Tiscali ha vissuto nella giornata di ieri il suo giorno peggiore, in borsa, da quando è quotata, dall’ottobre del 1999. Con un ribasso di poco inferiore al 50% ha bruciato in un sol giorno metà del suo valore, arrivando a capitalizzare per alcuni minuti anche meno di 100 milioni di euro. In queste fasi il titolo rimbalza, ma i report degli analisti non sono positivi.
Tiscali ha vissuto nella giornata di ieri il suo giorno peggiore, in borsa, da quando è quotata, dall’ottobre del 1999.
Con un ribasso di poco inferiore al 50% ha bruciato in un sol giorno metà del suo valore, arrivando a capitalizzare per alcuni minuti anche meno di 100 milioni di euro.
Colpa del naufragio delle trattative con BskyB per il business inglese e della richiesta fatta alle banche per una moratoria sugli interessi da rimborsare. In queste fasi il titolo rimbalza, ma i report degli analisti non sono positivi.

La situazione non è delle migliori e per evitare lo spettro della bancarotta
il gruppo deve riportare in equilibrio la propria struttura finanziaria. Gli addetti ai lavori indicano, per Tiscali, due opzioni, quella di una ricapitalizzazione o quella della conversione del debito in capitale proprio.
Le reazioni degli addetti ai lavori alle ultime novità non sono state favorevoli all’isp sardo. C
itigroup ha confermato il suo consiglio di vendita (“sell”) con un target price di 0,15 euro. Secondo gli esperti la potenziale cessione delle attività britanniche non avrebbe alcun beneficio per gli azionisti della società sarda. Stesso rating per Banca Akros, che l'ha ridotto dal precedente "reduce" (diminuire l'esposizione). Secondo gli esperti la cessione del business inglese era "fondamentale per l'autosufficienza finanziaria".
Consigliano di vendere anche Unicredit e Banca Leonardo, entrambe con un target price di 10 centesimi. La prima, in precedenza, aveva un rating “hold” (tenere), la seconda un giudizio “underweight” (sottopesare) e un prezzo obiettivo di 0,4 euro. Secondo gli esperti di Piazza Cordusio la probabilità che una vendita del business inglese avvenga ora a un prezzo equo sono decisamente basse.
Equita, invece, ha confermato il suo “reduce” (ridurre le proprie posizioni) con un target price in calo a 0,1 euro dai precedenti 0,8 euro.
Identica valutazione anche per Mediobanca, che applicando i multipli di settore sul ratio “valore d’impresa su margine operativo lordo” (4,5 volte) individua una capitalizzazione complessiva di 60 milioni di euro, pari a 10 centesimi per azione.