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Trimestrali Usa, luci e ombre

La stagione delle trimestrali statunitensi, la cosiddetta "earning season" è da sempre molto attesa, non solo a Wall Street. Solitamente caratterizza le performance dei mercati internazionali in modo molto marcato. I primi report sul trimestre passato, diffusi in questi giorni, hanno evidenziato luci ed ombre.

di Anastasia Meloni 18 lug 2008 ore 12:48

La stagione delle trimestrali statunitensi, la cosiddetta "earning season" è da sempre molto attesa, non solo a Wall Street. Solitamente caratterizza le performance dei mercati internazionali in modo molto marcato. I primi report sul trimestre passato, diffusi in questi giorni, hanno evidenziato luci ed ombre. Mediamente le grandezze economico finanziarie sono migliorate, anche se nel bilancio di molte società trovano spazio costi non ricorrenti, spesso legati a ristrutturazioni o a svalutazioni. In alcuni casi le attese sono state battute, in altre i conti hanno deluso gli addetti ai lavori.

 

Rispetto ad altre earning seasons si nota un problema sulla redditività. In molti casi, infatti, i gruppi non centrano (vale in particolare per i tecnologici) le attese sugli utili ma battono quelle sui ricavi. Segno che il business, mediamente, non ha risentito della crisi, ma che la marginalità sono in contrazione. Nell'attuale situazione potrebbe essere naturale osservarlo per gli industriali, appesantiti dal rialzo dei corsi delle materie prime (petrolio e metalli), ma evidentemente succede anche per i colossi della tecnologia.

 

È innegabile, comunque, che le maggiori curiosità le abbiano mosse le trimestrali dei bancari e, appunto, dei tecnologici.

 

Per quanto riguarda i primi, ieri hanno diffuso i loro conti Jp Morgan e Merrill Lynch.
Jp Morgan, la terza banca statunitense per asset, ha annunciato un utile trimestrale di 2 miliardi di dollari, o 54 centesimi per azione, in calo del 53% rispetto ai 4,23 miliardi di dollari (o 1,2 dollari per azione) dello stesso trimestre dell'esercizio precedente. In calo il fatturato, passato da 18,91 a 18,4 miliardi di dollari. Decisamente battute le stime degli analisti, che si aspettavano un utile di 47 centesimi per azione e un giro d'affari di 16,64 miliardi di dollari.

 

Merrill Lynch ha invece chiuso il secondo trimestre con una perdita di 4,65 miliardi di dollari, o 4,97 dollari per azione, in drastico peggioramento (causa svalutazioni) rispetto all'utile di 2,14 miliardi, o 2,24 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno precedente. La perdita ordinaria è stata invece di 4,95 dollari per azione, decisamente più ampia degli 1,91 dollari per azione attesi dagli analisti.

 

Per quanto riguarda i tecnologici, Microsoft, Google e Ebay hanno deluso.
Il gruppo di Bill Gates, che nella sessione after hours di ieri ha lasciato sul terreno sei punti percentuali, ha presentato i conti relativi al suo quarto trimestre fiscale. Il periodo si è chiuso con un utile di 4,3 miliardi di dollari, o 46 centesimi per azione (in crescita dal 31 centesimi di 12 mesi prima), e un giro d'affari di 15,8 miliardi (dai 13,4 dello stesso periodo dell'esercizio precedente). Mancate, per un centesimo di dollaro, le attese degli analisti per quanto riguarda l'utile per azione, mentre i ricavi erano attesi a 15,64 miliardi di dollari.

 

Anche Google, al pari di Microsoft, ha deluso le attese ed è scivolata nell'after hours (-7,5%). Il suo secondo trimestre si è chiuso con un giro d'affari di 3,9 miliardi di dollari e un utile di 1,25 miliardi, o 3,92 dollari per azione, in rialzo dai 925,1 milioni dello stesso quarter dell'anno precedente. Depurando il profitto dalle componenti straordinarie di reddito l'eps sale a 4,63 dollari, 11 centesimi in meno di quanto prevedesse il consensus degli analisti.

 

Il colosso delle aste online Ebay ha archiviato invece il suo secondo trimestre con un utile di 460 milioni di euro, o 35 centesimi per azione, in rialzo dai 376 milioni, o 27 centesimi per azione, dello stesso periodo dello scorso anno. I ricavi hanno invece raggiunto i 2,2 miliardi di dollari. L'utile depurato dalle componenti non ricorrenti di reddito, invece, ha toccato i 43 centesimi per azione. Battute le stime degli analisti, che prevedevano un eps di 42 centesimi e 2,17 miliardi di dollari di ricavi.

 

Ed ora... sotto a chi tocca!

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