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Stato di calma apparente

In attesa delle trimestrali riportanti i dati reali dello stato dell’arte dei listini, la cosa migliore è quella di continuare a basarci sull’analisi tecnica, con i chiari di luna che ne conseguono.

di Carlo Gatto 10 apr 2008 ore 13:41

Il primo elemento fondamentale è che la calma apparente non è ciò che sembra. Se andiamo a vedere il grafico del VIX scopriremo come il sistema si sia cristallizzato sopra il valore di 20, al di sotto del quale si trova la calma reale.  

E' di oggi la notizia contenuta nel Global Financial Stability Report del Fondo Monetario Internazionale, in base al quale la perdita mondiale a causa della crisi dei mutui subprime potrebbe arrivare ai 945 miliardi di dollari, tenendo conto sia delle insolvenze dei mutui, che del calo del prezzo delle case.

La situazione del mercato, al momento attuale è quella di una stabilità precaria da fine rimbalzo. I listini hanno recuperato qualche punto, soprattutto in Europa dove erano rimasti più indietro. 

L'apertura a ventaglio degli indici, nelle nostre indagini di psicoeconomia sta ad indicare la risoluzione di un momento di crisi e di ansia, durante il quale gli indici si erano mossi all'unisono. Quando il momento è passato, ogni borsa si è sentita "libera" di esprimersi liberamente, e questo effetto ha formato il tipico ventaglio. Analizziamo l'indice delle 500 maggiori società USA: 

Dopo la risalita, il primo segnale negativo è derivato dal mancato raggiungimento del livello dei 1400 punti, che se ricordate bene, è lo spartiacque tra denaro fresco e denaro vecchio. Il secondo segnale negativo è dato dalla discesa repentina con taglio del supporto di brevissimo. Il terzo segnale negativo invece è dato dal gap down in apertura martedì 8 aprile. Tre buoni motivi per aspettarci i primi scricchiolii del rimbalzo.

Sul fronte "macro & commodities", rileviamo la risalita del petrolio a 108 dollari il barile, anche se gli indicatori di tendenza stazionano in posizione short. L'oro è risalito dai 905 ai 935 $/oz, mentre l'eurodollaro si trova in una zona di congestione, senza ancora riuscire a risolversi. 

Il cross major continua a ballare tra 1,55 ed 1,58 lanciando segnali contrastanti. Resta inteso che se le cose dovessero restare così, è assai più facile che venga testato il limite di 1,6 piuttosto che ridiscendere sotto 1,55. Del resto l'inflazione registrata in Eurolandia continua a dare dei grossi grattacapi alla BCE, che si trova a dover constatare il fallimento della sua politica restrittiva, con l'aggiunta di un aumento costante anche dell'aggregato M3, cresciuto in febbraio ad un ritmo a due cifre. Questo impedirà ogni velleità espansiva della BCE, lasciando campo libero alla speculazione circa le scommesse di raggiungimento di quota 1,6.

 

Sentiment previsto per la prossima settimana: incertezza.
L'onda di riflusso non è ancora arrivata. 

Visitate il sito: www.renatopaludetto.com 
 

Renato Paludetto © 2008 (riproduzione riservata)  
 

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