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Unicredit, tra piano e aumento

Saranno settimane decisamente importanti per Unicredit, alle prese con la definizione del suo piano industriale e con la decisione di procedere o meno con un nuovo aumento di capitale. Aumenro che, per la stampa, è già definito

di Mauro Introzzi 3 nov 2011 ore 11:34
Saranno settimane decisamente importanti per Unicredit (quotazione Unicredit), alle prese con la definizione del suo piano industriale e con la decisione di procedere o meno con un nuovo aumento di capitale. Le parole pronunciate dai giorni scorsi dall'European Banking Authority, che per Unicredit ha individuato una necessità di un ulteriore rafforzamento patrimoniale per 7,38 miliardi di euro, hanno spinto i vertici della banca a ripensare alla struttura di capitale di capitale, anche se in unanota hanno evidenziato che l’importo segnalato dall’EBA sarà rivisto sulla base dei dati di fine settembre, ma anche considerando che “tenendo conto del cashes il buffer di capitale si riduce a 4,4 miliardi di euro circa”.
Secondo i vertici, infatti, il prestito cashes da 3 miliardi di euro circa dovrebbe essere computato ai fini della quantificazione del Core tier 1.

Sulla stampa, nel frattempo, si procede con il “toto aumento”. Alcuni organi di stampa parlando di 5 miliardi di ricapitalizzazione, altri si spingono fino a 6/7 miliardi di euro. Secondo il quotidiano La Repubblica in edicola questa mattina sarebbero già state allertate le banche che formerebbero il consorzio di garanzia all’operazione, che potrebbe vedere anche l'ingresso di nuovi soci stranieri.
Il giornale fornisce anche alcune indicazioni sul piano industriale che sarà presentato alla comunità finanziaria il prossimo 14 novembre. Il piano sarà "prudente e"senza svolazzi", con un particolare focus sulla banca commerciale.

Ma cresce anche l’attesa per i conti relativi al terzo trimestre dell’anno, approvati e diffusi anch’essi il prossimo 14 novembre. Proprio nelle scorse ore Unicredit ha fornito un aggiornamento sulle stime di consensus degli analisti, sulla base delle indicazioni elaborate da 19 broker italiani e internazionali.

Le previsioni indicano per il terzo trimestre del 2011 un utile netto di 6 milioni di euro, stima che si confronta con i 334 milioni ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno. Il margine di intermediazione e il risultato di gestione sono previsti rispettivamente a 5,79 miliardi di euro (stabile rispetto al risultato del secondo trimestre del 2010) e a 491 milioni.

Le stime degli analisti per l’intero 2011 indicano per Unicredit un utile netto di 1,96 miliardi di euro, in calo rispetto alla precedente stima di 2,59 miliardi. L’utile per azione, quindi, dovrebbe collocarsi a 0,1 euro. La banca aveva terminato il 2010 con un utile netto di 1,32 miliardi (0,06 euro per azione). Il margine di intermediazione dovrebbe passare da 26,35 miliardi a 25,88 miliardi di euro. La precedente stima indicava per Unicredit un margine di intermediazione di 26,81 miliardi.
Per il 2012, invece, gli analisti prevedono una crescita dell’utile netto, che dovrebbe sfiorare i superati i 2,7 miliardi di euro. L’utile per azione, quindi dovrebbe salire a 0,14 euro.


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