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Unicredit e le nuove azioni

Le nuove azioni avranno le stesse caratteristiche e attribuiranno i medesimi diritti delle azioni attualmente quotate. Un confronto con l'aumento di Enel

di Edoardo Fagnani 15 gen 2010 ore 16:39
Aumento di capitale di Unicredit:
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Proseguiamo nella nostra analisi dell’aumento di capitale di Unicredit, andando a spulciare il prospetto informativo dell’operazione.

A pag. 401 il documento sintetizza le caratteristiche delle nuove azioni che saranno assegnate ai sottoscrittori a partire dal 1° febbraio. I titoli rinvenienti dall’aumento di capitale avranno godimento regolare e, quindi, saranno fungibili con le azioni ordinarie Unicredit attualmente negoziate presso la Borsa Italiana (per intenderci quelle che si trovano al FTSEMib), presso la Borsa di Francoforte, segmento General Standard, e presso la Borsa di Varsavia, a partire dalla data di emissione. Di conseguenza, anche le nuove azioni saranno munite della cedola n. 31 e seguenti. Il codice ISIN attribuito alle azioni sarà IT0000064854.
In pratica, le nuove azioni avranno le stesse caratteristiche e attribuiranno i medesimi diritti delle azioni attualmente quotate. Questo significa che, nel caso in cui l’istituto decidesse di distribuire un dividendo relativo all’esercizio 2009, la cedola sarà assegnata anche alle azioni di nuova emissione. Ci troviamo, quindi, in una situazione differente rispetto a quella relativa all’aumento di capitale di Enel, che si era tenuto nel mese di giugno del 2009. In quell’occasione i vertici del colosso elettrico avevano specificato che le nuove azioni avrebbero avuto godimento 1° gennaio 2009. Di conseguenza, i nuovi titoli non avrebbero avuto diritto alla distribuzione del dividendo relativo all’esercizio 2008. O meglio, al saldo della cedola relativa a quell’esercizio, staccata il 22 giugno.

Il prospetto informativo segnala che la pubblicazione dei risultati dell’aumento di capitale sarà effettuata entro cinque giorni lavorativi dalla conclusione del periodo di offerta, termine fissato per venerdì 29 gennaio. Come per tutti gli aumenti di capitale, entro il mese successivo alla scadenza del periodo di offerta, Unicredit rimetterà sul mercato gli eventuali diritti di opzione non esercitati nel corso delle tre settimane in cui è stato aperto l’aumento di capitale. Solitamente la durata di riofferta dei diritti è di cinque sedute di Borsa.
Al termine di questa fase, se ancora non fossero stati esercitati tutti i diritti di opzione potrebbe entrare in azione il consorzio di garanzia bancario, che, prima dell’avvio dell’aumento di capitale, ha assunto l’impegno nei confronti di Unicredit a sottoscrivere la azioni che rimarranno eventualmente non sottoscritte al termine dell’offerta e della successiva riofferta in Borsa.
Di conseguenza, tutte le nuove azioni emesse dalla banca saranno sottoscritte, garantendo l’introito lordo di 4 miliardi di euro.
Questa scelta potrebbe anche influenzare la quotazione dei diritti. Essendoci una garanzia alla sottoscrizione delle nuove azioni, infatti, la perdita di valore che accompagna questi titoli all’avvicinarsi della scadenza (fissata per il 22 gennaio) potrebbe non essere così drammatica.

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