Unicredit e l’effetto diluizione
L’effetto maggiore si evidenzia sulla partecipazione dei singoli soci. La presenza degli azionisti di risparmio, invece, appare trascurabile
di Edoardo Fagnani 28 gen 2010 ore 15:28partecipare o no? Discutine sul forum
Gli ultimi cenni relativi alle criticità connesse all’aumento di capitale di Unicredit e dettagliatamente analizzate nel prospetto informativo, riguardano gli effetti diluitivi derivanti dall’emissione delle nuove azioni.
L’effetto maggiore si evidenzia sulla partecipazione dei singoli azionisti.
Il documento informativo, infatti, segnala che nel caso di mancato integrale esercizio dei diritti di opzione spettanti e di integrale sottoscrizione dell’aumento di capitale, i soci che non sottoscrivessero la quota a loro destinata subirebbero una diluizione massima della loro partecipazione, in termini percentuali sul capitale sociale, pari al 13,04%.
La presenza degli azionisti di risparmio appare trascurabile. Il prospetto informativo, infatti, ricorda che l’attribuzione a questi ultimi del diritto di opzione per sottoscrivere azioni ordinarie determina un effetto diluitivo delle partecipazioni detenute dai soci titolari di azioni ordinarie di non apprezzabile entità, considerata la ridotta quantità di azioni di risparmio presenti prima dell’inizio dell’aumento di capitale. Secondo l’ultimo aggiornamento fornito dalla Consob, datato 26 gennaio, nel capitale di Unicredit erano presenti 24,2 milioni di azioni di risparmio, in rapporto a 16,8 miliardi di titoli ordinari.
Ma l’aumento di capitale avrà effetti diluitivi anche sulla redditività per azione di Unicredit.
Il prospetto informativo segnala che l’operazione potrebbe comportare un rischio di diluizione del Return on Equity (ROE, il principale indicatore di redditività delle banche, dato dal rapporto tra utile netto e patrimonio netto) di Unicredit nei periodi successivi alla sua esecuzione. Il prospetto informativo ricorda che l’aumento di capitale comporterà un aumento del patrimonio netto al quale potrebbe non corrispondere un proporzionale aumento dell’utile netto, con conseguente diminuzione del ROE successivamente al 31 dicembre 2009. Unicredit ha evidenziato che a fine settembre il ROE annualizzato del gruppo era pari al 4%.
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