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Accuse incrociate sul crack di Lehman

Secondo l’ex manager le responsabilità del fallimento di Lehman Brothers sarebbero della FED. La banca centrale USA ha rispedito al mittente le accuse

di Edoardo Fagnani 3 set 2010 ore 12:03
Gentili lettori,
per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.


Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:



Lehman Brothers
I quotidiani di giovedì 2 settembre hanno riportato alcune dichiarazioni dell’ex numero uno di Lehman Brothers, Dick Fuld, nel corso dell’audizione al Congresso davanti alla commissione di indagine sulla crisi finanziaria. Secondo l’ex manager le responsabilità del fallimento dell’ex colosso finanziario statunitense sarebbero della FED, che ha lasciato Lehman Brothers al suo destino e avrebbe aggravato la crisi finanziaria. Secondo Fuld, se la banca centrale statunitense avesse messo a disposizione la stessa liquidità concessa ai concorrenti, Lehman Brothers avrebbe potuto impostare un serio piano di salvataggio. Gli avvocati della FED hanno rispedito al mittente le accuse, segnalando che per l’ex colosso bancario non c’era alcun partner disponibile per un’acquisizione.
All’ex numero uno di Lehman Brothers ha risposto in prima persona Ben Bernanke. I quotidiani di venerdì 3 settembre hanno riportato le dichiarazioni del numero uno della FED, secondo cui l’ex colosso bancario statunitense sarebbe fallito anche con l’intervento del governo, determinando uno spreco di denaro pubblico.
Il Sole 24 Ore di mercoledì 1° settembre ha riportato la notizia che la procura di Roma ha in corso un’inchiesta sui contratti derivati siglati tra il 2003 e il 2004 tra la società Pisana e Lehman Brothers. I magistrati ipotizzano il reato di truffa ai danni del comune di Roma.
Intanto, secondo alcune indiscrezioni, due controllate di Lehman Brothers Holdings avrebbero bisogno di una ricapitalizzazione per diverse centinaia di milioni di dollari, per evitare al gruppo un fallimento più costoso.

Tango bond
MF di mercoledì 1° settembre ha segnalato che la caduta del peso argentino rischia di travolgere l’economia del paese sudamericano. La svalutazione della moneta, infatti, potrebbe comportare un imprevisto aumento dell’inflazione, che risulta già elevata. Secondo alcuni analisti nel 2010 l’inflazione in Argentina potrebbe attestarsi al 27%, il doppio rispetto alle comunicazioni ufficiali. Il quotidiano finanziario ha evidenziato che il costo per assicurarsi dal fallimento dell’Argentina continua a crescere. Il prezzo dei CDS è arrivato a sfiorare i 1.000 punti.

Parmalat
MF di martedì 31 agosto ha riportato la notizia che Parmalat è riuscita a portare nelle proprie casse 16 milioni di euro, relativi all’esposizione nei confronti di Parmatour, verso cui il gruppo di Collecchio era esposto per complessivi 318 milioni di euro. Si tratta del secondo riparto dei crediti della società turistica. Nel primo riparto Parmalat aveva incassato circa 50 milioni di euro. I 16 milioni di euro si vanno ad aggiungere ai 2 miliardi recuperati negli scorsi trimestri attraverso le transazioni chiuse con le banche.
Parmalat ha comunicato che il 25 agosto il capitale sociale è aumentato da 1,729 miliardi a 1,733 miliardi di euro, in seguito al procedimento di accreditamento delle azioni e dei warrant ai creditori della società.
Da un’inchiesta pubblicata sul quotidiano La Repubblica di venerdì 3 settembre emerge che diverse società italiane sono ricche di liquidità per un ammontare complessivo di nove miliardi di euro. Tuttavia, nonostante queste risorse a disposizione, non sembrano esserci all’orizzonte importanti operazioni straordinarie. Il quotidiano ha riportato l’esempio di Parmalat. Il gruppo di Collecchio può vantare liquidità per 1,3 miliardi di euro e, nonostante queste risorse, non riesce a chiudere un’acquisizione rilevante.

General Motors – Ford
Secondo alcune indiscrezioni General Motors potrebbe tornare a Wall Street il 18 novembre. L’operazione di quotazione dovrebbe iniziare il 3 novembre, dopo la conclusione delle elezioni di medio termine.
Nel mese di agosto le vendite di automobili di General Motors negli Stati Uniti sono scese a 185.176 veicoli, rispetto ai 246.479 veicoli dello stesso mese dello scorso anno. Escludendo i marchi destinati alla vendita, il calo delle vendite sarebbe stato del 10,6%. In diminuzione del 10,7%, invece, le vendite di Ford ad agosto, passate da 176.323 veicoli a 157.503 veicoli.
I principali quotidiani di venerdì 3 settembre hanno riportato la notizia di un accordo industriale tra Ford e Brembo. Il gruppo bergamasco diventerà fornitore preferenziale per il colosso automobilistico statunitense.

Risanamento
Il Sole 24 Ore di sabato 28 agosto ha riportato la notizia che Risanamento ha rinviato al 6 settembre il cda per l’esame dei risultati del primo semestre, in quanto la società deve ancora valutare i costi relativi al sequestro l’area di Milano Santa Giulia. Secondo il quotidiano finanziario il costo della bonifica potrebbe aggirarsi nell’intorno dei 100 milioni di euro. Il Sole 24 Ore non esclude che la ricapitalizzazione di 150 milioni di euro, che sarebbe dovuta partire a fine settembre, possa slittare di qualche mese.
Secondo quanto scritto su Il Messaggero di martedì 31 agosto, i vertici di Risanamento avrebbero messo in allerta gli istituti di credito per anticipare il versamento dell’anticipo in conto aumento di capitale, per un ammontare di 38 milioni di euro. Lo stesso quotidiano, il 2 settembre, ha precisato che gli istituti di credito avrebbero preso tempo sull’anticipo all’aumento di capitale.
Intanto, secondo alcune indiscrezioni, il cda in agenda il 6 settembre potrebbe avere all’ordine del giorno anche la valutazione delle perizie sui costi per le bonifiche dell’area di Milano Santa Giulia e il conseguente impatto sul bilancio.

Wind
Secondo quanto scritto su MF di mercoledì 1° settembre, il numero uno di Wind, Naguib Sawiris avrebbe confermato le trattative con la compagnia russa Vimplecom per la cessione del controllo della holding Weather Investments. Il manager egiziano ha precisato di essere in trattativa con altre aziende. Anche Vimplecom ha confermato le trattative in corso per rilevare il controllo di Wind.

Piaggio
L’Ancma ha comunicato che nel mese di agosto la quota di mercato della società motociclistica in Italia è cresciuta al 34,5%, rispetto al 32,8% dello stesso mese dello scorso anno. Piaggio ha beneficiato dell’ottimo andamento nel segmento negli scooter.

Snia
Snia ha fornito l’aggiornamento mensile sulla struttura patrimoniale del gruppo. A fine luglio l’indebitamento netto della società era cresciuto a 25,3 milioni di euro, rispetto ai 24,7 milioni del mese precedente.


Commenti dal 1 al 1
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Silvano venerdì, 3 settembre 2010

Molte cause per riavere parte dei soldi investiti!

DALLA TOSCANA
Riapre la Confconsumatori di Prato

Prato, 3 settembre 2010 - Da lunedì 6 settembre riaprirà la sede della Confconsumatori di Prato con il consueto orario il lunedì e il venerdì dalle ore 16 alle ore 19.
"Un appello particolare - ricorda Marco Migliorati, presidente della Confconsumatori di Prato - va fatto anche a tutti gli investitori in Bond Argentina che ancora non si sono rivolti alla Confconsumatori di Prato, i quali, se ne ricorrono i presupposti, possono ancora riavere parte dei soldi investiti. Stiamo infatti predisponendo molte cause contro le banche e per il 90% dei soci che si sono rivolti ai nostri legali ci sono tutti i presupposti per riavere indietro dei soldi."
La Confconsumatori di Prato invita quindi tutti i cittadini che hanno investito in Bond Argentina a rivolgersi con fiducia presso la sede in via Umberto Giordano 12 dove il personale competente li aiuterà ad affrontare e risolvere il proprio problema.
Per maggiori informazioni rivolgersi direttamente alla sede di Prato, in via Umberto Giordano, 12, aperta il lunedì e il venerdì dalle ore 16 alle ore 19. La Confconsumatori può essere contattata al numero 380/4640227 o via mail all’indirizzo, confconsumatori.po@libero.it

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