Alitalia un anno dopo
Il Sole 24 Ore ha pubblicato un’analisi sullo stato dell’attività di Alitalia a un anno dall’avvio dell’operatività della nuova compagnia.
di Edoardo Fagnani 15 gen 2010 ore 14:01per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
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- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.
Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:
Alitalia
Il Sole 24 Ore di mercoledì 13 gennaio ha pubblicato un’analisi sullo stato dell’attività di Alitalia a un anno dall’avvio dell’operatività della nuova compagnia. Il quotidiano finanziario ha intervistato l’amministratore delegato, Rocco Sabelli. Il manager punta a chiudere il 2010 con ricavi e quote di mercato in crescita di oltre il 10%. Le prossime sfide di Alitalia saranno con le compagnie low cost e l’alta velocità ferroviaria.
Affari&Finanza, l’inserto del lunedì del quotidiano La Repubblica, ha riportato altre dichiarazioni di Rocco Sabelli. Il manager ha celebrato gli ultimi successi della compagnia, evidenziando come la società abbia raggiunto una regolarità del 99,5% nei voli e che entro il 2011 sarà raggiunto il punto di pareggio. Nel secondo semestre del 2009 è già stato raggiunto il pareggio operativo. Nel frattempo sono stati assunti un migliaio di lavoratori in più di quanto previsto inizialmente e presto saranno aperte nuove rotte. Tra i punti di forza i bassi costi per passeggero, di gran lunga inferiori a quelli dei maggiori competitor internazionali e vicini a quelli delle low cost.
Nel corso di un’intervista rilasciata al TG1, il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, ha dichiarato che a un anno dalla nascita di Alitalia la compagnia aerea è in grado di competere con i grandi gruppi internazionali del settore. Il manager ha assicurato che non cederà il controllo di Alitalia ad AirFrance-KLM.
Alitalia sarebbe intenzionata ad affidare la manutenzione dei motori dei propri Airbus ad Ams. La commessa sarebbe in esclusiva.
Tango Bond
Secondo alcune indiscrezioni di stampa la Banca Centrale Argentina starebbe aprendo un conto speciale formato dalle riserve in valute estere, nonostante il parere negativo dei giudici. Il conto sarebbe utilizzato per ripagare il debito pubblico.
Il Sole 24 Ore di martedì 12 gennaio ha riportato la notizia che l’ex governatore della Banca Centrale Argentina, Martin Redrado, è stato reintegrato nelle sue funzioni, dopo essere stato costretto alle dimissioni dal presidente della Repubblica Argentina, Cristina Kirchner.
Secondo quanto scritto da MF di mercoledì 13 gennaio il tribunale distrettuale di New York avrebbe deciso di bloccate i conti statunitensi della Banca Centrale Argentina.
Nel corso di un’intervista rilasciata all’agenzia stampa Reuters il ministro dell’economia dell’Argentina, Amado Boudou, ha ribadito che il progetto di riaprire l’offerta sui titoli andati in default nel 2001 prosegue in linea con i tempi previsti. L’operazione potrebbe partire entro la fine di gennaio. Il governo argentino ha ribadito la volontà di creare un fondo in cui far confluire le riserve in valuta estera, necessarie a rimborsare il debito. Tuttavia, secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di giovedì 14 gennaio, l’operazione di scambio resta in bilico dopo che il tribunale distrettuale di New York ha bloccato un conto del’istituto centrale argentino.
Sempre l’agenzia Reuters ha intervistato Hernan Lorenzino, segretario alle finanze del governo argentino. Il politico ha ribadito la volontà di procedere con il lancio della nuova offerta di scambio sui bond andati in default nel 2001 entro la fine di gennaio o al massimo entro i primi giorni di febbraio.
Il Corriere della Sera di venerdì 15 gennaio ha descritto il road show internazionale di Robert J. Shapiro, ex vicesegretario al Commercio dell'amministrazione Clinton, ora a capo dell'ATFA (www.atfa.org), la task forse argentina americana che riunisce 30 grandi istituzioni statunitensi oltre a centinaia di piccoli risparmiatori. L'economista sarà a Milano la prossima settimana per convincere gli italiani a non accettare la riapertura del concambio del 2005 con cui il presidente argentino Kirchner vorrebbe chiudere i conti per le vittime del crac dei Tango Bond. Secondo Shapiro l'Argentina, prima del default da 20 miliardi di dollari, avrebbe messo da parte 50 miliardi di dollari alla Banca dei Regolamenti Internazionali in Svizzera.
General Motors – Ford
Il Sole 24 Ore di sabato 9 gennaio ha scritto che General Motors avrebbe messo in liquidazione la controllata svedese SAAB. Tuttavia, il colosso automobilistico statunitense starebbe ancora valutando quattro offerte per la controllata europea. Tra queste ci sarebbe anche una cordata in cui è presente Bernie Ecclestone, boss della Formula1. Intanto, i vertici della controllata tedesca Opel hanno ribadito la necessità di accelerare sul piano dei tagli dei costi.
Il Sole 24 Ore di domenica 10 gennaio ha scritto che una delegazione del governo svedese si è recata al quartier generale di General Motors, per evitare la liquidazione della controllata SAAB.
Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di martedì 12 gennaio, General Motors dovrebbe tornare a Wall Street entro la fine del 2010. Lo stesso quotidiano ha riportato le stime di vendita di automobili negli Stati Uniti, fornite dai principali gruppi statunitensi. I vertici di Ford prevedono un incremento del mercato del 20%, mentre General Motors, ritiene che le vendite di automobili possano attestarsi tra le 11 milioni e le 12 milioni di unità.
Secondo alcune indiscrezioni riportate dalla stampa straniera, Ford non avrebbe chiuso le porte a eventuali nuove offerte per la controllata svedese Volvo, nonostante il colosso statunitense abbia già raggiunto un accordo con il gruppo cinese Geely
Lehman Brothers
Plus, l’inserto del sabato del quotidiano Il Sole 24 Ore, ha riportato la notizia che il Tribunale di Venezia ha respinto la domanda di un risparmiatore, che aveva citato in giudizio un istituto di credito, dopo aver investito in obbligazioni Lehman Brothers sette mesi prima del default dell’istituto. Secondo i giudici, nel momento dell’investimento non era prevedibile il fallimento della banca statunitense, in quanto i rating sull’istituto era ancora elevato. Tuttavia, alcuni studi legali contestano questa sentenza, in quanto non tiene conto di altri fattori che evidenziavano il rischio di Lehman Brothers. In particolare, alcuni articoli giornalistici avevano avanzato l’ipotesi di difficoltà finanziarie per l’istituto. Senza trascurare che l’andamento del prezzo delle obbligazioni e dei CDS (titoli che consentono di assicurarsi dal fallimento di un’azienda) aveva potuto far presumere un possibile default della banca.
CorrierEconomia, l’inserto del lunedì del quotidiano Corriere della Sera, ha scritto che nelle casse del comune di Padova c’è un buco di 6 milioni di euro, dovuto all’investimento effettuato in bond emessi da Lehman Brothers. Il comune ha effettuato l’investimento, nonostante il parere negativo di IntesaSanpaolo. A questo punto il comune di Padova ha deciso di citare in giudizio Patti Chiari, in quanto il consorzio bancario aveva inserito i titoli della banca statunitense tra quelli a basso rischio. Non è esclusa la possibilità di intentare una class action nei confronti di Patti Chiari.
Parmalat
Secondo alcune indiscrezioni di agenzia, i vertici da Parmalat ritengono che la svalutazione della moneta venezuelana non avrà alcun impatto sui target finanziari del gruppo relativi al 2009. Le stime diffuse dall’azienda indicano una crescita del fatturato compresa tra l’1% e il 2% e un margine operativo lordo di 350 milioni.
Banca IMI ha limato a 2,1 euro il target price sul gruppo di Collecchio, dopo la decisione del Venezuela di svalutare la propria moneta. Tuttavia, gli analisti hanno ribadito l’indicazione di aggiungere le azioni in portafoglio.
Gli analisti di Nomura hanno tagliato il giudizio su Parmalat, portandolo a “Reduce” (ridurre). Il precedente rating “Neutrale” era datato 4 novembre. Gli esperti hanno anche ridotto a 1,8 euro per azione la valutazione sul titolo, in seguito all’aumento del prezzo del latte e della decisione del Venezuela di svalutare la moneta.
MF di venerdì 15 gennaio ha riportato le dichiarazioni di Sergio Erede rilasciate nel corso del processo in corso a Parma sul crack di Parmalat. L’avvocato, che è stato consigliere indipendente del gruppo di Collecchio ha precisato di essere stato all’oscuro della situazione in cui si trovava l’azienda, evidenziando che a un consigliere indipendente non spetta il ruolo di revisore dei conti.
La Repubblica di venerdì 15 gennaio ha riportato le dichiarazioni di Fausto Tonna, il vecchio responsabile finanziario di Parmalat ai tempi della gestione Tanzi. Secondo l'ex manager il gruppo di Collecchio pagava commissioni aggiuntive a Bank of America per il suo silenzio. Il meccanismo era consolidato e riguardava la controllata irlandese, Eurofood. Quest'ultima emetteva titoli di debito che venivano collocati presso un Trust. Poi avveniva il collocamento di certificati di pari valore nozionale agli investitori istituzionali con tassi corrisposti da quest'ultimi che erano inferiori a quelli pagati da Eurofood al Trust. Questo differenziale era la remunerazione di Bank of America.
Safilo
Safilo ha stimato che stima che per il 2009 l’operazione di cessione delle catene di vendita al dettaglio non strategiche impatterà in maniera del tutto marginale sulla struttura patrimoniale del gruppo, mentre a livello finanziario avrà un impatto positivo per 13,7 milioni di euro, pari al corrispettivo di cessione.
Piaggio
La divisione Piaggio Veicoli Commerciali ha registrato nel 2009 una crescita delle vendite del 5,4% rispetto al 2008. La quota di mercato complessiva è migliorata dello 0,75% portandosi al 2,94% del mercato italiano dal 2,09% del 2008.
It Holding
Secondo quanto scritto su MF di giovedì 14 gennaio, le piccole imprese che avevano in corso contratti con Ittierre (società del gruppo It holding) potrebbero risentire anche delle difficoltà finanziarie di Mariella Burani FG. Le aziende in questione, infatti, lavoravano per conto terzi per entrambe le società.
Secondo alcune indiscrezioni, la prossima settimana i commissari straordinari di It Holding presenteranno al ministero dello Sviluppo economico il progetto di vendita della controllata Malo. Nessuna novità, invece, per le altre aziende del gruppo.
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Chi vivrà vedrà!
Per Fedele,
Se le cose stanno come dici non ci sono problemi ed in futuro vedremo come andrà a finire! Chi vivrà vedrà! Grazie per il tuo contributo!
le rispondo x chiarezza
ma Lei crede veramente che chi che sia arrivi a quotarsi sui mercati regolamentati,MOT,extraTLX HiMid etc etc,sarebbe interessante inece sapere
a quale titolo il FMI prestava i soldi all'Argentina,e tale paese cosa offriva in cambio di tali finanziamenti,non credera' mica che lo facessero x spirito umanitario e di sostegno ad un paese nemmeno europeo in difficolta
e che ruolo ha avuto La BCE su tale rapina,poiche di questo si TRATTA,RAPINA
a mano armata perpretata dal Solito sistema che è molto bravo nell'occutare
le prove ed sa benissimo che una Rogatoria internazionale è costosa lunghissima e dall'esito incerto,ecco perchè tutto cio,i MERCATI REGOLAMENTATI Consob,Borsa Italia,ABI ma cosa crede chi siano tali organismi
e le cariche di tali Organismi sa da ove vengono,e poi vada a vedere chi erano i collocatori,capira' che l'Argentina non ha potuto fare tutto da sola,Lei ha mai sentito negoziare Obbligazioni del Burundi,sono tutte cose create ad arte CRIMINALE,una cosa la condivido,ci vorrebbe veramente la dinamite di Pancho Villa,ma so io ove andrebbe posta
R: le rispondo x chiarezza
ed inoltre come mai FMI che vantava ingenti crediti nei confronti di Argentina,non ha mai piu fatto sapere niente,so per certo che FMI ha fatto onorare il debito,qualche cosa di oscuro vi è in tutta la vicenda
Vedo oggi che mi sono sbagliato di molto poco!
Il 13 gennaio avevo scritto quanto segue:
Pancho Villa usava la dinamite per aprire la cassa forte della banca, Cristina Fernandez ha usato un decreto presidenziale! La differenza non è tanta, più o meno siamo sullo stesso piano! Anche i bond argentini erano su di un piano che era leggermente inclinato . . . . . verso la cassa forte dello Stato argentino e restituire il maltolto . . . . ma quanto è difficile?
Vedo oggi che mi sono sbagliato di poco! Pensavo che la razzia sui Bond argentini fosse finita verso la cassa forte dello Stato argentino, invece, stando all’affermazione odierna di Shapiro, l’Argentina avrebbe messo da parte 50 miliardi di dollari alla Banca dei Regolamenti Internazionali in Svizzera!
Infatti la notizia di oggi, relativa ai Tango Bond, termina così:
Secondo Shapiro l'Argentina, prima del default da 20 miliardi di dollari, avrebbe messo da parte 50 miliardi di dollari alla Banca dei Regolamenti Internazionali in Svizzera!
Complimenti a Cristina e compagni tutti, che vorrebbero ritornare sui mercati internazionali del credito? Sarebbe pura follia prestare ancora credito all’Argentina? Prima restituisca, fino all’ultimo centesimo, quello che ha razziato in giro per il mondo!