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Unicredit e l’aumento di capitale

L'ultima smentita all'aumento di capitale è arrivata da Federico Ghizzoni in un'intervista ad Affari & Finanza de La Repubblica. Il manager ha parlato di "rafforzare i propri indici patrimoniali puntando alla crescita organica"

di Mauro Introzzi 3 ott 2011 ore 11:45
Il titolo Unicredit (quotazione Unicredit) è penalizzato da settimane non solo per un motivo sistemico, legato alle nuove tensioni internazionali sulla situazione di alcuni paesi dell’area euro (Italia compresa), ma anche per le voci che la darebbero vicina a lanciare un altro aumento di capitale per rafforzare ulteriormente la sua patrimonializzazione.

Sul tema, oltre ai soliti consueti rumors, si sono susseguite conferme e smentite da parte dei diretti interessati. L’ultima smentita è arrivata nelle scorse ore dal numero uno della società, Federico Ghizzoni, che ha dichiarato in un’intervista ad Affari & Finanza de La Repubblica che la strategia della banca, nei prossimi mesi, è quella di rafforzare i propri indici patrimoniali puntando alla crescita organica, ovvero accantonando una parte degli utili. L’istituto intende poi cedere partecipazioni minori ed aggiustare ulteriormente i rischi. E alla domanda legata al lancio di un aumento di capitale, Ghizzoni ha detto che tutto è in funzione del piano strategico, ma che in linea di massima i vertici stanno lavorando alla crescita organica. Ma ha anche puntualizzato che tutto “dipenderà dalle condizioni esterne del mercato”.
I vertici sembrano però puntare molto sul piano industriale, in cui sarà specificato chiaramente qual è l’attività caratteristica della banca, per specificare chiaramente cosa fa l’istituto.

Tra le maggiori difficoltà che il gruppo starebbe incontrando in queste settimane c’è quella legata alla raccolta di denaro. Con gli spread attuali, legati al rischio paese italiano, Unicredit paga differenziali di tre o quattro volte maggiori rispetto alla controllata tedesca Hvb.

Ghizzoni ha anche risposto a una questione legata alle ventilate operazioni di fusione con la Popolare di Milano e Monte dei Paschi di Siena, rumors che puntualmente circolano tra gli addetti ai lavori. Sul tema il manager ha gettato acqua sul fuoco, chiedendo a sua volta se ha ancora senso, in prospettiva futura, rilevare grandi network, soprattutto considerando la crescita del peso dell’internet banking.

Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore nel week-end i maggiori azionisti dell’istituto avrebbero raggiunto un accordo per confermare Dieter Rampl alla presidenza dell’istituto. Il quotidiano finanziario ha segnalato che un eventuale aumento di capitale, stimato in un ammontare compreso tra i 5 miliardi e i 7 miliardi di euro, potrebbe modificare gli equilibri tra i soci.

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