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Provaci ancora Zio Sam

Settimana ricca di novità quella che ci stiamo per lasciare alle spalle. La prima grossa variante rispetto alla precedente è rappresentata dalla presa di beneficio sull’euro ed il conseguente recupero del dollaro.

di Carlo Gatto 30 apr 2008 ore 10:40

I fatti che stanno alla base dell'inversione ad U sono principalmente due: per quanto riguarda il rallentamento dell'euro, bisogna ricercarne le tracce nell'indice di fiducia tedesco Ifo, che misura le "vision" dei capi d'impresa teutonici, sceso da 104,8 a 102,4. Sull'altro versante, cioè quello del dollaro, le cause di una forza ritrovata vanno individuate nell'aumentata pressione inflativa, che ha affievolito le aspettative circa un taglio dei tassi, al punto da stimarne una limatura di soli 25 bp, contro una precedente stima attestata sui 50 punti base. Qualcuno si spinge a dire che verranno addirittura lasciati fermi. Questo ha prodotto il seguente dietrofront valutario: 

D'altronde, il test di quota 1,60 costituiva davvero agli occhi di tutti l'ultima frontiera possibile per il biglietto verde, quel "Vallo di Adriano" oltre il quale sarebbe stato meglio non avventurarsi. Cambiando le carte in tavola nella partita del cross maggiore, ovviamente, si è ribaltato lo scenario anche per altri importanti fronti di battaglia. L'oro ha cominciato una discesa che lo ha portato sotto i 900 $/oz, ed anche più giù, sotto gli 880 in attesa delle mosse della Fed in agenda per il 30 aprile, che costituisce il "piatto forte" delle prossime ore. Questo ha portato anche ad un allentamento sul petrolio, che però è previsto in recupero nelle prossime settimane. Osserviamo il quadro grafico dei nostri amici quattro indici: 

Notate come il ventaglio nella parte sinistra del grafico, si trasformi in compressione nella parte destra: è chiaro che la tensione sta crescendo. Questo si potrà notare anche dando un'occhiata veloce al VIX: 

L'indice viaggia alternativamente tra zona febbre e zona salute, ma nelle ultime ore è tornato in zona febbre. Tornando ai quattro indici di prima, potrete constatare che si è trattato di una settimana positiva, con guadagni medi oscillanti tra uno e due punti percentuali. La positività di fondo nasce dal fatto che le trimestrali uscite in queste settimane in qualche maniera hanno rincuorato gli operatori, che probabilmente si aspettavano (o temevano) dei risultati ben peggiori. Così gli indici si sono allontanati dalle zone di supporto per riportarsi più vicino alle resistenze. Ora si tratterà di attaccarle. Per lo S&PMib la sfida sarà quella di superare i 34.000 punti, per il Dax i 6870 e per il Cac40 i 5000.

Tra tutti dobbiamo segnalare il tentativo messo in atto dallo S&P500: 

Lunedì 28 aprile l'indice ha tentato l'impresa, quella di riuscire a superare i 1400 punti, tuttavia dopo una battaglia combattuta per tutta la seduta, alla fine ha capitolato sotto la resistenza, ed infatti il giorno dopo ne ha pagato pegno. Tuttavia è probabile che nei prossimi giorni ci siano nuovi tentativi, il cui successo potrebbe fungere da traino per gli altri listini. Provaci ancora Zio Sam! 
 

Sentiment previsto per la prossima settimana: leggera fiducia.

Una decisione Fed di tagliare "poco" potrebbe far pensare che il peggio è passato 

Visitate il sito: www.renatopaludetto.com  

Renato Paludetto © 2008 (riproduzione riservata)  

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