Tori o sciacalli?
Con i primi soli primaverili sono arrivate anche le prime ricoperture. Però è bene fare molta attenzione. In questo momento c’è un po’ di tutto.
di Carlo Gatto 2 apr 2008 ore 10:09C'è la caccia all'occasione d'oro, c'è il sano stock picking, c'è la ricopertura di un titolo dopo la chiusura di un altro, e così via. Come avviene dopo qualsiasi terremoto distruttivo o grossa calamità, è possibile che anche in borsa si stia assistendo ad una sorta di sciacallaggio (legale s'intenda), che ha il potere però di confondere le idee e far credere che si tratti di un vero e proprio rialzo toro. E' assolutamente troppo presto per dire che il denaro fresco è tornato. Buona parte del movimento attuale conserva ancora le caratteristiche ed il DNA del tipico rimbalzo tecnico, anche se è vero che in questi momenti si potrebbero fare dei buoni affari.
Ma la vera domanda da farsi è questa: il ribasso è finito?
A giudicare dalle parole della Fed e dai dati fondamentali, la risposta dovrebbe essere negativa. Tuttavia, l'unico modo saggio per operare in borsa è sempre quello di prestare la massima attenzione all'evoluzione degli eventi man mano che si verificano. Ricordo ancora come se fosse accaduta ieri, la vicenda di un ingegnere trader, assolutamente convinto del ribasso sulla base dei propri dati e ratios di mercato, rimasto costantemente short in un mercato sempre più long, che alla fine si è mangiato tutto il capitale a disposizione, ed ha dovuto chiudere. Come pure ricordo la saggia risposta di alcuni anni fa di un agente di cambio alla mia domanda se considerasse credibile che l'indice di Milano potesse arrivare a quota 50.000, e se lo stesso mercato non fosse in preda ad un'euforia rialzista. L'agente di cambio mi rispose: "il mercato va dove vuole!"
Quindi vediamo ora dove ha voluto andare il mercato in questi tre mesi:
Anche se la recessione sta minacciando gli Stati Uniti, i listini europei si stanno dimostrando più deboli. Negli States è il Nasdaq a segnare il passo, mentre l'indice Dow, continua a dimostrare una notevole tenuta. Il rimbalzo attuale può risultare discreto, ma visto dall'alto dei tre mesi ci appare solo come una naturale frenata all'interno di un più importante movimento di discesa.
Vediamo ora se l'indice S&P500 ha superato il livello dei 1400 punti di cui parlavamo la volta scorsa, considerato come lo spartiacque tra denaro fresco e denaro "vecchio".
La velocità di risalita è notevole, ma ci troviamo ancora nella fascia di mezzo tra il supporto del 50% di ritracciamento, ed i 1400 punti spartiacque. Quindi gira ancora denaro vecchio.
La volatilità è scesa notevolmente, il che sta a significare che, qualsiasi siano le scelte degli operatori, ora vengono prese in condizioni di quasi normalità. Dico "quasi" perchè ci troviamo ancora sopra i mitici 20 punti.
Infine un'occhiata alle borse asiatiche, per capire se la Cina borsistica stia ancora temendo, oppure no, la recessione americana.
Per farlo confronteremo l'indice di Pechino, con quello di Hong Kong.
La diagnosi è facilissima: la Cina ha una fifa blu della recessione a stelle e strisce, perchè il suo mercato è intimamente legato alle esportazioni ed al benessere relativo. Perciò, chi intende scommettere su Pechino, dovrà sempre fare molta attenzione a ciò che accade a Wall Street. Se valeva per l'Europa ieri, vale anche per l'Impero Celeste oggi.
Sentiment previsto per la prossima settimana: incertezza.
Attenzione all'onda di riflusso.
Renato Paludetto © 2008 (riproduzione riservata)

