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Si sale con le banche

Dopo un’apertura decisamente incerta Milano sale grazie alle buone performance dei bancari, che hanno messo il turbo per nulla intimoriti dall’EBA e dalla bocciatura di Moody’s alle banche francesi

di Mauro Introzzi 9 dic 2011 ore 12:41
Dopo un’apertura decisamente incerta Milano sale grazie alle buone performance del comparto bancario. Il Ftse mib sale del 2,12%, mentre l'All Share avanza dell'1,86%. Bene anche Mid Cap (+0,95%) e lo Star (+0,96%).
Nelle prime fasi di contrattazione i mercati internazionali avevano accolto con estrema cautela le prime indicazioni arrivate dal vertice di Bruxelles tra i leader dei paesi dell'UE. Vertice cha ha visto fallire, per l'opposizione della Gran Bretagna, l'ipotesi  di un accordo a 27 paesi sulle misure da adottare e con il conseguente ripiego su un accordo tra i 17 paesi della zona euro più altri 6 stati. L’accordo individuato dal Consiglio europeo prevede regole di bilancio più severe. Sugli Eurobond si è deciso di rimandare la discussione a giugno.

Ma nel corso della mattinata i bancari hanno messo il turbo, per nulla intimoriti dalle indicazioni dell’EBA e dalla bocciatura di Moody’s alle banche francesi. Così IntesaSanpaolo sale del 4,9% a 1,242 euro mentre Unicredit avanza del 4,35% a 0,7795 euro e Monte dei Paschi di Siena guadagna il 2,75% a 0,2723 euro. Bene anche UBI Banca (+2,75%).
Nella giornata di ieri è arrivata la pubblicazione dei risultati dell’EBA sull'adeguamento patrimoniale di 71 istituti europei. Secondo l'European Banking Authority alle banche del Vecchio Continente servono 114,7 miliardi di euro, una cifra in crescita rispetto ai 106,4 miliardi di euro stimati nell'analisi precedente del mese di ottobre. Alle banche di casa nostra servono invece 15,4 miliardi di euro, in crescita dai 14,7 stimati un paio di mesi fa.
In mattinata Moody’s ha abbassato il merito di credito sulle principali banche francesi, tagliando si un livello il giudizio su Société Générale, Bnp Paribas e Credit Agricole. Gli esperti hanno citato il peggioramento dello scenario di mercato e l'aumento delle difficoltà nell'accesso al mercato dei capitali e si sono pure spinti a dire che se la situazione dovesse ulteriormente deteriorarsi sarebbe necessario un salvataggio statale.

Enel (+1,17% a 3,124 euro) nel mirino di Standard & Poor's
. L'agenzia ha posto sotto osservazione (“creditwatch”) per un eventuale abbassamento il rating a lungo termine del gruppo, pari ad “A-”.
Tale modifica segue di pochi giorni l’analoga revisione disposta da Standard & Poor's in merito al rating della Repubblica Italiana e tiene conto della composizione dell’azionariato di Enel, che vede una partecipazione pubblica pari a circa il 31% del capitale della società.

Ancora sotto pressione Diasorin (-4,13% a 19,48 euro).
Sul gruppo della diagnostica in vitro, già in difficoltà ieri, Pesa ancora il profit warning della francese BioMerieux.

Gli analisti di Bank of America hanno tagliato il rating e il prezzo obiettivo di Lottomatica
(-1,19% a 11,59 euro), portando il primo da "buy" (acquistare) a "neutrale" e il secondo da 17,5 a 12 euro. Gli esperti, che hanno anche ridotto le previsioni sulla marginalità del gruppo delle lotterie, ritengono che sarà difficile per la società raggiungere i suoi target di un tasso composto medio di crescita a una cifra del margine operativo lordo nel biennio compreso tra il 2012 e il 2013.

Gli analisti di Intermonte hanno deciso di tagliare rating e valutazione su Saras
(+1,29% a 1,023 euro). Il nuovo giudizio sul gruppo della famiglia Moratti, "outperform" (farà meglio del mercato), rivede al ribasso il precedente "neutrale", con un prezzo obiettivo che passa da 1,4 a 1,1 euro. Gli esperti hanno abbassato le stime della società per il 2011 e indicatoche l'unico driver per la crescita del titolo, attualmente, rimangono i rumors legati a possibili operazioni di finanza straordinaria.
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