Unicredit tra Libia e bond
Unicredit ha comunicato il lancio di un covered bond della durata di 5 anni per un ammontare complessivo di 1,25 miliardi. Elevato l'interesse degli investitori
di Edoardo Fagnani 1 set 2010 ore 11:35Il Sole 24 Ore ha scritto che la Consob avrebbe colto l’occasione per chiedere chiarimenti sull’operazione che ha portato la banca centrale libica e la Libyan Investment Authority a detenere complessivamente il 7% del capitale di Unicredit.
L’organo di vigilanza del mercato azionario italiano vuole capire quali relazioni intercorrono tra i due azionisti, considerando che lo statuto della banca prevede un tetto del 5% sui diritti di voto per ogni socio. Al momento Unicredit non ha avuto nulla in contrario al rafforzamento dei soci libici nel capitale. Le indicazioni più aggiornate pubblicate sul sito Internet della Consob segnalano che la banca centrale della Libia detiene il 4,613% del capitale di Unicredit, mentre la Libyan Investment Authority risulta accreditata del 2,075%. La Consob sospetta che i due investitori abbiano concordato di suddividere le quote per evitare di superare la soglia di congelamento dei voti del 5%. Il quotidiano finanziario segnala che i rappresentanti della banca centrale libica e della Libyan Investment Authority dovrebbero fornire nei prossimi giorni la risposta alle contestazioni della Consob.
Secondo quanto scritto sulla stampa di ieri, i due soggetti avrebbero deciso di non incrementare, almeno per il momento, la quota detenuta nell’istituto guidato da Alessandro Profumo.
Il titolo garantisce un rendimento superiore di 98 punti base sul tasso mid swap di pari durata, che oscilla nell’ordine dell’1,7%. Il Btp con pari durata, sulla base delle rilevazioni di ieri, garantisce un rendimento lordo nell’orine del 2,6%-2,65%.
Il bond, riservato agli investitori istituzionali, ha ricevuto un interesse elevato dagli operatori. Secondo le indicazioni dei collocatori, le richieste avrebbero superato abbondantemente gli 1,5 miliardi di euro.
Le agenzie di rating hanno valutato il titolo “AAA”, vale a dire il giudizio più elevato per un’emissione obbligazionaria. Il rating risulta superiore al giudizio sulla struttura patrimoniale dell’istituto, fissato ad “Aa3” da Moody’s e ad “A” da S&P e Fitch.
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