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Unicredit: 6,6 miliardi un anno fa, 5,1 oggi. Le reazioni degli analisti

Confermando le indiscrezioni già circolate nei giorni scorsi, Unicredit ha deciso per un aumento di capitale

di Mauro Introzzi 30 set 2009 ore 10:49
Confermando le indiscrezioni già circolate nei giorni scorsi, Unicredit ha deciso per un aumento di capitale, rinunciando definitivamente ai Tremonti Bond.
Così, dopo la serie di operazioni che nell’ottobre 2008 ha rafforzato il patrimonio di 6,6 miliardi di euro, Unicredit va nuovamente alla ricerca di capitali freschi. Con una ricapitalizzazione per 4 miliardi di euro e con operazioni immobiliari da 1,1 miliardi di euro. Mosse che si tramuteranno in un incremento del Core Tier 1, dal 6,85% di fine giugno all’8%.

L’aumento di capitale è previsto per il primo trimestre del 2010 e la metà delle risorse incamerate servirà per ricapitalizzare la controllata Bank Austria. Le operazioni immobiliari, invece, dovrebbero (secondo indiscrezioni) essere annunciate nella giornata di oggi e riguarderanno la dismissione di alcuni immobili strumentali.

Il no ai Tremonti Bond era da tempo atteso e il numero uno di Unicredit, Alessandro Profumo, l’ha motivato dichiarando che il clima sui mercati è cambiato e che quindi sarebbe anacronistico richiedere sussidi. Tuttavia il gruppo ha espresso comunque il suo apprezzamento per l’importante azione svolta dai governi italiano ed austriaco, che hanno consentito di stabilizzare il sistema finanziario.

In queste ore sono arrivate le prime reazioni da parte degli analisti. Quelli di Nomura hanno migliorato il giudizio sulla società, ed ora consigliano di acquistare il titolo (“buy”, dal precedente “neutrale”) con un target price di 2,61 euro. Secondo gli esperti della banca d’affari giapponese l’operazione sarà lievemente diluitiva ma permetterà al gruppo di incrementare molto la sua patrimonializzazione. Per il prossimo anno, il Core Tier 1 dovrebbe arrivare all'8,4%. Uno dei valori più elevati in Europa.

Jp Morgan ha invece confermato il suo “overweight” (sovrappesare) e dichiarato che l’aumento di capitale dovrebbe essere di circa il 6% in termini di utili per azione nel biennio 2010-2011.
Tra le raccomandazioni positive, Natixis ha alzato la sua raccomandazione ad “add” (incrementare le posizioni) dal precedete “reduce” (ridurre le posizioni).

Centrosim mantiene invece la sua visione negativa e ha confermato il suo “sell” (vendere) con un target price di 2,1 euro. Gli analisti della banca d’affari italiana hanno evidenziato che dal consiglio d’amministrazione non sono arrivate sorprese.

Nelle scorse ore Unicredit ha fornito un aggiornamento delle stime degli analisti. Secondo il consensus degli esperti l’istituto guidato da Alessandro Profumo dovrebbe chiudere il 2009 con un utile netto di 1,7 miliardi di euro, mentre il margine di intermediazione e il risultato di gestione dovrebbero attestarsi rispettivamente a 28,3 miliardi e a 12,7 miliardi di euro. Il prossimo anno l’utile netto dovrebbe superare i 2,7 miliardi di euro.
Su 26 giudizi delle banche d’affari su Unicredit, 10 consigliano l’acquisto delle azioni, 11 sono neutrali, mentre le restanti 5 consigliano la vendita dei titoli.


TAG: unicredit , tremonti bond Quotazioni: UNICREDIT

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