Tiscali e Telecom, periodo da dimenticare
Settimana decisamente difficile, quella scorsa, per le società del comparto telefonico di Piazza Affari. A capitanare i ribassi ci hanno pensato Telecom Italia e Tiscali. Entrambe hanno registrato cali vicini ai 13-14 punti percentuali.
di Anastasia Meloni 11 mar 2008 ore 17:06
Settimana decisamente difficile, quella scorsa, per le società del comparto telefonico di Piazza Affari. A capitanare i ribassi ci hanno pensato Telecom Italia e Tiscali. Entrambe hanno registrato cali vicini ai 13-14 punti percentuali.
Il colosso telefonico è stato colpito da una secca ondata di vendite dopo la diffusione dei conti dell'intero 2007 e l'annuncio del piano industriale al 2010. Conti, quello dello scorso anno, che hanno evidenziato un calo diffuso di tutti i principali aggregati economico-finanziari e una riduzione del debito. Sventato lo "spauracchio" aumento di capitale, il management ha deciso di tagliare il dividendo. Il consiglio di amministrazione proporrà all'assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,08 euro per ciascuna azione ordinaria e di 0,091 euro per ciascuna azione di risparmio. La cedola per le ordinarie distribuita nel 2007 era di 14 centesimi di euro, quella delle risparmio di 0,151 euro. Il piano al 2010, allo stesso modo dei conti, è stata accolto in modo tiepido.
Tra le analisi più importanti quella di Goldman Sachs, che ha tagliato il target price sulle azioni ordinarie e sulle risparmio, portandolo a 2,17 euro e a 1,63 euro. Gli analisti hanno confermato Telecom nella propria lista dei titoli preferiti. Cheuvreux ha ridotto a 1,3 euro per azione il prezzo obiettivo, giudicano "non entusiasmante" il business plan. Gli esperti della banca transalpina hanno confermato il loro "underperform" (farà peggio del mercato). Standard&Poor's, invece, ha peggiorato il giudizio sul titolo, portandolo da "Buy" (acquistare) a "Hold" (mantenere). L'agenzia Fitch, invece, ha confermato il rating "BBB+" su Telecom Italia e ha ribadito che le prospettive per i prossimi trimestri restano stabili.
Analisti all'opera anche su FastWeb (-7,4%). Ubs ha tagliato a 26 euro il prezzo obiettivo sulla società telefonica controllata da Swisscom, dopo una revisione delle previsioni per il triennio 2008/2010. Gli analisti della banca svizzera hanno confermato il rating "neutrale". Secondo alcune indiscrezioni di stampa l'ipotesi del delisting sarebbe nuovamente al vaglio dell'azionista di riferimento, Swisscom. I vertici elvetici, però, hanno già avuto modo di negare più volte di voler togliere FastWeb dal listino milanese.
|
AZIONE |
Prezzo |
Variazione |
Variazione 2008 |
|
TELECOM ITALIA |
1,409 |
-13,40% |
-33,69% |
|
TISCALI |
1,558 |
-14,16% |
-13,11% |
|
FASTWEB |
21,89 |
-7,40% |
-12,82% |
|
EUTELIA |
2,068 |
-6,68% |
-38,87% |
|
RETELIT |
0,25 |
-7,06% |
-4,58% |
|
AZIONE |
Prezzo |
Variazione |
Variazione 2008 |
|
BRITISH TELECOM (GB) |
213 |
-4,48% |
-22,05% |
|
DEUTSCHE TELEKOM (GER) |
11,97 |
-3,93% |
-20,31% |
|
FRANCE TELECOM (FRA) |
21,42 |
-3,60% |
-13,00% |
|
KPN (OLA) |
12 |
-4,31% |
-3,54% |
|
TELEFONICA (SPA) |
18,18 |
-3,40% |
-18,18% |
|
VODAFONE (GB) |
151,4 |
-5,43% |
-19,38% |

