Telecom, si parte dal dividendo di quest'anno
Sono arrivate indicazioni interessanti, come previsto, dall’assemblea dei soci di Telecom Italia, chiamata quest’oggi ad approvare il bilancio del 2008. I suoi vertici, che hanno aperto la seduta con un pensiero alle vittime del terremoto in Abruzzo, hanno puntualizzato alcuni aspetti sulle future strategie della società.
di Mauro Introzzi 8 apr 2009 ore 16:31Tornando alle novità societarie, durante l'assemblea degli azionisti l'amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, ha dichiarato che la cedola pagata nel 2009 sul bilancio 2008 (0,05 euro per le ordinarie e 0,061 euro per le risparmio) rappresenta il "floor" (cioè il livello minimo) su cui costruire la politica dei dividendi dei prossimi anni.
Del resto il dividendo che sarà pagato permette di "conciliare l'esigenza di riduzione del debito e una remunerazione ragionevole per gli azionisti".
Il presidente ha anche parlato del piano industriale, verso cui tutti i vertici hanno piena fiducia. Seguendo i suoi dettami saranno raggiunti gli obiettivi, con la naturale crescita del valore del titolo in borsa, che si allineerà al valore fondamentale dell’azienda.
La crisi, per il settore delle telecomunicazioni, esiste, ma il comparto “è più capace di resistere alle difficoltà dell'economia”. Tuttavia le difficoltà “potrebbero portare, in futuro, a una riduzione dei consumi per le telecomunicazioni da parte di famiglie e imprese”.
Telecom Italia, in particolare, può contare sulla liquidità che produce e sulla capacità di finanziarsi sul mercato dei capitali.
In particolare, la società ha rifinanziato oltre il 60% del fabbisogno in scadenza nel 2009 (a un costo medio leggermente superiore al costo medio del debito in essere, che è pari al 6% circa) e vanta una forte posizione di cassa, pari a 12 miliardi di liquidità, composti da 5,1 miliardi di cassa o titoli equivalenti (sufficienti a far fronte alle scadenze di rimborso del debito dei prossimi 18-24 mesi) e da 6,5 miliardi di linee di credito a lungo termine.
Telecom Italia, secondo i vertici, punta a trasformarsi da puro fornitore di “fonia e connettività” in un provider di servizi ad alto valore aggiunto. La crescita, in questo caso, sarà favorita dal programma di dismissioni delle attività non core, che “saranno realizzate non appena le condizioni di mercato consentiranno di avere il massimo ritorno”
Sulla situazione argentina, Bernabè ha dichiarato che la situazione è complessa. La decisione dell’autorità Antitrust presenterebbe molteplici profili di illegittimità. Telecom Italia, nelle sedi competenti, “continuerà a difendere i propri diritti”.
Infine una segnalazione, evidenziata da alcune agenzie di stampa, sulla composizione dell’azionariato di Telecom Italia. Tra i suoi soci è presente l'autorità monetaria saudita (la Saudi Arabian Monetary Agency) con lo 0,34% del capitale. Si tratta del sesto azionista, dietro a Telco (24,5%), Findim (5%), Banca d'Italia (1,31%), Pirelli Finance Luxembourg (0,91%) e Pirelli (0,35%).
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