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PIAZZA AFFARI, UN NUOVO CROLLO (-5%)

Il rimbalzo di Piazza Affari è durato solo un giorno. Gli indici azionari italiani hanno terminato la giornata in forte ribasso, annullando completamente il recupero di ieri. Neppure il taglio della BCE ha riportato un po’ di ottimismo.

di Edoardo Fagnani 5 mar 2009 ore 17:44
Il rimbalzo di Piazza Affari è durato solo un giorno. Gli indici azionari italiani hanno terminato la giornata in forte ribasso, annullando completamente il recupero di ieri. Neppure la decisione della BCE di tagliare i tassi di interesse di mezzo punto percentuale ha riportato un po’ di ottimismo. Sono tornate a pioggia le vendite sui bancari. Balza solo Banca Italease, sulle voci di un prossimo delisting delle azioni. Male anche i petroliferi e Telecom Italia. Tra i pochi rialzi si segnala quello di Impregilo. L'S&P/Mib ha perso il 5,85% a 13.523 punti, portando il calo da inizio anno a oltre il 30%. Il Mibtel ha subito una flessione del 5,39% a 11.172 punti. In forte calo anche il Midex (-4,2%) e l'AllStars (-3,25%). Su 330 azioni scambiate, 264 hanno registrato una performance negativa, mentre i segni più sono stati solamente 52. Invariati i restanti 14 titoli. Le principali borse europee hanno registrato ribassi nell’ordine del 3-4%. L’euro oscilla tra gli 1,25 e gli 1,26 dollari.

Pesanti ribassi per i bancari, dopo le buone performance messe a segno ieri. Ha fatto eccezione solo Banca Italease che ha messo a segno un progresso del 4,03% a 1,29 euro, dopo diverse sospensioni per eccesso di rialzo. Ieri il titolo era balzato di oltre l’11%, in seguito alle voci relative al prossimo delisting del titolo. I vertici dell’azionista di maggioranza Banco Popolare (-10,6% a 2,2775 euro) hanno confermato che, in merito a queste voci, sono in corso contatti fra i soci aderenti al patto. Finora, però, non sarebbe stata presa alcuna decisione in merito al futuro della società di leasing. Secondo alcuni analisti, il Banco Popolare potrebbe ricorrere al lancio di un aumento di capitale per trovare le risorse necessarie a rilevare il controllo totale di Banca Italease. Unicredit e IntesaSanpaolo hanno perso rispettivamente l’11,8% a 0,8075 euro e il 9,36% a 1,568 euro. L’istituto guidato da Corrado Passera ha deciso di tagliare 300 posti di lavoro, pari all’8% dei dipendenti totali, nella controllata ungherese Cib Bank. UBI Banca ha ceduto il 3,11% a 6,86 euro. L’istituto ha annunciato il lancio di un progetto industriale di valorizzazione e sviluppo delle attività di on-line trading e banking del gruppo, principalmente
mediante l’acquisto di un’ulteriore quota del 32,4% del capitale della controllata IWBank ad oggi detenuta, direttamente o indirettamente, dai manager di quest’ultima. L’acquisto riguarda circa 23,9 milioni di azioni, a un prezzo pari a 2,97 euro per azione, per un esborso complessivo di circa 70,9 milioni di euro. La Popolare di Milano ha subito una flessione del 5,75% a 2,87 euro. Gli analisti di Deutsche Bank hanno tagliato a 4,3 euro il prezzo obiettivo sull’istituto milanese, anche se hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Gli esperti prevedono che il CoreTier1 della banca a fine 2008 dovrebbe essersi attestato al 6%.
Tra gli istituti maggiormente attivi nel risparmio gestito spicca il tonfo di Mediolanum (-9,35% a 2,205 euro. Azimut ha ceduto lo 0,75% a 3,6425 euro. Gli analisti di Mediobanca hanno tagliato a 4,8 euro il prezzo obiettivo sul titolo, in seguito alla riduzione della stima sull’utile per azione per l’esercizio in corso. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito il rating “Outperform” (farà meglio del mercato).

I petroliferi hanno registrato pesanti ribassi. Eni ha subito una flessione del 7,51% a 13,05 euro. Alcuni addetti ai lavori hanno sollevato qualche dubbio sulla sostenibilità del dividendo del colosso petrolifero. Saipem riesce a limitare i danni (-0,41% a 12,22 euro). La Consob ha comunicato che il 26 febbraio Ubs ha ridotto al di sotto del 2% la partecipazione detenuta nel capitale della società. L’istituto elvetico aveva superato quella quota solo il 20 febbraio. Performance peggiore per Tenaris (-5,44% a 6,26 euro). In forte calo Erg (-2,63% a 9,07 euro) e Saras (-6,34% a 1,988 euro). Gli analisti del Credit Suisse hanno tagliato da 2,53 euro a 2,1 euro per azione la valutazione sulla società di raffinazione guidata dalla famiglia Moratti, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2009/2010. Il giudizio resta “Neutrale”, anche alla luce del calo subito dal titolo nelle ultime sedute. Enel ha terminato la giornata con un calo dello 0,88% a 3,645 euro. Secondo alcune indiscrezioni il colosso elettrico starebbe lavorando al lancio di un aumento di capitale nell’ordine dei 7 miliardi di euro. L’operazione dovrebbe portare la quota del Ministero del Tesoro dall’attuale 20% al 27% rilevando una parte della partecipazione indiretta detenuta tramite la Cassa Depositi e Prestiti. In rialzo, invece, Snam Rete Gas (+1,58%) e Terna (+0,74%).
Acea ha registrato un progresso dello 0,88% a 8,01 euro, dopo alcune sospensioni in mattinata. Ieri il titolo della municipalizzata romana aveva lasciato sul terreno più del 10%. Tutte in rosso le altre municipalizzate, dove spicca lo scivolone dell’emiliana Enìa (-9,2%).

I telefonici non si salavano dalle vendite. Telecom Italia ha subito uno scivolone del 4,88% a 0,8475 euro. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore di oggi il colosso telefonico starebbe studiando un piano di emissioni obbligazionarie per un ammontare di 6,5 miliardi di euro da effettuare nei prossimi dodici mesi. Il numero uno di Telecom Italia, Franco Bernabé, ha precisato che i progetti di finanziamento del gruppo non cambiano e ha ribadito che l’ipotesi di scorporo dell’infrastruttura di rete è solo una fantasia. Segno meno per FastWeb (-2,64%) e Tiscali (-5,17%).
TAG: bce , banca italease Quotazioni: BANCA ITALEASE

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