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Risanamento e il nodo Santa Giulia

Sono bastate queste indiscrezioni per far ritornare l’interesse sul titolo della società immobiliare. I risultati finanziari dei primi sei mesi del 2012 non erano stati entusiasmanti

di Edoardo Fagnani 23 ago 2012 ore 11:34
Novità in vista per Risanamento?
I vertici della società immobiliare su richiesta della Consob, hanno precisato che a fine luglio si concretizzati alcuni contatti preliminari aventi ad oggetto l’area di Milano Santa Giulia tra il proprio consulente finanziario e il gruppo immobiliare Hines Italia SGR. Risanamento ha aggiunto che non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione formale in merito.
Proprio ieri MF aveva riportato le indiscrezioni relative a un possibile interesse del colosso immobiliare statunitense Hines per rilevare l’area di Milano Santa Giulia, attualmente sotto il controllo di Risanamento. Il quotidiano finanziario aveva segnalato che il gruppo americano starebbe già studiando il dossier, su cui ci sarebbe anche l’interesse di Idea Fimit, sgr immobiliare italiana attiva nella gestione di fondi comuni di investimento immobiliare chiusi. Tuttavia, i contatti tra Risanamento e Idea Fimit erano arrivati a un punto morto.
Inoltre, in occasione della diffusione dei risultati semestrali, i vertici di Risanamento avevano puntualizzato di essere impegnato nella prosecuzione dell’attività concernenti il progetto Milano Santa Giulia con particolare riguardo a quelle connesse alla situazione ambientale del progetto e alla predisposizione della variante urbanistica.

Sono bastate queste indiscrezioni per far ritornare l’interesse sul titolo della società immobiliare. Risanamento ha chiuso la seduta di ieri con un balzo del 21,6% a 0,1181 euro, in una giornata caratterizzata da diverse sospensioni per eccesso di rialzo.
Il titolo arriva da un periodo opaco: dopo l’improvviso rally a cavallo di fine gennaio e inizio febbraio, negli ultimi mesi il prezzo delle azioni ha sempre oscillato intorno a quota 0,1 euro.

I risultati finanziari dei primi sei mesi del 2012 non erano stati entusiasmanti.
Risanamento ha chiuso il primo semestre dell’anno con un valore della produzione di 39,88 milioni di euro, in flessione rispetto ai 41,97 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il risultato finale è stato negativo per 38,42 milioni, in linea con il rosso di 37,72 milioni del primo semestre del 2011. A fine giugno l’indebitamento è salito a 1,86 miliardi di euro, rispetto agli 1,8 miliardi di inizio anno. Sempre a fine giugno il patrimonio immobiliare era iscritto a bilancio per 1,74 miliardi di euro, lo stesso valore di inizio anno.
Risanamento ha precisato che, in coerenza con quanto previsto dall’accordo di ristrutturazione sottoscritto nel 2009, l’attività del gruppo sarà focalizzata sulle iniziative finalizzate principalmente all’ulteriore ridimensionamento dell’indebitamento finanziario. Il management prevede che, in assenza di eventi straordinari e di significative dismissioni, il risultato economico atteso potrebbe essere in linea con quello conseguito lo scorso esercizio. Risanamento aveva terminato il 2011 con una perdita netta di 75,5 milioni di euro.

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