Su cosa puntare nel 2010?
Nei giorni scorsi alcuni addetti ai lavori tra i principali analisti e gestori hanno, come consuetudine, comunicato le loro stime sull’anno nuovo
di Mauro Introzzi 4 gen 2010 ore 16:23Secondo gli esperti di Jp Morgan l'indice MSCI Europe dovrebbe arrivare, a fine 2010, a quota 1.300 punti. Ciò significa che le attese degli analisi incorporano un margine di crescita di una quindicina di punti percentuali rispetto a quelli di fine 2009. Per la banca d'affari Usa a spingere i mercati ci penseranno i miglioramenti nel mercato del lavoro.
Puntano sulle azioni anche gli analisti di Credit Suisse. Andrew Garthwaite, strategist nel segmento azionario internazionale per l'istituto svizzero, consiglia di sovrappesare fin da subito le azioni, nonostante la possibilità di un calo dei mercati nella parte finale del 2010.
In particolare, il gestore ritiene che l’S&P500, l’indice più rappresentativo dei Wall Street, possa guadagnare il 10% nella prima metà del prossimo anno, per poi tornare sui livelli di inizio esercizio entro la fine del 2010.
Dal punto di vista geografico, lo strategist consiglia di sovrappesare i titoli del mercato asiatico (escluso il Giappone), e i mercati di America Latina e Europa. Nell’America Latina Garthwaite vede con un occhio di riguardo il Brasile, mentre nell’area europea il gestore del Credit Suisse preferisce la Germania. Al contrario l’analista ritiene da sottopesare la Gran Bretagna e il mercato azionario statunitense, mentre il Giappone è valutato in maniera neutrale.
UBS punta invece sugli emergenti. Gli esperti della banca elvetica puntano sui mercati meno sviluppati. Questi ultimi, nonostante una volatilità più marcata, potrebbero garantire un rendimento del 15%, 5 punti percentuali in più rispetto al rendimento medio atteso dei mercati sviluppati. Per quanto riguarda i settori, Ubs prevede che le migliori cose potranno arrivare da energia, materiali e tecnologia.
Per Fidelity “ci troviamo di fronte ad una fase rialzista che durerà alcuni anni”. La casa d’investimenti punta sulle materie prime “grazie a un’inattesa forza attrattiva rappresentata dalla domanda delle economie sviluppate”. L’asset class meno favorita sarà invece il reddito fisso. Infine “il dollaro subirà ancora una pressione al ribasso”.
Verso la fine del 2009 gli analisti di Barclays hanno deciso di ritoccare al ribasso le stime sulla crescita dell’azionario americano, pur conservando stime favorevoli. Gli esperti della banca britannica hanno abbassato i target sui tassi di crescita dello Standard & Poor's 500 dal 20% al 18%.
Gli esperti di Standard & Poor’s professano invece cautela sul settore bancario, ricordando come le prospettive di oltre la metà delle principali 50 banche europee restano negative, lasciando spazio a nuovi tagli di rating sul debito degli istituti nei prossimi 12 mesi.
Non è escluso, poi, che si possano verificare altri default. Secondo l’agenzia di rating il picco dovrebbe essere stato toccato nel terzo trimestre del 2009, ed ora i default dovrebbero stabilizzarsi. Tuttavia, il merito di credito nel settore industriale potrebbe deteriorarsi, in seguito alle prospettive di una lenta ripresa economica nel 2010.
L’agenzia di rating ha segnalato che nel 2010 potrebbe esserci un rischio di insolvenza per circa 55-75 società industriali europee.
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io ci credo!
avanti così ragazzi, io sono rialzista (almeno nel breve)!