Tiscali, dallo split al raggruppamento
Per i soci non cambierà nulla, in quanto l’operazione è neutrale dal punto di vista finanziario
di Edoardo Fagnani 14 set 2009 ore 14:52Per i soci non cambierà nulla, in quanto l’operazione è neutrale dal punto di vista finanziario. Borsa Italiana, infatti, ha comunicato che il prezzo delle azioni Tiscali è stato prontamente rettificato. Il valore di chiusura di venerdì è diventato, infatti 3,27 euro. Un esempio pratico aiuterà a chiarire le idee. Chi venerdì avesse avuto in portafoglio 10.000 azioni, a fine giornata si sarebbe trovato un controvalore di 3.270 euro, sulla base di un prezzo per azione di 0,327 euro. Con il raggruppamento le azioni in portafoglio sono diventate 1.000. Tuttavia, considerando che il nuovo valore dei titoli è stato rettificato in 3,27 euro, il controvalore del pacchetto azionario, prima dell’inizio delle contrattazioni, era sempre di 3.270 euro.
Il cambiamento, quindi, per gli azionisti è solo formale. Resta curioso il fatto che dopo nove anni Tiscali è praticamente ritornata sui suoi passi. Nel mese di marzo del 2000, prima dello scoppio della bolla Internet, la società sarda aveva proceduto con uno split azionario, assegnando agli azionisti 10 nuove azioni ogni titolo posseduto dai soci.
Ma erano altri tempi. Tiscali si apprestava a chiudere una pazzesca cavalcata, che aveva porta il valore delle azioni dai 46 euro della quotazione di fine ottobre del 1999 a oltre quota 1.000 euro.
La decisione era stata presa dai vertici della società per agevolare la negoziabilità del titolo presso l’allora Nuovo Mercato, visto l’elevato prezzo raggiunto in quei giorni dalle azioni. Anche in quel caso l’operazione era stata neutrale, dal momento che il prezzo delle azioni era diventato un decimo rispetto a quello ante split.
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