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Tiscali, sarà spezzatino?

Fino a poco tempo fa sembrava destinata a passare a far parte dell'impero della britannica Vodafone. Secondo indiscrezioni, infatti, la società di Vittorio Colao era seriamente interessata a rilevare il controllo di tutta Tiscali. In queste ore, invece, il colosso inglese avrebbe fatto marcia indietro.

QUOTAZIONI: TISCALI.
Anastasia Meloni mercoledì, 18 giugno 2008 - 11:18

Fino a poco tempo fa sembrava destinata a passare in toto a far parte dell'impero della britannica Vodafone. Secondo indiscrezioni, infatti, la società di Vittorio Colao era seriamente interessata a rilevare il controllo di tutta Tiscali a un prezzo di 2,8 euro per azione. Un'offerta che valorizzava l'isp sardo 1,6 miliardi di euro. In queste ore, invece, il colosso inglese avrebbe fatto marcia indietro. In tal modo si fa strada nuovamente l'ipotesi "spezzatino". Termine forse un po' pittoresco per definire la cessione dell'azienda non in un blocco unitario ma attraverso la vendita disgiunta dei suoi principali business. In questo caso le attività italiane e quelle britanniche.

All'inizio del mese di giugno erano circolate indiscrezioni su una imminente offerta di Vodafone, che sarebbe stata pronta ad aggiudicarsi tutte le attività del gruppo con 1,6 miliardi di euro. Immediata era stata la reazione di Tiscali, che aveva comunicato che non era ancora stata presa alcuna decisione in proposito e che ci sarebbero state in corso trattative con diversi operatori.

In effetti le offerte non mancherebbero, tanto che in precedenza l'amministratore delegato Mario Rosso aveva dichiarato che le valorizzazioni contenute nelle proposte di acquisto per l'azienda erano "abbastanza soddisfacenti per continuare a trattare".

Agli addetti ai lavori, comunque, non sfuggiva che Vodafone, data la sua dimensione, potrebbe essere la più favorita ad usufruire dei 500 milioni di crediti fiscali vantati da Tiscali per gli 1,77 miliardi di euro di perdite cumulate in questi anni.

In queste ore, però, lo stesso giornale che aveva rilanciato le indiscrezioni sull'interesse di Vodafone (MF) ha scritto che il gruppo britannico sarebbe sul punto di ritirare ogni velleità di acquisto. Più per ragioni strategiche, sembrerebbe, che per motivazioni finanziarie. Anche se, specie alla luce dell'acquisizione di Tele2, l'eventuale passaggio di Tiscali a un competitor potrebbe indebolire le posizioni acquisite da Vodafone in questi mesi.

Dalla sede cagliaritana di Tiscali non arrivano commenti, ma una conferma che il processo di vendita, per cui si sono fatti avanti diversi operatori, "va avanti". Confermata pure la tempistica, visto che è stato comunicato che "entro la fine del mese verrà presa una decisione". I candidati all'acquisto, oltre a Vodafone, sono Wind, FastWeb (per il business italiano), BSkyB e Carphone (per le attività inglesi).

Tra le ultime analisi, rimane attuale quella di Euromobiliare, che dopo le voci su Vodafone aveva dichiarato che una valutazione di 1,6 miliardi di euro (pari a 9,1 volte il margine operativo lordo del 2008 e 725 euro per cliente) "non sarebbe irrealistica". Così gli esperti si aspettavano che il prezzo del titolo sarebbe potuto convergere verso il livello indicato di 2,8 euro per azione. Il giudizio di Euromobiliare? Era stato confermato a "hold" (mantenere).

Successivamente, dopo la corsa del titolo, Unicredit aveva abbassato il rating di Tiscali a "hold" dal precedente "buy", rivedendo il target price da 2,2 a 2,8 euro.

Infine, in uno studio sul comparto dei telefonici, Goldman Sachs ha alzato a 2,73 euro il suo target price su Tiscali.

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