Il mercato dell’arte nostrano, da sempre, soffre di sottodimensionamento, inefficienza e provincialismo, a dispetto della ricchezza del nostro patrimonio artistico
di
Antoh Mansueto,
ArsLife, il giornale online specializzato nella critica d’arte e nell’economia dell’arte, ha deciso di portare con decisione l’Italia nel mercato internazionale, che già segue con puntualità per i lettori italiani, ed ha aperto una sede e un giornale online in inglese per Londra (ArsLifeLondon.com). La centrale operativa, però, resta e vuol restare a Milano.

Il passo deciso da Paolo Manazza, giornalista di esperienza di primo livello e fondatore di ArsLife, è un passo importante, in quanto il mercato dell’arte nostrano, da sempre, soffre di sottodimensionamento, inefficienza e provincialismo, a dispetto della ricchezza del nostro patrimonio artistico. Accorciare le distanze con Londra, capitale mondiale del mercato dell’arte e delle nuove proposte artistiche, non può che far crescere l’arte italiana.
Quindi questo progetto è degno di nota e va ad affiancarsi ad un paio di progetti già realizzati da edizioni cartacee. Come giornale virtuale, tuttavia, ArsLife offre ai lettori quel tempismo e dinamismo che una edizione cartacea mensile non può garantire. Né è possibile immaginare un giornale cartaceo quotidiano sull’arte. Lo spazio che occupa ArsLife come giornale online, è molto interessante. Abbiamo quindi deciso di fare qualche domanda al direttore di ArsLife, Paolo Manazza.
Direttore, dunque ArsLife ha deciso di osare ed ha aperto non solo il sito inglese, ma anche una sede operativa a Londra…Certo. C’è una sede operativa a Londra. Ma ciò che conta non è un ufficio fatto di cavi e stampanti (che ovviamente abbiamo): questo tipo di approccio è da noi giudicato assolutamente obsoleto. Voglio ricordare che ArsLife è un giornale online, e quindi svincolato per sua stessa natura quasi interamente dalla materialità di un ufficio. La tecnologia ci permette ormai di lavorare facilmente da qualsiasi parte del globo noi ci veniamo a trovare. A Londra –però- abbiamo fatto in modo di avere persone, molti occhi e capitale umano.
Quali le ragioni di una sede a Londra? A che serve?Essere fisicamente presenti a Londra ci permette di monitorare la realtà artistica internazionale. Dal 2008 la capitale inglese è tornata a essere il maggior centro per transazioni d'arte al mondo ed è indubbiamente anche una fucina sempre attiva nella creazione di nuove tendenze artistiche. Londra è una sorta di grande fabbrica che lavora la materia prima e consegna poi al mondo intero il prodotto finito. Qui si sviluppano tutte le fasi legate alla produzione, alla promozione e alla commercializzazione dell'arte. E’ il posto dove stare, soprattutto in determinati periodi dell'anno, quando si tengono le grandi aste serali. Puoi incontrare solo qui le persone più importanti e più influenti al mondo nel campo dell’arte.
Che tipo di attività farà la vostra redazione a Londra?ArsLifeLondon si occuperà di arte antica, moderna e contemporanea, sia dal punto di vista della pura critica che sotto l'aspetto di approfondimenti sul mercato. L'attività dell'ufficio di Londra sarà comunque in stretta sinergia con quella della redazione centrale di Milano. Tuttavia essere presenti nella capitale inglese significa per noi essere presenti sul territorio. E questo è fondamentale. Un po’ come avviene per le agenzie di stampa. Solo che noi siamo ultra specializzati. Credo che questa possa essere una prima tappa dello sviluppo di ArsLife. Stiamo lavorando per l’apertura di altri uffici in diverse capitali, per ora europee. Non sarebbe male aprirne uno all’anno. Il 2011 potrebbe essere la volta di Paris.
Quali i partners del progetto? Tutti i nostri uffici di corrispondenza all’estero sono e saranno aperti con dei Partners specifici. ArsLife genera una sorta di Franchising. In che modo? Semplice: noi forniamo tutto il supporto tecnologico (piattaforma digitale, smart per verifiche, indicizzazioni, controlli, hosting, ecc.). Oltre ovviamente a mettere a disposizione full time tutti i nostri contenuti e l’attività della redazione centrale. Il Partner interviene su territorio a caccia di notizie e aggiorna (insieme a noi) il sito specifico. In cambio riceve congrue percentuali dell’advertising raccolto sul sito in loco che in pratica raddoppia gli spazi rispetto al sito madre. Ovvio che il sito di Londra (e in futuro di altre capitali) rappresenta un’occasione con i fiocchi per gli operatori inglesi interessati al mercato italiano e per quelli italiani interessati a quello inglese. Il vero problema non è attivare un Franchising , ma trovare il Partner giusto. In grado di garantire un servizio in presa diretta e di integerrima obbiettività e qualità dell’informazione (com’è nello stile del marchio ArsLife). Per Londra, dopo aver visto e incontrato decine di persone, abbiamo scelto la dottoressa Alice Capiaghi il cui curriculum breve è presente nel sito, la quale ci è subito apparsa come la persona migliore per la sua grande conoscenza dei meccanismi internazionali del mercato dell’arte (due Lauree e studi da Sotheby’s).
Qual e’ il target del progetto ArsLife: I collezionisti che seguono le aste, gli artisti che vogliono conoscere il mercato, gli artisti che vogliono sbarcare a Londra?Il target di ArsLife nel mondo coincide con tutti coloro che seriamente si interessano a 360 gradi di arte. Il vero problema, con Internet, non sarà più il target specifico, ma noi crediamo la qualità dell’informazione. Il futuro Web3 a nostro avviso coinciderà con lo sviluppo di siti in grado di presentarsi come vere e proprie piattaforme di news ma anche dibattito e scambio di opinioni sotto la regia di professionisti dell’informazione. La credibilità al posto dell’apparire a tutti i costi. La super-nicchia al posto dell’informazione generalista morta in tv e resuscitata malamente -per ora- sul web.
Si farà anche promozione attiva (mostre etc.) per artisti e arte italiana a Londra?Non solo, vorremmo sempre mantenere un stretto rapporto tra Italia e UK. La comunità italiana è una delle più consistenti a Londra e ci piacerebbe poter essere per questa, o per lo meno la parte che si interessa di arte, un vero punto di riferimento. Tuttavia abbiamo deciso di costruire il sito in inglese e non in italiano: questo perché vogliamo posizionarci sul mercato internazionale senza limiti di fruibilità. La lingua inglese è lo strumento condiviso negli ambienti internazionali. E’ il codice franco che ci permette di comunicare con tutto il mondo. Il nostro obiettivo è portare all'estero un marchio dell'eccellenza italiana. Per questo, nonostante la centralità linguistica dell’inglese, abbiamo scritto ben chiaro che l’HEAD OFFICE è ITALIANO. Vogliamo essere ambasciatori nel mondo dell’Italia come luogo di eccellenza mondiale per l’arte. Credo sia un dovere prima ancora che un desiderio legato al business
Ci sarà una versione con cronaca inglese e una con cronaca italiana del sito o un' unica edizione tradotta in due lingue?I siti sono due. Sito inglese e quello italiano viaggeranno su binari paralleli, senza escludere periodiche convergenze. Ciò significa che ognuno avrà contenuti propri e originali e che, a volte, in caso di notizie di una certa portanza, vi potranno essere delle coincidenze. Ad esempio in questi giorni Londra è il fulcro del mondo dell'arte mondiale grazie alle aste di Arte Impressionista e Moderna e di Arte Contemporanea. Notizie, risultati, e commenti saranno riportati da entrambi i siti con solo piccole differenze: la redazione inglese si concentrerà prima di tutto su un lavoro "sul campo", mentre quella italiana sarà più "ragionata". Un altro esempio potrà essere quello delle Italian Sale che si tengono sempre a Londra in ottobre: sarà un grande evento che si terrà nella capitale inglese, ma la cui portata avrà importanti effetti anche sulla realtà italiana
Quindi, in sintesi, quali vantaggi per l'arte italiana -o il mercato dell'arte in Italia- avrà dalla vostra presenza a Londra?Sapere cosa accade fuori dalla propria soglia di casa è sempre utile. Allargare i propri orizzonti non può che portare benefici sia a nostri lettori italiani che ci seguono fedelmente, sia per il sistema-Italia che si arricchisce di un mezzo informativo valido, attento e conoscitore della realtà italiana come di quella inglese.
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