Alto tradimento, con beffa finale
L'Italia è una repubblica oligarchica fondata sulle rendite. La sovranità appartiene al mercato che la esercita a suo piacimento nel pieno disprezzo della Costituzione ufficiale; il lavoro è sottomesso alle decisioni del mercato, anche quelle occulte ed inconfessabili
di Redazione Soldionline 9 gen 2009 ore 15:20Sono circa 30 anni che quello sopra riportato è, di fatto, il primo articolo della costituzione reale del nostro paese, nonché il vangelo di Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Banca per i Regolamenti Internazionali, ecc...
I nostri guai iniziarono nel 1970 con la controrivoluzione “monetarista” di Milton Friedman (1) che ha realizzato una tragica profezia di Kalecki (2).
Entrò pesantemente in vigore:
- in Cile, l’11 settembre 1973 con l’abbattimento del governo democratico di Allende;
- in Argentina, nel 1976 con la dittatura Videla (3);
- negli Stati Uniti, il 6 Agosto 1979 con l'avvento a capo della FED di Paul Volcker (4), recentemente riesumato da Obama (è assai poco probabile che il lupo perda il vizio);
- da noi, nel settembre ’79 con l'avvento a capo di bankitalia di Ciampi, al posto del mai sufficientemente rimpianto Paolo Baffi, caduto politicamente sotto il fuoco incrociato delle brigate rosse e della magistratura deviata (5);
- fortunatamente per loro, in Francia ed in Germania, solo negli anni ’90 col trattato di Maastricht.
Era il mercato e l’esigenza di stare al passo coi tempi che volevano i nostri Tassi Ufficiali di Sconto costantemente superiori all’inflazione (6), portandoci il rapporto debito PIL dal 60 al 124% in pochi anni. Il protagonista politico di questo scempio ne era perfettamente consapevole (7).
Era il mercato e l’esigenza di stare al passo coi tempi che volevano l’abbandono della Politica Monetaria di Einaudi e Menichella caratterizzata da alta Base Monetaria e basso moltiplicatore bancario; quella PM che fece regredire il rapporto debito PIL dal 107,9 del 1943 al 32,5 del 1963 (8).
Era il mercato e l’esigenza di stare al passo coi tempi che volevano l’abbandono della vecchia legge bancaria redatta negli anni ’30 proprio per contrastare gli eccessi che portarono alla crisi del ’29.
Era il mercato e l’esigenza di stare al passo coi tempi che volevano la drastica riduzione dei redditi da lavoro a vantaggio delle rendite; di qui l’esigenza forsennata ed isterica della globalizzazione, costi quel che costi: minor costo del lavoro = maggiore rendita parassitaria.
La lista sarebbe lunghissima; evito di riportarla.
Ovviamente i nostri responsabili del secondo dopoguerra non erano dei fenomeni; erano semplicemente uomini che rispettavano le regole e non baravano.
La Costituzione diceva che la nostra repubblica era fondata sul lavoro? Bene! Operavano in questo senso!
Alzando la Base Monetaria e contraendo il moltiplicatore bancario si favoriva, in solido, il lavoro, l’economia reale, la giustizia sociale che uno Stato può portare con sé; questo non significava che la proprietà e le rendite erano criminalizzate: significava semplicemente che andavano coordinate col lavoro e le altre funzioni sociali essenziali in modo da avere un sistema sostenibile, come ben teorizzato da Keynes e come ben sperimentato in tutto il mondo fino agli anni ‘70. Abbandonando quella Politica Monetaria ed adottando quella monetarista friedmaniana, di fatto, si è introdotto il primato del mercato e delle rendite sul lavoro, addivenendo inevitabilmente a quello squallido primo articolo della costituzione deviata di cui all’inizio di questo intervento; addivenendo inevitabilmente ad una configurazione socio-economica decisamente insostenibile. Solo Brunetta non se ne è ancora accorto (9).
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Era il mercato e l’esigenza di stare al passo coi tempi che volevano l’abbandono della Politica Monetaria di Einaudi e Menichella caratterizzata da alta Base Monetaria e basso moltiplicatore bancario; quella PM che fece regredire il rapporto debito PIL dal 107,9 del 1943 al 32,5 del 1963 (8).
Era il mercato e l’esigenza di stare al passo coi tempi che volevano l’abbandono della vecchia legge bancaria redatta negli anni ’30 proprio per contrastare gli eccessi che portarono alla crisi del ’29.
Era il mercato e l’esigenza di stare al passo coi tempi che volevano la drastica riduzione dei redditi da lavoro a vantaggio delle rendite; di qui l’esigenza forsennata ed isterica della globalizzazione, costi quel che costi: minor costo del lavoro = maggiore rendita parassitaria.
La lista sarebbe lunghissima; evito di riportarla.
Ovviamente i nostri responsabili del secondo dopoguerra non erano dei fenomeni; erano semplicemente uomini che rispettavano le regole e non baravano.
La Costituzione diceva che la nostra repubblica era fondata sul lavoro? Bene! Operavano in questo senso!
Alzando la Base Monetaria e contraendo il moltiplicatore bancario si favoriva, in solido, il lavoro, l’economia reale, la giustizia sociale che uno Stato può portare con sé; questo non significava che la proprietà e le rendite erano criminalizzate: significava semplicemente che andavano coordinate col lavoro e le altre funzioni sociali essenziali in modo da avere un sistema sostenibile, come ben teorizzato da Keynes e come ben sperimentato in tutto il mondo fino agli anni ‘70. Abbandonando quella Politica Monetaria ed adottando quella monetarista friedmaniana, di fatto, si è introdotto il primato del mercato e delle rendite sul lavoro, addivenendo inevitabilmente a quello squallido primo articolo della costituzione deviata di cui all’inizio di questo intervento; addivenendo inevitabilmente ad una configurazione socio-economica decisamente insostenibile. Solo Brunetta non se ne è ancora accorto (9).
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politica monetaria
, lino rossi



falsità
E' un articolo di propaganda, che deliberatamente vuole confondere le idee sugli anni 70, dando ad intendere che il monetarismo di Friedman sostituì le teorie keynesiane all'inizio degli anni 70: in realtà fu al loro termine (per esempio il programma televisivo di Friedman "Free to choose", che ebbe un grosso impatto sul modo di pensare dell'americano medio, andò in onda a cavallo tra gli anni 1979 e 1980). I disastri degli anni 70 segnarono la fine del signoraggio di Stato praticato su larga scala.
Come al solito dietro fumose parole stanno concetti molto semplici: quando l'autore di questo articolo dice "politica monetaria caratterizzata da alta base monetaria e basso moltiplicatore bancario", vuol dire che finanziavano le spese dello Stato in eccesso rispetto agli introiti fiscali stampando denaro, invece che emettendo titoli di Stato (debito). Il debito esplose negli anni 80 perchè il resto del mondo aveva smesso di farlo, e noi ci adeguammo (più o meno), ma non furono tagliate le spese dello Stato, perchè il politico non volle (come al solito) affrontare la piazza.
Una politica monetaria simile, oggi, sarebbe possibile solo uscendo dall'euro. "Monetizzare il debito" (pagarlo con soldi stampati di fresco) farebbe crollare il valore della nuova lira provocando inflazione: si restituirebbe competitività ai nostri prodotti sui mercati esteri (una competitività basata sul fatto che costano poco, non che sono buoni) al prezzo di distruggere i risparmi privati.
La Germania negli anni 70 seguì una politica di rigore, non inflazionistica: il marco si apprezzava di continuo rispetto alle altre valute, le sue industrie erano costrette ad innovare e a fare prodotti migliori per reggere la competizione di chi inflazionava, i capitali privati per sostenere questo sviluppo non erano espropriati dalla politica monetaria, lo Stato era costretto al rigore dei conti.
Il successo della Germania di oggi ha le sue radici negli anni 70, e si spiega con politiche monetarie opposte a quelle che si propinano in questo articolo.
Illuminante
Complimenti per l'articolo Rossi! Alla fine siamo partiti dalle toerie fuorvianti sulla truffa del signoraggio, e siamo giunti semplicemente all'evoluzione del sistema monetario, schiacciato tra gli spauracchi del debito e dell'inflazione.
Da quel che ho capito, prima di Keynes si privilegiava inflazionare l'offerta di moneta per uscire dalla crisi (con effetti devastanti sui prezzi), mentre dopo Keynes venne Friedman che ci insegnò che per tenere a freno l'inflazione bisognava tenere il costo del denaro sensibilmente più alto dell'inflazione. Due politiche opposte, ma al contempo devastanti.
Keyens invece sosteneva che il costo del denaro dovesse essere tenuto a livelli simili a quelli del tasso d'inflazione (FOI), e in caso di crisi e spinte inflazionistiche ridurre il moltiplicatore monetario a vantaggio del denaro fisico.
Sbaglio?
truffe
eppure a me sembra semplicemente che i truffatori siano più bravi dei truffati, non c'è nulla di "economia" nelle catene di s. antonio..
Saperinvestire
ARIDATECE GALLAZZI
Il moltiplicatore monetario
VA ABOLITO perchè è una truffa legalizzata e mascherata dal gioco della partita doppia.
NON VA DIMINUITO, se non capisci questo punto AMEN, ma prendi bordate da tutte le parti.
Non dissentire solo poi...
Basso moltiplicatore = crisette e bollette
Alto moltiplicatore = crisone e bubboni
Io sinceramente non voglio nè le crisette nè i bubboni, poi fai tu.