Unicredit, il piano non piace
In queste ore il colosso del credito guidato da Alessandro Profumo ha presentato alla comunità finanziaria il piano industriale al 2010. Un piano accolto in modo negativo dagli addetti ai lavori, che nelle prime fasi della seduta hanno penalizzato il titolo.
di Anastasia Meloni 26 giu 2008 ore 10:29In queste ore il colosso del credito guidato da Alessandro Profumo ha presentato alla comunità finanziaria il piano industriale al 2010. Un piano accolto in modo negativo dagli addetti ai lavori, che nelle prime fasi della seduta hanno penalizzato il titolo.
La strategia generale del gruppo agirà su due leve, differenziate dal punto di vista geografico. Nell'area del Centro ed Est Europa si punterà ad espandere la rete, mentre nei mercati dell'Europa Occidentale l'attenzione sarà puntata su razionalizzazione, efficienza e controllo dei costi.
Nelle aree dell'Europa orientale continuerà al forte crescita con l'apertura di 1.300 nuove filiali e l'incremento dell'occupazione di 11.500 unità. I ricavi dell'area, secondo le stime, dovrebbero salire del 19% all'anno. I tre mercati principali dell'Europa Occidentale, invece, dovrebbero registrare costi operativi in crescita dello 0,8% all'anno, decisamente sotto ai tassi d'inflazione attesi. Così il cost/income ratio (il rapporto tra uscite e entrate) scenderà dal 56% al 51% del 2010. Unicredit, in particolare, si concentrerà sull'efficienza del capitale e su un impiego delle risorse di bilancio maggiormente orientato alla creazione di valore, riallocando il capitale per ridurre il rischio degli asset in alcune divisioni.
Dal punto di vista dei target, il gruppo mira a un deciso rafforzamento patrimoniale, che si concretizzerà in un Core Tier 1 del 7,1% nel 2010. Alla fine del piano l'Economic Value Added (che esprime la capacità dell'azienda di creare valore in termini monetari) dovrebbe passare da 2,9 a 4,8 miliardi di euro, con una crescita del 60%.
L'incremento dei ricavi dovrebbe raggiungere un tasso medio annuo del 6,7%, mentre gli utili per azione, negli obiettivi del gruppo, saliranno del 10%-12% in ogni esercizio. Per il 2008, intanto, è stato confermato l'obiettivo di un utile per azione in una forchetta compresa tra i 52 e i 56 centesimi di euro. Nel secondo trimestre dell'anno non è stata necessaria alcuna svalutazione netta del portafoglio ABS (asset backed securities).
Nel corso della giornata approfondimenti sulle dichiarazioni dei vertici di Unicredit e sui report degli analisti.

