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UBI Banca, i conti del primo trimestre 2017

UBI Banca ha chiuso il primo trimestre del 2017 con conti economici in crescita. Salgono anche gli impieghi. L’istituto ha svalutato ulteriormente la partecipazione nel Fondo Atlante

di Mauro Introzzi 11 mag 2017 ore 07:57

UBI Banca ha chiuso il primo trimestre del 2017 con conti economici in crescita. Salgono anche gli impieghi. L’istituto ha svalutato ulteriormente la partecipazione nel Fondo Atlante.

 

Parallelamente il gruppo ha aggiornato il suo piano industriale per includere le 3 bridge banks (Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova Carichieti) acquisite, il cui closing è arrivato ieri, 10 maggio 2017.

 

UBI BANCA, CONTI ECONOMICI DEL PRIMO TRIMESTRE 2017

UBI Banca ha chiuso il primo trimestre dell’anno con proventi operativi pari a 798,2 milioni di euro, in salita del 3,3% rispetto ai 772,9 dello stesso periodo del 2016. Le componenti della posta hanno registrato tendenze opposte. In calo il margine d’interesse, pari a 347,2 milioni e in flessione del 10,4% anno su anno. Ma l’andamento del margine d’interesse è stato più che compensato dalle altre componenti di ricavo. Le commissioni nette si sono incrementate di 13,7 milioni a 350,9 milioni mentre il risultato dell’attività finanziaria si è attestato a 65,4 milioni rispetto ai 15,7 del corrispondente periodo del 2016.
ubibanca-logoIn calo gli oneri operativi, che hanno totalizzato 522 milioni di euro rispetto ai 527,6 milioni del primo trimestre del 2016 e le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti sono scese a 134,8 milioni, contro i 155,3 milioni del primo trimestre 2016.
Il primo trimestre dell’anno si è così concluso per UBI Banca con un utile netto superiore ai 67 milioni di euro, in crescita del 59,4% rispetto ai 42,1 milioni dello stesso periodo del 2016. Al netto delle poste non ricorrenti, l’utile si sarebbe attestato a 86,3 milioni, più del doppio (+103%) rispetto ai 42,5 milioni del primo trimestre 2016.

 

UBI BANCA, IMPIEGHI E CREDITI DETERIORATI AL 31 MARZO 2017

Al 31 marzo 2017, gli impieghi verso la clientela erano pari a 84,5 miliardi, rispetto agli 81,9 miliardi di dicembre 2016 e ai 84,1 di marzo 2016.
Lo stock di crediti deteriorati lordi era pari a 12,4 miliardi di euro, in calo dello 0,9% rispetto ai 12,52 miliardi del dicembre 2016 e dell’8,1% dai 13,5 miliardi di marzo 2016, e rappresenta il 13,9% del totale crediti lordi (dal 14,4% di fine anno e dal 15,3% dell’anno precedente. Includendo i crediti stralciati, la copertura del totale crediti deteriorati sale al 46% (dal 45,8% di dicembre 2016 e dal 37,6% di marzo 2016).
L’effetto combinato di riduzione degli stock lordi e di maggiori coperture, ha favorito la contrazione dei crediti deteriorati netti, le cui consistenze si attestano a 7,96 miliardi di euro, dagli 8,05 miliardi di dicembre 2016 e dai 9,67 miliardi di marzo 2016.
Con valuta 29 marzo 2017, l’esposizione di UBI Banca verso la BCE a titolo di TLTRO2 è salita a 12,5 miliardi di euro, dai 10 miliardi ottenuti a giugno 2016. Il profilo di scadenza contrattuale di tale esposizione TLTRO2, non inclusa nella raccolta diretta, prevede 10 miliardi a giugno 2020 e 2,5 miliardi a marzo 2021.

 

UBI BANCA, RATIO PATRIMONIALI A FINE PRIMO TRIMESTRE 2017

Il CET1 fully loaded a marzo 2017 è pari all’11,29% in leggero progresso rispetto all’11,22% di dicembre 2016. Il CET1 phased in si attesta all’11,44%, in lieve diminuzione all’11,48% del dicembre 2016.
Nella nota UBI Banca ricorda che le indicazioni SREP per l’anno 2017 prevedevano un requisito minimo di CET1 phased in pari al 7,5%, risultato della somma tra Capitale Regolamentare Minimo di Pillar 1 (4,5%), requisito di Pillar 2 (1,75%) e Capital Conservation Buffer (1,25%).
Il Total Capital Ratio raggiunge il livello di 14,56% in termini fully loaded e del 14,71% in termini phased in a fine marzo 2017 (dai precedenti 13,86% e 14,10%). Il miglioramento va iscritto principalmente all’emissione di titoli subordinati Tier 2 da 500 milioni di euro precedentemente menzionata.
Infine, il Leverage ratio ammontava phased in al 5,41% e fully loaded al 5,35%.

 

UBI BANCA, LA PARTECIPAZIONE IN ATLANTE

Come fatto da altri istituti anche UBI Banca ha compiuto un’ulteriore svalutazione del Fondo Atlante per 13,5 milioni netti. La svalutazione complessiva dell’investimento nei veicolo di Quaestio è così pari a 52,9 milioni netti.

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