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Telecom, respinto il ricorso contro l’Antitrust argentina

Telecom Italia perde una battaglia in Argentina. Secondo quanto riporta la stampa il colosso telefonico ha ricevuto il verdetto del Ministero della pianificazione argentino, cui fa capo l'Antitrust, contro la delibera dell’autorità sudamericana relativa al congelamento dei diritti degli amministratori espressi in tutte le società a monte e a valle di Telecom Italia.

QUOTAZIONI: TELECOM ITALIA
Mauro Introzzi venerdì, 17 aprile 2009 - 12:01
Telecom Italia perde una battaglia in Argentina. Secondo quanto riporta la stampa il colosso telefonico ha ricevuto il verdetto del Ministero della pianificazione argentino, cui fa capo l'Antitrust, contro la delibera dell’autorità sudamericana relativa al congelamento dei diritti degli amministratori espressi in tutte le società a monte e a valle di Telecom Italia. L’esito, che per alcuni era scontato, è stato sfavorevole al gruppo guidato da Franco Bernabè.

Il gruppo non potrà così mettere in pratica le sue contromosse per riguadagnare la libertà di voto in vista dell’assemblea per il rinnovo del consiglio d’amministrazione di Telecom Argentina, prevista per il 24 e il 25 aprile prossimi.
Si apre in tal modo la possibilità, per Telecom Italia, di fare ricorso al tribunale amministrativo o a quello ordinario, oppure a ricorrere a un arbitrato internazionale.

Alla base della querelle c’è Telefonica, al contempo azionista (tramite Telco) di Telecom Italia e sua concorrente in Argentina, Brasile e in Uruguay. Una situazione che l’Antitrust considera lesiva della libera concorrenza.

Secondo molti, come riporta il Sole24Ore, questa situazione particolare si risolverebbe in modo immediato con la scissione di Telco, la holding di controllo di Telecom Italia formata dalla stessa Telefonica e dagli italiani Mediobanca, IntesaSanpaolo Generali e Sintonia della famiglia Benetton.

Nel frattempo arrivano buone notizie dal Brasile.
La controllata Tim Brasil ha rilevato Intelig, operatore attivo sulle lunghe distanze, sulla clientela business e nella banda larga. Una mossa che potrebbe perfezionarsi in una fusione tra le due società e che porta al rientro di Tim Brasil nella telefonia fissa dopo l’uscita da Brasil Telecom.

Tra le prime reazioni degli analisti quella di Unicredit. Gli analisti di Piazza Cordusio ritengono che l'impatto di tale notizia sul titolo dovrebbe essere “limitato”. Unicredit ha così confermato il suo rating “hold” (mantenere) sulle azioni ordinarie e il suo “buy” (acquistare) su quelle di risparmio. Itarget price rimangono, rispettivamente, a 1,1 e a 0,93 euro.

Nei giorni scorsi anche l’Antitrust italiana ha “bacchettato” Telecom
. L’autorità per le telecomunicazioni ha deciso di comminare delle multe, per complessivi 900mila euro, a Telecom Italia e Wind. Telecom Italia è stata multata per 735mila euro, di cui 285mila euro per non aver fornito informazioni corrette sui servizi adsl "Alice 7 Mega" (promettendo una velocità di navigazione "che non è in grado di garantire neanche come valore apicale"), 215mila per la pubblicità del servizio "Chiara di Tim" e 235mila euro per il messaggio pubblicitario di "Tim Sogno". L’Autorità, poi, ha sanzionato Wind con una multa di 165mila euro.
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