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STAR, +34,7% nel 2017: ecco i migliori e i peggiori

Il 2017 ha riservato molte soddisfazioni per coloro che hanno investito nelle aziende quotate al segmento STAR. Il paniere ha sovraperformato nettamente il FTSEMib

di Edoardo Fagnani 4 gen 2018 ore 10:28

Il 2017 ha riservato molte soddisfazioni per coloro che hanno investito nelle aziende quotate al segmento STAR. Anche i titoli del paniere delle società ad alti requisiti hanno beneficiato della nuova normativa sui PIR introdotta dal governo, come accaduto per le società a media capitalizzazione.

 

Leggi anche: FTSEMib, +13,6% nel 2017: ecco i migliori e i peggiori dell'anno

 

STAR: L'ANDAMENTO NEL 2017

andamento-milano-positivoNell’intero 2017 il FTSE Italia Star ha registrato un progresso del 34,7%, passando dai 27.184 punti di inizio anno ai 38.276 punti della chiusura di venerdì 29 dicembre. Il paniere ha sovraperformato nettamente il FTSEMib, che lo scorso anno ha guadagnato il 13,6%.

Nel 2017 il listino delle società quotate al segmento STAR ha oscillato tra un massimo di 38.276 punti (fissato alla chiusura del 2 giugno) e un minimo di 27.184 punti (il valore di inizio anno).

Lo scorso esercizio il FTSE Italia Star ha chiuso con una performance positiva in 156 occasioni, mentre i ribassi sono stati 96; in due sedure l’indice è rimasto invariato. Il progresso più consistente è stato quello del 24 aprile, giornata chiusa con rialzo dell’1,97%, in seguito all’esito delle elezioni presidenziali francesi. Il maggiore ribasso è stato quello del 17 maggio, seduta terminata con una flessione del 3,24%.

Elevata la volatilità del FTSE Italia Star; la differenza percentuale tra massimo e minimo è stata superiore al 38%.

 

STAR, I TREND DEL 2017

Il trend dell’indice delle società quotate al segmento STAR è stato costantemente positivo nel corso del primo semestre dell'anno.

Nel dettaglio, il FTSE Italia Star ha evidenziato un trend laterale nel corso del primo mese del 2017, per poi accelerare nei quattro mesi successivi, fino a raggiungere il massimo del periodo a 35.738 punti. Nell’ultimo mese del semestre l’indice ha oscillato intorno a quota 35mila punti, per scendere sotto quota 34mila punti negli ultimi giorni di giugno.

Nel bimestre luglio-agosto il FTSE Italia Star ha oscillato intorno a quota 35mila punti, mentre a inizio settembre il trend è tornato positivo e ha portato l’indice a raggiungere il massimo dell’anno a 38.276 punti a inizio novembre. Nelle prime due settimane del mese sono scattate le prese di beneficio e il FTSE Italia Star è scivolato sotto quota 36mila.

Nelle ultime settimane del 2017 l’indice ha oscillato tra i 36.500 e i 37.000 punti.

 

GRAFICO - Andamento dello STAR nel 2017 (elaborazione Soldionline.it)

star-2017

 

STAR, I MIGLIORI DEL 2017

I migliori del 2017 allo STAR
Landi Renzo
+354,55%
Gefran
+251,45%
Falck Renewables
+134,98%
Biesse +121%
Exprivia +117,96%

Nel 2017 diverse aziende quotate al segmento STAR hanno raddoppiato le proprie quotazioni: le migliori sono state Landi Renzo e Gefran, che hanno guadagnato rispettivamente il 354,6% e il 251,5%.

Nel dettaglio, gli esperti hanno apprezzato i risultati operativi registrati da Gefran nei primi nove mesi del 2017, periodo chiuso con un utile netto di 6,08 milioni di euro, risultato che si confronta con il milione di euro contabilizzato nel periodo gennaio-settembre dell’esercizio precedente. Inoltre, in occasione della diffusione dei risultati semestrali il management ha migliorato le stime finanziarie per l’intero 2017.

 

STAR, I PEGGIORI DEL 2017

I peggiori del 2017 allo STAR
Astaldi
-60,74%
Esprinet
-41,86%
ePrice -37,45%
TerniEnergia -32,26%
Acotel -29,47%

Solo undici le performance negative al segmento STAR nel 2017. Le peggiori tre del paniere sono state Astaldi (-60,7%), Esprinet (-41,9%) ed ePrice (-37,5%).

In particolare, Astaldi ha subito un pesante scivolone nel corso degli ultimi due mesi del 2017, passando dai circa 6 euro ai 2,1 euro della chiusura del 29 dicembre, dopo che l’azienda ha annunciato l’intenzione di procedere con un aumento di capitale da 200 milioni di euro. L’operazione è volta al rafforzamento della struttura patrimoniale del gruppo, con l'obiettivo di rifinanziare il debito a lungo termine, tramite l’allungamento delle scadenze oltre il 2022 e, subordinatamente alle condizioni di mercato, la riduzione del costo dell’indebitamento. 

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