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Alitalia, risparmiatori ancora a secco

Il ritardo sarebbe dovuto a problemi tecnici che dovrebbe essere risolti al massimo entro due mesi. I risparmiatori coinvolti sarebbero circa 10mila

di Edoardo Fagnani 14 mag 2010 ore 11:38
Gentili lettori,
per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.


Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:


Alitalia
Secondo quanto scritto su MF di martedì 11 maggio, gli obbligazionisti e gli ex azionisti di Alitalia che avevano aderito al piano di scambio proposto dal governo italiano non avrebbero ancora ricevuto i titoli di stato con scadenza dicembre 2012, offerti in alternativa ai titoli emessi dalla compagnia aerea. Secondo quanto riportato sul quotidiano finanziario, il ritardo sarebbe dovuto a problemi tecnici che dovrebbe essere risolti al massimo entro due mesi. I risparmiatori coinvolti sarebbero circa 10mila.
Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di mercoledì 12 maggio nel mese di marzo la puntualità di Alitalia si è attestata all’82%, in forte crescita rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Ad aprile la puntualità della compagnia aerea, depurata dell’effetto vulcano islandese, è stata dell’82,9%.
Alitalia ha chiuso il primo trimestre del 2010 con una perdita operativa di 125 milioni di euro, in contrazione rispetto al rosso di 210 milioni registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Nel periodo in esame il fatturato è cresciuto a 639 milioni di euro, dai 515 milioni del primo trimestre del 2009. A fine marzo l’indebitamento netto di Alitalia ammontava a 903 milioni di euro. Nel primo trimestre la compagnia aerea ha trasportato 4,7 milioni di passeggeri, mentre il tasso di riempimento dei vettori è cresciuto al 64,5%.
Secondo quanto scritto su Il Messaggero di venerdì 14 maggio il management di Alitalia avrebbe rivisto i target finanziari per i prossimi esercizi e avrebbe rinviato al 2012 il ritorno all’utile. La compagnia aerea dovrebbe chiudere l’esercizio in esame con un risultato finale nell’ordine dei 20-30 milioni di euro.

Tango bond
L’Argentina ha comunicato di aver spostato dal 12 al 14 maggio la prima scadenza per l’offerta di scambio sui bond andati in default nel 2001. La scadenza è relativa agli investitori istituzionali.
Affari&Finanza, l'inserto del lunedì del quotidiano La Repubblica, ha pubblicato un articolo del professor Beppe Scienza sulle obbligazioni argentine. Il docente di Matematica all'Università di Torino sostiene che i 250mila italiani che avevano investito nell'Argentina sono stati traditi due volte: nel 2005 da chi li convinse a non aderire alla prima ristrutturazione del debito e ora dalla nuova offerta della nazione sudamericana. Si è aperta, infatti, una nuova possibilità per uscire dai vecchi titoli andati in default ma chi accetta adesso avrà in portafoglio 48 euro ogni 100 di valore nominale, mentre nella precedente offerta il rimborso è stato maggiore. Però, secondo Scienza, conviene accettare.
Secondo l'associazione A.R.T. difficilmente si arriverà a buon fine aderendo alla nuova offerta di scambio proposta dalla Repubblica Argentina sui bond andati in default nel 2001, dal momento che l’Argentina non sarà nelle condizioni di onorare le promesse fatte. "Pur lasciando liberi i bondholder di scegliere, sentiamo il dovere di ribadire l’importanza di mettere in mora la banca per bloccare la decorrenza dei termini di prescrizione. Ciò consentirà in un secondo momento di agire nei confronti dell’intermediario finanziario per il recupero del restante capitale", ha precisato l'A.R.T. A questo proposito l'associazione consiglia di aderire alla T.S.C. transazione stragiudiziale collettiva, le cui informazioni sono riportate sul sito di A.R.T. www.tangobond.it.
La TFArgentina ha dichiarato di aver predisposto due documenti relativi alla nuova offerta di scambio lanciata dalla repubblica Argentina. La documentazione è disponibile sul sito dell’associazione (www.tfargentina.it). I due documenti sono destinati agli obbligazionisti e ai risparmiatori che hanno fatto ricorso all’arbitrato internazionale (ICSID). L’associazione ha ricordato che gli investitori italiani possono ottenere informazioni sull'arbitrato inoltrando una richiesta di informazioni a info@tfargentina.it, oppure consultando il sito internet www.tfargentina.it. La TFArgentina ha ribadito che i risparmiatori che revocano la propria partecipazione ai procedimenti nei confronti dell'Argentina rinunciano ai benefici che potrebbero derivare dall'arbitrato.
La TFArgentina ha fornito la posizione ufficiale sulla nuova offerta di scambio promossa dalla Repubblica Argentina sui titoli andati in default nel 2001. L'associazione segnala che le condizioni dell'operazione non sono migliorative rispetto a quelle della prima offerta lanciata nel 2005, come già fissato dal governo del paese sudamericano. La TFArgentina segnala che "resta nell’autonomia decisionale dei singoli obbligazionisti ogni decisione sull’opportunità di aderire o meno alla nuova Offerta pubblica di scambio". L'intera documentazione può essere scaricata a questo link: http://www.tfargentina.it/download/TFA_Nota%20informativa_OPS%20Rep%20Arg_2010.pdf.
Inoltre, la TFArgentina ha fornito un aggiornamento sull'arbitrato internazionale ICSID (http://www.tfargentina.it/download/Lettera_aggiornamento%20ICSID.pdf).
All’8 maggio le adesioni all’offerta lanciata dalla Repubblica Argentina ammontavano a 28,2 milioni di dollari.

Parmalat
Gli analisti di Nomura hanno alzato il prezzo obiettivo sulla società alimentare, portandolo da 1,8 euro a 1,9 euro, in seguito a una revisione delle stime, dovuta all’effetto cambi. Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio.

General Motors – Ford
MF di giovedì 13 maggio ha riportato un’indiscrezione, secondo cui General Motors sarebbe interessata a riacquistare GMAC, società attiva nei finanziamenti per l’acquisto di automobili. Il colosso automobilistico non ha commentato l’indiscrezione.
Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di giovedì 13 maggio il governo tedesco sarebbe predisposto a concedere aiuti statali a Opel, la controllata europea di General Motors.

Piaggio
Nel mese di aprile Piaggio ha registrato una contrazione del 43% delle vendite di veicoli commerciali. Di conseguenza, la quota di mercato del gruppo è scesa all’1,85% rispetto al 3,33% del mese di aprile del 2009.

Risanamento
Plus, l’inserto del sabato del quotidiano Il Sole 24 Ore, è tornato sulla questione della vendita dell’area di Sesto san Giovanni, al momento di proprietà di Risanamento. Secondo quanto scritto sul settimanale, la società immobiliare valuta l’area 450 milioni di euro, mentre gli offerenti non sarebbero disposti a offrire più di 350 milioni.
Intanto, il gruppo immobiliare ha chiuso il primo trimestre del 2010 con un utile di 40,35 milioni di euro, in sensibile miglioramento rispetto alla perdita di 49,97 milioni di euro dello stesso trimestre dello scorso anno. La posizione finanziaria netta evidenzia un rosso di 2,96 miliardi di euro, in peggioramento dai 2,82 miliardi della fine del 2009.

Barilla
CorrierEconomia, l’inserto del lunedì del quotidiano Corriere della Sera, ha pubblicato i dati bilancio di Barilla. La società alimentare ha chiuso il 2009 con ricavi in leggero calo a 4,2 miliardi di euro, mentre il margine operativo lordo ha superato i 500 milioni. Barilla ha chiuso il 2009 con una perdita netta di 101 milioni di euro. A fine anno l’indebitamento netto ammontava a 870 milioni di euro. I vertici di Barilla hanno anticipato che nei primi mesi del 2010 il fatturato ha mostrato qualche segnale positivo e hanno confermato a 180 milioni gli investimenti programmati per l’esercizio. Il settimanale ha ricordato che l’azienda ha completato il processo di riorganizzazione e ha ribadito che non pensa alla quotazione.
Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di mercoledì 12 maggio Barilla starebbe valutando alcune offerte per la controllata Kamps. Tuttavia, il gruppo italiano non è intenzionato a svendere il gruppo tedesco.

Snia
MF di martedì 11 maggio ha scritto che Snia si torva a un passo dalla Prodi-bis, la procedura di amministrazione straordinaria che prevede due alternative: la ristrutturazione dell’azienda oppure la dichiarazione di fallimento. Il quotidiano finanziario segnala che il consiglio di amministrazione di Snia dovrà decidere se ricorrere contro la sentenza del tribunale di Milano, che aveva decretato lo stato di insolvenza della società.

Wind
Wind ha chiuso il primo trimestre del 2010 con ricavi per 1,39 miliardi di euro, in aumento dell’1,2% rispetto al risultato degli stessi mesi del 2009. Al contrario, l’utile netto si è ridotto da 59 milioni a 3 milioni di euro. A fine marzo l’indebitamento netto era sceso a 8,41 miliardi di euro, rispetto agli 8,54 miliardi di inizio anno.

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