Telecom, nuovo stop in Argentina?
Potrebbero esserci dei problemi da risolvere, in Sud America, per Telecom Italia. Secondo quanto riporta la stampa l'Antitrust argentina avrebbe deciso di annullare i diritti di Telecom Italia sulla controllata Telecom Argentina. Questo provvedimento avrebbe effetto retroattivo al 9 gennaio.
di Mauro Introzzi 6 apr 2009 ore 10:39La data in oggetto è quella relativa all’apertura dell’indagine a cura dell’authority. Un’indagine finalizzata a verificare una presunta situazione di monopolio creatasi con l'ingresso in Telecom Italia di Telefonica. Le due società, in Argentina, sono dirette concorrenti.
Nei giorni scorsi Telecom Italia era rimasta sotto i riflettori per la possibile cessione della controllata tedesca Hansenet. Secondo indiscrezioni la società interesserebbe a Vodafone e Telefonica, che potrebbero presentare un’offerta non vincolante. Al gruppo tedesco sarebbero interessate anche United Internet (il terzo operatore nella banda larga in Germania) ed un fondo di private equity. Le offerte non vincolanti dovranno essere presentate entro il 20 aprile.
Hansenet è un internet provider tedesco, con 2,8 milioni di clienti, di cui 2,3 milioni con una connessione a banda larga. Nel 2008 ha registrato ricavi per 1,2 miliardi di euro e un margine operativo lordo di 238 milioni.
Le prime cifre su Hansenet indicano una valutazione dell’ordine degli 1,1 miliardi di euro, ma alcuni rumors parlano di valutazioni vicine agli 1,8 miliardi. La vendita della società, acquisita qualche tempo fa da FastWeb, permetterebbe alla società guidata da Franco Bernabè di ridurre la sua esposizione. E dopo Hansenet, Telecom Italia dovrebbe cedere anche Etecsa e TI Sparale, per arrivare alla fine della campagna di cessioni a un incasso compreso tra i 2 e i 3 miliardi di euro.
Nelle scorse ore gli analisti di Mediobanca hanno deciso di inserire l’azione di Telecom Italia nella propria lista dei titoli preferiti. In precedenza Goldman Sachs ha alzato il suo giudizio a “buy” (acquistare) dal precedente “neutrale” e migliorato il target price sulle ordinarie da 1,06 a 1,34 euro. Secondo gli analisti le manovre di cessione di attività (che dovrebbe portare nelle casse di Telecom 2 miliardi di euro) e un certo miglioramento dello scenario competitivo nella telefonia fissa e mobile daranno una spinta al titolo, pur in assenza di rilevanti catalizzatori dal punto di vista del business. Royal Bank of Scotland, invece, ha alzato la sua raccomandazione da “sell” (vendere) a “hold” (mantenere), con un target price passato da 0,95 a 1 euro. Ubs ha invece confermato il suo “buy” (acquistare) e il target price di 1,4 euro, definendo “poco probabile” lo scenario di un aumento di capitale. Ma non solo. Gli elevati cash flow, la liquidità e le linee di credito dovrebbero consentire a Telecom Italia di non affacciarsi sul mercato del debito per quasi tre anni.
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