essere supportata da quella banda di imbecilli di taliani che hanno permesso il raddoppio poi il triplo dei prezzi -siano essi mobiliari o immobiliari(case-mercati azionari e derivati-banche che falliscono dandoti 1 o 2 punti sui tuoi euri e pretendendone 7 o 8--------la mortadella che nel 2000 costava 700 lire ora costa la piu' straccia 2500 lire e gli stipendi mica sono aumentati---personalmente il mio e' fermo dal 1995 quando la mortadella costava 600 lire.L'unica cosa che non est aumentata in base alla rivalutazione monetaria e inflazione e' la benzina(se facciamo i conti x bene e' proprio così,la matematica non e' una opinione).E' una tecnica in uso da almeno 50 anni per far si che l'uomo si sposti e compri a costo di non cambiarsi le mutande x 2 mesi,basta ogni tanto girarle.Personalmente e' dal 2002 che sono accorto sui prezzi ma,fin quando ce stata na massa di milioni di @#?*%$ acquirenti che hanno alimentato sto processo levitatorio-di speculazione etc.se lo sono preso ner @#?*%$ anche i lungimiranti che avevano previsto sta catastrofe.Era meglio il vecchio serpentone SME----penso proprio di sì.ALLEGRIA ORAMAI SIAMO GIA' PREDA DELL'ANOMIA E caro interlocutore Questa e' una brutta bestia-ti divora il cervello,il fisico e ti porta tutto via,sia il negativo che il positivo.Ciao buonanotte

b sabato, 31 ottobre 2009

R: R: crisi anche nel 2010

che era bella la lira con 100.000 lire ti sentivi ricco...governi di @#?*%$...

alessandro di napoli sabato, 31 ottobre 2009

R: R: R: crisi anche nel 2010

concordo, e sottolineo: l'inserimento dell'euro con banconote minime di 10.000 lire è servito solo a dimezzare gli stipendi, poichè non lo si poteva fare ufficialmente lo si è fatto col cambio di valuta.
Poi chi se ne è accorto ed ha potuto ha aumentato i suoi prezzi, cornetto, pizza, mortadella etc per recuperare lo scarto.
Questo ha messo in moto una crecita economica ( tutti spendevano di più) adesso sono finiti i soldi e si sono aggiunti i truffatori ( mondo della finanza non controllata)
Ovvio: adesso si devono tirare i remi in barca, chi ha mangiato a quattro palmenti deve stringere la cinghia. Questo è!

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