Tra scricchiolii e trimestrali
Dopo la pessima performance di Alcoa che ha inaugurato la stagione delle trimestrali con un calo degli utili del 50%, e le brutte figure fatte da UPS, Advanced Micro Devices (Amd) e General Electric...
di Carlo Gatto 16 apr 2008 ore 10:26... ora è la volta dei raggi X di Intel, per la quale è atteso un eps di 0,25 $, e di Johnson & Johnson che ha battuto le previsioni degli analisti, senza che il titolo nel frattempo reagisse.
La situazione attuale è quella di un fine rimbalzo, con discesa verso il test dei minimi relativi per sondarne la tenuta ed affidabilità. Infatti, se sopra questo livello dovrà essere costruita la nuova gamba rialzista post crisi subprime, vale la pena che gli indici impieghino del tempo per testarne la capacità di tenuta. Osserviamo l'andamento settimanale dei nostri quattro indici:
La discesa è pressoché uniforme e compressa, tipica del riacutizzarsi delle tensioni. In sostanza si tratta del fenomeno contrario rispetto a quello positivo del "ventaglio" analizzato la settimana scorsa. C'è un "effetto schiacciamento" anche nel rimbalzo dell'Europa in chiusura di seduta, giovedì 10 aprile, ed in apertura di venerdì 11. Ma d'altronde, che Bruxelles non fosse una stella che brillava di luce propria, già si sapeva. E' inutile farsi illusioni, la partita si gioca a Wall Street, ed in queste sedute Wally sta perdendo. Analizziamo l'indice S&P500 che stiamo tenendo d'occhio da qualche settimana.
L'indice si è totalmente allontanato dall'area di attacco ai 1400 punti, la soglia "del denaro fresco" e si sta riportando vicino all'area di supporto 1250-1270, che se dovesse essere rotta, preluderebbe ad un test ancora più importante in area 1220-1180. Anche se la discesa ha una pendenza che potremmo definire "normale", il mercato nasconde un certo nervosismo. Ovviamente, per affermare questo ci basiamo ancora una volta su dei numeri, ed in particolare sul VIX:
Dal 10 aprile, data del rimbalzino, l'indice di volatilità basato sulle opzioni iscritte sullo S&P500 è partito da 21,5 circa per portarsi sui 24 punti. Voglio ribadire ancora una volta che un VIX sopra i 20 punti non è affatto un valore normale, anche se il mercato sembra volercisi abituare, come pure non sono normali i valori dell'Euribor a tre mesi, tornati di nuovo sui massimi di settembre. L'altro pilastro finanziario in condizioni precarie è dato dal cross euro dollaro, ancora a ridosso di quota 1,60 in piena battaglia per il controllo e la conquista di avamposti chiave.
Ho sommato a spanne i movimenti del cambio e mi risultano essere stati pari a circa otto figure in cinque giorni! Praticamente come sull'ottovolante, e per capirlo basta guardare le asperità del grafico. Sembrerebbe che l'area più trafficata sia quella tra 1,58 ed 1,585 che mi sembra già un buon avamposto dal quale poter sferrare i primi attacchi ad 1,6. A frenare ci sono però le nuove aspettative sul taglio dei tassi Fed, ridotte a 25 punti base dai precedenti 50. Ma il 30 aprile è ancora lontano, per cui tutto è possibile, e la speculazione ci marcia bene.
Sentiment previsto per la prossima settimana: leggera negatività.
L'onda di riflusso è arrivata e sarà legata agli esiti delle trimestrali.
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Renato Paludetto © 2008 (riproduzione riservata)

