Sulle tracce dell’oro...
E’ veramente difficile capire che piega potrà assumere il mercato nelle prossime settimane. Stiamo assistendo ad una sorta di schizofrenia degli indici, che alternano fasi di ritrovato ottimismo a fasi di pessimismo persistente, alimentato anche dalle recenti dichiarazioni del governatore Ben Bernanke, che danno per vivi ed attivi gli effetti della crisi subprime.
di Carlo Gatto 14 mag 2008 ore 10:15
Cominciamo dai classici quattro indici per vedere se vi siano tracce di compressioni o ventagli significativi:
Vi rileviamo momenti "a ventaglio" alternati a momenti "a compressione", come a dire tutto ed il contrario di tutto. L'unica cosa certa è che hanno viaggiato per la gran parte del tempo in territorio negativo. Se andiamo a chiedere conforto al VIX, scopriremo che si trova a quota 18, quindi certifica con il "bluprint" che la situazione è comunque tranquilla. Allora proviamo a gettare lo sguardo oltre l'ostacolo, ed andiamo a vedere le previsioni sulla curva dei tassi USA, per giocare d'anticipo sulle prossime mosse della Fed, in grado di dare il "la" a tutto l'ingranaggio finanziario, e scopriamo una cosa molto interessante:
In verde c'è la curva attuale ed in arancione quella prevista. Le attese implicite concordano su un'altra limatura di circa venticinque punti base. Il che sta a significare la fine della discesa dei tassi. La Fed resterà ferma per mesi in attesa di vedere gli effetti dei tagli sin qui effettuati, sull'inflazione "core", al netto degli alimentari ed energia. Nello stesso tempo, da questa parte dell'Atlantico la BCE farà lo stesso.
La stabilità dei tassi su entrambe le sponde, potrebbe coincidere per circa quattro mesi. Questo significa che, a parità di tassi, i capitali tenderanno a posizionarsi sulla moneta a maggior rendimento, ferme restando le altre variabili. Il grafico dell'euro dollaro di questa settimana confermerebbe questa conclusione:
Dopo un rafforzamento fino ad 1,53 il dollaro ha ripreso ad indebolirsi di nuovo fino ad 1,55. Ora continuerà a vagare in questa terra di nessuno, anche se impostata al rialzo a favore dell'euro. In una situazione che prevede l'abbinata di euro e petrolio (125 $/bar) in ascesa, Wall Street dovrebbe scendere, ed invece anche da lì arrivano segnali contrastanti.
Dopo essere tornato sotto la soglia dei 1400 punti, che noi abbiamo denominato "la soglia del denaro fresco", ora l'indice delle 500 big companies ci riprova e si riporta di nuovo all'attacco della resistenza psicologica.
A questo punto è necessario cercare altrove delle prove che possano tradire l'indecisione del mercato. Forse le abbiamo trovate nell'oro. Anche se si è indebolito a causa del rafforzamento del biglietto verde, l'oro non si è più rinforzato come avrebbe dovuto in occasione del ritorno di debolezza sulla valuta americana. Ciò potrebbe anticipare un nuovo cambio di direzione con il seguente scenario: correzione dell'euro verso 1,50 contro il biglietto verde e correzione delle commodities dagli ultimi eccessi grafici, con un ritorno di positività sui listini.
Sentiment previsto per la prossima settimana: ancora leggera fiducia.
Dall'oro emerge un'importante divergenza da monitorare attentamente
Renato Paludetto (www.renatopaludetto.com)
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