Il governo del Venezuela ha assunto unilateralmente la gestione della controllata Matesi
Si concretizzano i problemi incontrati negli ultimi mesi da Tenaris in Venezuela.
La società, che fa parte del paniere FTSEMib ed è attiva nella produzione di tubi di acciaio senza saldatura per l'industria energetica, automobilistica e meccanica, ha comunicato che
il governo del Venezuela ha assunto unilateralmente la gestione della controllata Matesi, attiva nel paese sudamericano. Il pratica il governo del Venezuela assumerà il controllo dell’azienda tramite un comitato nominato dal ministero dell’Industria e delle Materie Prime.
Tenaris non si è opposta a questa decisione, anche se punta a una via d’uscita indolore. Il management dell’azienda quotata a Piazza Affari ha precisato che avvierà delle trattative con il governo del Venezuela
per trasferire il controllo di Matesi allo Stato a condizioni non penalizzanti.
Per Tenaris non si tratta di una sorpresa. Lo scorso 22 maggio il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, aveva annunciato l’intenzione di nazionalizzare le controllate di Tenaris nel paese sudamericano. Tra queste Tavsa e la stessa Matesi.
A questo proposito, i vertici del colosso quotato a Piazza Affari
avevano scorporato i numeri ottenuti dalle controllate venezuelane dai risultati trimestrali, comunicati al mercato il 6 agosto. Nella prima metà dell’anno le attività in Venezuela hanno registrato una perdita di oltre 28 milioni di dollari.
Intanto, i dati di Tenaris nel primo semestre del 2009
hanno evidenziato una generale contrazione delle principali voci di conto economico.
Nel dettaglio, nei primi sei mesi dell’esercizio la società ha ottenuto
ricavi per 4,53 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 5,7 miliardi del primo semestre del 2008. Nel solo secondo trimestre il giro d’affari è sceso da 3,1 miliardi a 2,1 miliardi di dollari. Nel semestre il
risultato operativo si è attestato a 1,12 miliardi, in calo dagli 1,52 miliardi della prima metà del 2008. Tenaris ha chiuso il semestre con un
utile netto di 709,3 milioni di dollari, la metà rispetto agli 1,46 miliardi dello scorso anno. Nel solo secondo trimestre l’utile netto si è ridotto da 987,5 milioni a 343,3 milioni di dollari. Tuttavia, il dato è stato superiore alle attese degli analisti, che indicavano un utile di 305 milioni.
A fine giugno l’indebitamento netto di Tenaris si era ridotto a 121,9 milioni di dollari, grazie anche a una generazione di cassa dalle attività operative nel semestre pari a 1,87 miliardi di dollari. A inizio anno l’indebitamento di Tenaris si aggirava intorno agli 1,3 miliardi.
Per il secondo semestre del 2009,
i vertici della società prevedono ricavi e un risultato operativo inferiori rispetto a quelli della prima metà dell’anno. Il management prevede una ripresa del settore a partire dal 2010, anche se l’effetto sui ricavi del gruppo sarà ritardato, a causa delle dinamiche del comparto.